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Letteratura inaspettata #69. Il rito della memoria in “Atti di un mancato addio” di Giorgio Ghiotti

di Antonella Rizzo

La scrittura è un universo al quale affidare il proprio mondo interiore, depurato dalla prosaicità delle azioni: parlo di Atti di un mancato addio di Giorgio Ghiotti per Hacca Edizioni. I protagonisti di questa storia – Massi, Cecchi, Giulio, Trottola, Roberta e Mastino, ragazzi appena affacciati all’età adulta – crescono come fanno i lupi, oscillando tra l’istinto del branco e il bisogno di solitudine.

Esistenze appena sbocciate fatte dei sogni puri e violenti della giovinezza finché Giulio, un giorno, scompare, e ognuno di loro sarà costretto a mettere in pausa la propria vita e, solo per un attimo abbacinante, provare a cercarlo, almeno nel ricordo.

Il bellissimo libro del giovane poeta  e scrittore manifesta tutta la maturità di un autore nato “da sempre” che affida i ricordi più intimi al futuro dai contorni indefinibili, immagini scolpite nella memoria ma soprattutto coscienza della finitudine e dell’indeterminatezza.

immagine per Atti di un mancato addio di Giorgio GhiottiQuesta è la letteratura che non ha bisogno di espedienti tanto è aristocratico il languore della narrazione, calibrata la dimensione del ricordo, celebrata la bellezza della parola.

Parafrasando CamusIl mondo in sé non è ragionevole: è tutto ciò che si può dire” si comprende il composto epilogo di esistenze parallele che da una radice comune, quella dell’età giovanile fatta di pulsioni e malcelato thanatos, mette fine al tentativo di sentirsi parte di una coscienza solidaristica.

Tutto passa, anche i dolori più atroci si trasformano in riti ancestrali perché all’impossibilità di comprenderne il significato si sostituisce il totem dell’assenza al quale rivolgersi per trovare un artificio denso di valore.

Se la riconciliazione con il passato non è possibile i luoghi geografici e del ricordo diventano edicole votive dove volgere i pensieri scaturiti dai cavilli dell’anima e rimettere l’inquietudine al conforto della riflessione.

Un libro che emoziona, prima di essere un compendio di grande letteratura.

Giorgio Ghiotti (Roma, 1994), poeta, scrittore, vive tra Roma e Milano, dove studia italianistica contemporanea e collabora con l’editore Bompiani. Ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Dio giocava a pallone (nottetempo 2013) e nella poesia con Estinzione dell’uomo bambino (Perrone 2015).

Ha inoltre pubblicato il romanzo Rondini per formiche (nottetempo 2016) e il saggio narrativo Via degli Angeli (Bompiani 2016) con Angela Bubba. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo, per la poesia, La città che ti abita (Empirìa 2017) e il saggio Costellazioni (Empirìa 2019). Scrive di libri sulle pagine culturali de «il manifesto» e ha collaborato con riviste e blog letterari quali «Nazione Indiana», «Nuovi Argomenti», «minima&moralia».

immagine per Antonella Rizzo
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Antonella A. Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E' poeta, scrittrice, giornalista, performer. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè - Edizioni Tracce 2012. Confessioni di una giovane eretica - Edizioni Lepisma 2013, Cleopatra. Divina Donna d'Inferno - Fusibilia libri 2014, Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani - Fusibilia libri 2015, Plethora – Nuove Edizioni Aldine 2016, A dimora le rose, Edizioni Croce 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson edizioni 2019.

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