Nel centenario della nascita dello psichiatra Franco Basaglia, lo scrittore Roberto Ranieri propone Fantasia in rosso con variazioni, un romanzo originale per i tipi di Ronzani editore con la prefazione di Fabrizio Ramacciotti, psichiatra scomparso nel 2023 al quale Ranieri dedica idealmente questo libro.

Un viaggio nel tempo che vede come compagni di avventura il dottor R., un uomo rivoluzionario, storico promotore della riforma della psichiatria veneziana alla fine del ’900 ed Erminio Paternostro, suo ex-paziente, misteriosamente chiamato a prendersi cura di un’improvvisa perdita della parola da parte del protagonista.
Il viaggio ripercorre alcuni frammenti documentati della vita di R., al secolo Fabrizio Ramacciotti, impegnato nel movimento del ’77 e in una successiva militanza politica di estrema sinistra fino all’approdo nella sanità lagunare.
Un’avventura che prosegue poi nel futuro, in una società veneziana distopica; sarà la sede storica del Centro di Salute mentale, Palazzo Boldù, a divenire un luogo di opposizione politica e di resistenza civile dove Erminio e R., aiutati da un manipolo di Resistenti, cercheranno nuove vie per cavarsela, interrogandosi su un possibile ritorno alla cosiddetta normalità.
Negli ultimi tempi il legame tra letteratura e psicologia sembra rinnovarsi continuamente rappresentando la definitiva consacrazione tra vita psichica e creazione artistica.
Un leitmotif che ho sempre abbracciato con convinzione, aderendo alla prescrizione freudiana che colloca il problema del disagio psichico in una questione di quantità, e non di qualità effettiva del sintomo.
Del resto il noto aforisma di Basaglia “da vicino nessuno è normale” è entrato ormai nelle interlocuzioni comuni, come a voler scongiurare il pericolo di una potenziale letalità del comportamento patologico che è comunque connaturato nella quotidianità degli esseri umani.
È vero, uscire fuori dall’equilibrio è arte e l’energia che scaturisce dalla zona franca dove la creazione psichica non è più regolata dai meccanismi di controllo è una benedizione per la parola, la musica, la pennellata del genio.
Dal punto di vista intellettuale molti psichiatri e psicoanalisti hanno rivolto il loro interesse al fenomeno e c’è chi persino afferma in una sua pubblicazione che “solo i folli salveranno il mondo”, sostituendo alla bellezza di Dostojevsky la forza primitiva della pazzia.
A dirlo è il Prof. Lamberto Maffei, già direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR, del Laboratorio di Neurobiologia della Scuola Normale Superiore di Pisa, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei e professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale. L’affermazione contenuta nel suo testo dal sottotitolo Arte e pazzia conferisce un tono solenne al paradigma romantico della devianza come espressione di una tragedia interiore.
Queste riflessioni introducono un consiglio di lettura che ha almeno due buoni motivi per essere manifestato: il primo è che Fantasia in rosso con variazioni scandaglia le zone d’ombra della situazione dei trattamenti psichiatrici in Italia e del potere politico della farmacologia che propone una nuova dignità esistenziale ma crea un rapporto di subalternità feroce tra cura e individuo.
Il secondo motivo sta proprio nella scrittura di questo libro che risponde perfettamente ai canoni della trance artistica ed è un un esempio fedele di come la letteratura possa incarnare l’art pour l’art e al contempo rappresentare un manifesto di resistenza.
Roberto Ranieri è uno scrittore autentico, dalla purezza dogmatica, al quale non si possono avanzare critiche che non siano legate a una prospettiva personale.
La scrittura, oggi, alle volte risulta disonesta perché è sostenuta da un bagaglio culturale debole pur ostentando una missione molto difficile. Per affermare una valenza oggettiva è necessario possedere la scintilla dell’illuminazione linguistica, saper azzardare, costruire nuovi paradigmi linguistici sulla base di una solida preparazione e un piglio visionario.
Quando fu assegnato il Nobel a Dario Fo, l’Accademia spiegò che il merito di Fo consisteva “nell’avere emulato i giullari del Medio Evo, flagellando l’autorità e sostenendo la dignità degli oppressi”. La grandezza della cifra letteraria di un autore sta proprio nel sovvertire i rapporti di forza per far emergere il divino nella natura inconscia dell’arte.
Il rischio è di “diventare impopolari pur rivolgendosi al cuore del popolo”, ma è necessario correrlo per la salvaguardia dell’arte stessa.
Roberto Ranieri, è nato e vive a Venezia. Laureato in Lettere Moderne, giornalista pubblicista, lavora nel Settore Cultura del Comune di Venezia. Ha collaborato alla pagina culturale del quotidiano “Terra” e alla rivista “Nonsolocinema”, con recensioni letterarie e musicali.
È autore della raccolta Sdrucciole per lanterne, vincitrice della prima edizione del concorso nazionale “Alberoandronico” (PerroneLab, 2009). Nel 2011 ha vinto il concorso nazionale per narrativa inedita Ulteriora Mirari, con la pubblicazione della raccolta di racconti Terapie a rischio (Smasher, 2011), di cui nel 2015 è uscita una seconda edizione riveduta.
Traduttore di Vikram Seth alla Milanesiana 2011, è presente in varie antologie e raccolte; un’ampia selezione monografica di componimenti è apparsa in Materia Prima (Perrone, 2012).
La raccolta poetica Soffio vocale con vista (Luoghinteriori Editore, 2014) ha vinto il “Premio Città di Castello”; la raccolta Pronome impersonale (Le Voci della Luna, 2019) si è aggiudicata a Sasso Marconi il “Premio Renato Giorgi”. Il poemetto Passacaglia e fuga. Personat è uscito nel dicembre 2020 per i tipi di RP Libri.
Fabrizio Ramacciotti, psichiatra, è morto nel 2023. Nel 1980, a due anni dall’approvazione della legge Basaglia, nasce a Venezia l’esperimento di Palazzo Boldù, nel Sestiere di Cannaregio. Sarà Ramacciotti a trasformare lo spazio veneziano in un autentico Centro Sociale, coinvolgendo quante più persone e associazioni possibili.
Una sede di esposizioni d’arte di livello internazionale, una biblioteca, un centro di raccordo per iniziative nautiche. Lo psichiatra Fabrizio Ramacciotti e l’uomo coincidono: ascolta tutti, cura, interviene, costruisce soprattutto rapporti. Ogni atto, nella sua gestione del Centro di Salute Mentale, è ricondotto ad una visione d’insieme che coinvolge la collettività.
Antonella A. Rizzo è nata a Roma il 17 gennaio 1967. E' poeta, scrittrice, giornalista, performer. Ha pubblicato: Il sonno di Salomè - Edizioni Tracce 2012. Confessioni di una giovane eretica - Edizioni Lepisma 2013, Cleopatra. Divina Donna d'Inferno - Fusibilia libri 2014, Iratae pièce teatrale con Maria Carla Trapani - Fusibilia libri 2015, Plethora – Nuove Edizioni Aldine 2016, A dimora le rose, Edizioni Croce 2018, A tutti quelli che non sanno che esiste il vortice – Lavinia Dickinson edizioni 2019.









