La foresta assassina. Sara Blaedel, la Danimarca e le storie inquietanti

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La foresta assassina è il secondo thriller di una trilogia della danese Sara Blaedel, edito da Fazi nella collana Darkside e tradotto da Alessandro Storti. Dopo Le bambine dimenticate ritroviamo, dunque, la detective Louise Rick.

Il libro apre con un’iniziazione che si trasforma ben presto in omicidio. La detective Rick rientra al lavoro dopo mesi di convalescenza e si ritrova a indagare su un ragazzo scomparso: Sune, che si nasconde nei boschi, vivendo degli avanzi di cibo che trova in prossimità dei falò.

La polizia si scontra ben presto con l’omertà di un paesino della provincia danese, dove la gente sa più quanto non dica, dove ci si copre a vicenda per evitare problemi e dove straniero è chiunque sia nato altrove.

Louise indaga sulla scomparsa di Sune, ma anche sul suo passato. Alcune vicende riemergono, ma lei non può non affrontarle. Scoprire la verità su questa scomparsa, significa anche far luce su avvenimenti che credeva di essersi lasciata alle spalle.

L’ambientazione, a differenza di altri thriller, non è particolarmente cupa, eppure è inquietante.

Inquietante per l’atteggiamento delle persone, per le storie che si raccontano, perché il male si annida dovunque: lo si avverte, ma stanarlo è difficile.

Leggevo il romanzo e pensavo (ah!, i pregiudizi!) che fosse una storia da ambientare in Italia, non in Danimarca. L’omertà evidentemente non ha confini. I gruppi che si difendono a scapito di tutti gli altri, non sono una prerogativa dei paesi latini – magra consolazione.

Per chi ha letto la Blaedel quello che sto per dire è inutile: il libro scivola via con piacere. Non ci si annoia e la scoperta dei colpevoli, la ricostruzione dei fatti, avviene un po’ per volta. Non è un giallo, sappiamo da subito chi è l’assassino, ma a tenerci in sospeso è la scoperta delle dinamiche, della verità intesa come legami e relazioni.

Che cosa nascondono queste persone? Perché è così difficile rompere il cerchio e scoperchiare le brutture sepolte? Chi sono di preciso questi neo pagani? Che cosa fanno?

Tabatha Mancini

Tabatha Mancini

Nata e cresciuta a Milano, mi sono laureata in Scienze del Servizio Sociale e poi ho conseguito un Master in Analisi Transazionale. Amo osservare e studiare le dinamiche tra le persone, così come quelle di gruppo. Mi affascinano politica ed economia, nella misura in cui hanno ripercussioni sul nostro quotidiano. Mi piace la lettura in generale, ma prediligo le storie a lieto fine.

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