Absence – L’altro volto del cielo. Chiara Panzuti e il gioco della sopravvivenza

immagine per Chiara Panzuti
Absence, cover

Ho avuto il piacere di leggere, in anteprima, il secondo volume della trilogia di Chiara Panzuti, Absence – l’altro volto del cielo edito da Fazi nella collana lainYA.

Alla fine del primo volume (qui la recensione del primo volume) avevamo lasciato Faith, Jared, Scott e Cristabel. Tra Faith e Jared stava sbocciando qualcosa, ma a complicare le cose c’era la loro situazione: non tanto l’invisibilità, quanto il fatto che siano coinvolti in una gara al massacro. Solo i più forti, più furbi e fortunati sopravviveranno.

Questo secondo capitolo si apre invece con Abigail, Ephraim, Sebastian e Barrett.

Chiara Panzuti ci mostra subito le loro fragilità, la loro difficoltà a essere gruppo, nonostante abbiano evidenti vantaggi. Loro sono in un posto bellissimo, con un sacco di agevolazioni, cibo e quant’altro, mentre gli altri devono arrangiarsi e rubare il cibo al mercato, per sopravvivere. I primi hanno armi a disposizione, i secondi niente, se non il coltello sottratto in uno scontro nel primo libro.

Gli uni sono gli Alpha, i primi, i secondi i Gamma, gli ultimi.

Gli Alpha conoscono le regole del gioco, i Gamma no, le stanno scoprendo un po’ per volta.

Non svelo nessun segreto se dico che gli Alpha, all’inizio del libro, tramano qualcosa ai danni degli altri all’aeroporto.

E poi ci sono i Beta: quelli che conoscono parte delle regole del gioco, ma non tutte. Hanno un vantaggio sui Gamma, ma non basta. Gli Alpha sono sempre più avanti.

Beta e Gamma stringeranno un’improbabile alleanza, valida giusto il tempo di mettersi in salvo.

«L’Illusionista non è il nemico», insistette. «Prova a usare questa pistola, Faith, prova. Il tuo corpo sa di averne bisogno. Ora che sei coinvolta devi scegliere da che parte stare».
Dalla parte di Scott e di tutti i suoi manuali, dalla parte di Christabel e del suo pessimismo, dalla parte di Jared e della nostra bussola.
Dalla parte del Nord, della speranza, di una filastrocca caduta nel limbo.
Qual era la mia dannata parte?»

Il siero, NH1, inizia a manifestare i suoi effetti collaterali. I rapporti tra i quattro Gamma diventano più stretti: non avendo più nessuno, dato che i loro genitori e amici non hanno memoria della loro esistenza, si aggrappano l’uno all’altro. Diventano famiglia. Si compensano e sostengono; si conoscono e accettano le fragilità altrui.

«L’acqua, il vento e le intemperie avrebbero ridotto quel foglio a un cumulo di niente. Non sarebbe rimasto nulla della scritta, assorbita dalla carta come se non fosse mai esistita: invisibile, prima lentamente e poi in maniera definitiva. Ma quel destino la privava della sua magia, della sua importanza, del suo spessore?
Che senso ha esserci se poi scompari?
Che senso ha vivere se poi muori?
La bussola rappresentava tutto ciò che non capivo e che avevo un disperato bisogno di sapere.»

In questo secondo volume ci sono novità e scontri, gare. Faith, la protagonista, scoprirà un aspetto di sé che non sospettava di avere. Qualcuno di inaspettato le tenderà una mano. E dovrà scegliere, decidere da che parte stare.

Qualcuno morirà, del resto non si poteva fare altrimenti. E scopriranno che le cose non stanno nemmeno come avevano immaginato.

Che cosa faresti per sopravvive e vincere? Saresti disposto a uccidere? A tradire i tuoi amici? Ti alleeresti con l’avversario? Fino a che punto ti spingeresti? E dopo, riusciresti a tornare come prima?

Una volta vista l’altra metà del cielo, non si è più gli stessi, e gli altri lo percepiscono, anche se a noi piace pensare di essere la stessa identica persona.

Se vi dicessi che cosa significa la medusa in copertina, forse svelerei troppo.

Ma posso dire che cosa significa l’altro volto del cielo: noi vediamo solo una parte, ma ce n’è un’altra.

«Ci sono persone che riescono a vedere solo il cielo azzurro, quello chiazzato di nuvole e stelle. Non sono in grado di guardare oltre, non riescono a concepire l’intero universo che si cela dall’altra parte. Ma tu hai oltrepassato quel confine. Hai visto l’altro volto del cielo, i pianeti, le galassie, tutte le costellazioni. Hai visto cosa puoi diventare».

Tabatha Mancini

Tabatha Mancini

Nata e cresciuta a Milano, mi sono laureata in Scienze del Servizio Sociale e poi ho conseguito un Master in Analisi Transazionale. Amo osservare e studiare le dinamiche tra le persone, così come quelle di gruppo. Mi affascinano politica ed economia, nella misura in cui hanno ripercussioni sul nostro quotidiano. Mi piace la lettura in generale, ma prediligo le storie a lieto fine.

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