Razza sacra. Pasolini e le donne

Nelle sale della biblioteca del Circolo dei Lettori, all’interno del suggestivo tardo-secentesco palazzo Graneri della Roccia sito nel cuore della città di Torino, è stata inaugurata venerdì 3 maggio la mostra Razza sacra. Pasolini e le donne nella quale sono esposte circa 80 fotografie originali, più prime edizioni, manoscritti e documenti, che tracciano un percorso inedito nel più profondo universo femminile pasoliniano.

imagine per Pasolini
Pasolini con la madre Susanna (foto Vittorio La Verde – Copyright Gerardo Martorelli)

L’esposizione – a cura di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi in collaborazione con Accademia delle arti e nuove tecnologie, Ecodemus legno e Free cards, nell’ambito del Salone Off 2019 – è stata pensata come una “mostra da camera”, intima, iconica, concentrata ed essenziale, una rapida ricognizione intorno a quella dimensione sacra che per Pier Paolo Pasolini era anche e soprattutto sinonimo di donna.

Fotografie familiari, casalinghe, ufficiali, una “personale genealogia di donne”: dall’amata madre Susanna a Laura Betti, da Anna Magnani a Maria Callas, scrittrici-amiche come Amelia Rosselli ed Elsa Morante; poi ancora Silvana Mangano, Anna Magnani e Anna Maria Ortese.

Scatti rari e originali, fotogrammi che permettono di spiare questi legami, che permettono di spiare il rapporto e l’intimità di Pasolini con ognuna di queste donne.

Il femminile appunto, come genealogia d’intelletto; donne non addomesticate dalla società borghese e patriarcale.

Femminile che in tutte le sue forme e contraddizioni, risulta essere un tracciante per l’intera umanità che ancora resiste all’omologazione, alla religione della merce, alla perdita della propria unicità e alla perdita conseguente del proprio corpo inteso come corpo vitale, erotico e fiammante, quello ben rappresentato nelle pellicole cinematografiche corrispondenti alla celebre Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury e Il fiore delle mille e una notte).

Mi permetto di concludere questo breve resoconto riprendendo le parole dello stesso Pasolini rivolte alla madre, in uno scritto trovato postumo fra le sue carte e sapientemente ripreso da Enzo Siciliano nel suo Vita di Pasolini del 1978. Così Pasolini aveva scritto:

«Ogni volta che mi chiedono di raccontare qualcosa su mia madre, di ricordare qualcosa di lei, è sempre le stessa immagine che mi viene in mente.
Siamo a Sacile, nella primavera del 1929 o del 1931, mamma e io camminiamo per il sentiero d’un prato abbastanza fuori dal paese; siamo soli, completamente soli.
Intorno a noi ci sono i cespugli appena ingemmati, ma con l’aspetto ancora invernale; anche gli alberi sono nudi, e, attraverso le distese dei tronchi neri, si intravedono in fondo le montagne azzurre. Ma le primule sono già nate. Le prode dei fossi ne sono piene.
Ciò mi dà una gioia infinita anche adesso, mentre ne parlo, mi soffoca. Stringo forte il braccio di mia madre (cammino infatti a braccetto con lei) e affondo la guancia nella povera pelliccia che essa indossa: in quella pelliccia sento il profumo della primavera, un miscuglio di gelo e di tepore, di fango odoroso e di fiori ancora inodori, di casa e di campagna.
Questo odore della povera pelliccia di mia madre è l’odore della mia vita».

Giuseppe Giordano

Giuseppe Giordano

Giuseppe Giordano nasce nel 1992 a Vercelli. Dopo aver compiuto gli studi tecnici, si è laureato in Lettere Moderne e Contemporanee - ambito di ricerca in letterature comparate euro/americane - presso l’Università degli Studi di Torino. Dal 2013 ha collaborato con alcuni settimanali locali e successivamente ha intrapreso il lavoro in un’azienda grafico-chimica. Nel 2017 ha pubblicato "E in un sogno d’amore scalcia disumano delirio", in "L’Iliade riscritta", a cura di C. Lombardi (Ed.), Torino, Mimesis (Collana Woland) e nel 2018 si è posizionato tra i finalisti al concorso letterario “Premio Internazionale Mario Luzi” con l’opera intitolata "Svezzamenti. Forme di un nichilismo liquido dal mancato e dalla dimenticanza"- ora in corso di pubblicazione presso la casa editrice Luzi Editore. Da qualche tempo ha iniziato a collaborare con la rivista “art a part of culture”.

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