Nell’edizione di Contemporanea 25, ospitata all’interno del Palazzo Ducale Orsini-Colonna di Tagliacozzo (L’Aquila), fino al 21 settembre 2025, è visitabile la mostra Storie Nascoste. Gli italiani d’Abruzzo e i soldati indiani nella Seconda guerra mondiale, dell’artista Annu Palakunnathu Matthew, a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Maria Teresa Capacchione.
Dichiara Emanuele Moretti, direttore artistico di Contemporanea 25:
“Contemporanea non è soltanto un programma espositivo, ma un atto di fiducia nel ruolo dell’arte oggi: la capacità di generare domande, di stimolare relazioni e di rendere la città non un luogo che custodisce soltanto il passato, ma che vive pienamente il presente e guarda al futuro”.
Focus della mostra è la storia dei soldati indiani che combatterono a fianco dell’esercito inglese nella Campagna d’Italia, durante la Seconda guerra mondiale. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, questa presenza militare si trovò in una condizione difficile da affrontare, per di più in terra straniera.
Molti di loro – secondo la ricostruzione realizzata dall’artista e basata sulle testimonianze raccolte – furono tenuti prigionieri nel campo di concentramento di Avezzano.
La ricerca condotta da Annu Palakunnathu Matthew rivela questo trascorso significativo e ricorda una delle pagine più alte di solidarietà delle popolazioni locali.
A costo della propria stessa incolumità, le famiglie abruzzesi si resero protagoniste di episodi di altruismo, aiutando i militari a fuggire o, in altri casi, fornendo loro protezione.

L’artista Annu Palakunnathu Matthew
Il tema della memoria è centrale nella ricerca dell’artista nata nel Regno Unito nel 1964, cresciuta in India e oggi residente negli Stati Uniti, di cui ricordiamo le più recenti mostre personali presso il Royal Ontario Museum (Canada), Newport Art Museum (Rhode Island, USA), e sepiaEYE (New York, USA).
Ha esposto inoltre presso il Newark Art Museum, MFA Boston, MFA Houston, Victoria & Albert Museum e Smithsonian.
“Essere nata in Inghilterra ed essermi poi trasferita in India all’età di dieci anni mi hanno esposto a prospettive diverse […] L’improvvisa scomparsa di mio padre poco dopo il mio arrivo in India, quando avevo 12 anni, ha interrotto la mia infanzia. Queste prime esperienze hanno plasmato il mio interesse per i temi della memoria e dei cambiamenti di prospettiva” rivela Annu Palakunnathu Matthew nel saggio che accompagna la mostra a cura di Cesare Biasini Selvaggi e Maria Teresa Capacchione.
La mostra Storie Nascoste. Gli italiani d’Abruzzo e i soldati indiani nella Seconda guerra mondiale
L’allestimento si presenta particolarmente suggestivo e prevede la proiezione di filmati, con musica e parole. Accolti dal buio delle sale del palazzo, i racconti dei combattenti stranieri tornano a noi, e aiutano lo spettatore ad entrare nel vivo di una narrazione toccante.
Le figure dei soldati indiani, con i loro volti lontani e gli sguardi malinconici, sono proiettate da Annu Palakunnathu Matthew sui monumenti del territorio e presentate in mostra con restituzioni fotografiche.
In apposite teche, alcuni quaderni riportano i nominativi dei militari cui furono prestate cure mediche. Un violino, posizionato nella nota cappella di palazzo, testimonia la riconoscenza di un soldato indiano verso una famiglia italiana per il sostegno durante la fuga, nei giorni immediatamente successivi all’Armistizio.
Il percorso ha connotazioni antropologiche e sociali, ed esplora diversi aspetti connessi alla guerra. Si evince, il grande spirito di fratellanza e di mutuo soccorso che animò la popolazione locale, solidale con il contingente indiano.
Rivela, inoltre, il tema della memoria come riflessione centrale nella poetica dell’artista, soprattutto per le implicazioni che produce nei comportamenti sociali.
Dichiara ancora Emanuele Moretti:
“Queste presenze contemporanee nel cuore del centro storico non sono solo esposizioni artistiche, ma gesti di apertura: portano a Tagliacozzo un respiro nuovo, rafforzano il legame tra comunità e arte, e fanno del Palazzo Ducale un laboratorio di pensiero, di confronto e di bellezza condivisa”,
Le altre mostre visitabili a Palazzo Ducale
All’interno di Palazzo Ducale Orsini-Colonna di Tagliacozzo fino al 21 settembre 2025 è inoltre possibile visitare anche una retrospettiva sulle opere di Concetta Baldassarre dal titolo Il ritratto svelato di una vita nell’arte.

Dice, a conclusione, sempre Emanuele Moretti:
“Portare l’arte contemporanea a Tagliacozzo significa aprire il Palazzo Ducale – luogo simbolo della memoria e della storia – a nuove forme di linguaggio, a visioni che interrogano il presente e ci aiutano a ripensare il nostro tempo.
Con le mostre in corso di Concetta Baldassarre e di Annu Palakunnathu Matthew, il progetto Contemporanea ribadisce l’importanza di un dialogo tra la dimensione locale e quella internazionale, tra identità radicate e prospettive globali. Le opere di Concetta Baldassarre, con la loro sensibilità poetica e la capacità di dare forma a emozioni e stati interiori, invitano a un ascolto intimo e profondo.
Quelle di Annu Palakunnathu Matthew, con uno sguardo che unisce fotografia, memoria e questioni post-coloniali, ci mettono invece di fronte a narrazioni collettive e a storie dimenticate, ampliando il nostro orizzonte culturale”,
Presso le Scuderie del Palazzo sono inoltre visitabili le mostre “Terra e identità, storia di un luogo” a cura di Emanuele Moretti e “Babilonia” a cura di Arianna Sera.
Marianna D’Ovidio ha conseguito la laurea in Lettere e si è specializzata in Archeologia Classica presso l'Università La Sapienza. Ha dedicato una parte significativa della sua carriera alla didattica archeologica, collaborando con la Soprintendenza Archeologica d’Abruzzo. Inoltre, ha contribuito al progetto di inventariazione dei beni culturali mobili della Diocesi di Avezzano. Nel 2009, è stata tra i volontari impegnati nel recupero dei beni culturali danneggiati dal sisma dell'Aquila. Attualmente, è docente di Lettere nella scuola secondaria di I grado a Roma e scrive articoli su archeologia e arte contemporanea. Dal luglio 2025 è iscritta all'Albo dei Giornalisti, elenco pubblicisti.


























Una risposta
Nella mostra interessanti le foto e le proiezioni. Alcuni aspetti installativi sono, dal mio punto di vista, un pelo troppo retorici. Concetta Baldassarre ha una mano splendida e un senso della composizione e della forma assai personale. Una breve aggiunta all’aspetto storico: oltre al campo di prigionia di Avezzano, nella seconda guerra mondiale era attivo il Campo PG 78/1 in località Acquafredda, nel territorio di Roccamorice, alle pendici della Maiella. Qui fu detenuto John Evelyn Broad, caporalmaggiore neozelandese catturato dai tedeschi nelle operazioni in Nord Africa. Questi ha scritto un interessante libro sul rapporto tra la popolazione locale e i soldati fuggitivi che furono costantemente aiutati a sopravvivere in grotte e ripari di fortuna fino alla liberazione o aiutati a fuggire superando la linea Gustav attraverso le montagne. Il libro, scritto a quattro mani con Cristina Parone, si intitola “Povera gente, poveri noi”.