Astrologia. Forma di controllo sociale o straordinaria religione sotto tutte le religioni

Come Associazione Psicogeografica Romana abbiamo sempre affrontato la questione del pensiero magico considerando che questo fosse una nocività per la nostra epoca. Era, dunque, impossibile che non approdassimo ad un approfondimento dell’astrologia.

Essa non è affatto banale come sembrerebbe, inquina la ragione in profondità, è insidiosa, persuasiva e la riteniamo un sistema di credenze e superstizioni eterogeneo, radicato emozionalmente negli individui tanto da renderli imbelli e vulnerabili a torti, abusi e prevaricazioni. Tuttavia ne riconosciamo la bellezza, lo splendore e la straordinarietà. Franz Boll ha scritto:

“sono stati spesi più tempo, pazienza, intelligenza e danaro che per qualsiasi altra scienza giudicata vera”. Essa è pericolosa per i rapporti sociali almeno quanto direbbe Deleuze la psicanalisi o Adorno l’occultismo.

La nostra critica all’astrologia non utilizza argomentazioni razionaliste o scientiste, non facciamo il gioco di organizzazioni a nostro avviso reazionarie come il CICAP, che peraltro è ferma a dati della Doxa del 1998.

Il nostro obiettivo è di aprire nuovi spazi di libertà, autonomia e indipendenza a tutti quegli individui potenzialmente unici, ribelli o rivoluzionari che abbiamo visto cadere in questa trappola e che così facendo si sono resi incapaci di autodifendersi e di agire efficacemente sul rovesciamento del mondo.

Ci ostiniamo a chiamare l’astrologia superstizione nonostante la sua dottrina, in particolar modo quella alta, sia talmente ben costruita e complessa da assomigliare oltre che a una scienza esatta autoreferenziale, anche a un sistema filosofico sui generis o a una religione approssimativa con suoi rituali, feste e sacrifici.

Il pensiero magico che, riconosciamo, in altri tempi, può anche essere stato un momento della guerra di classe, seppur ambiguo, è oggi diventato il suo negativo: il nuovo capitale ha reso la vita di ciascuno estremamente rischiosa, insicura, precaria ed esposta all’imprevedibilità. In questa situazione generale che colpisce tutti i proletari il pensiero magico, soprattutto se ha ambizioni divinatore, diventa un facile pretesto per abbandonare la guerra di classe e dedicarsi esclusivamente al proprio destino individuale, sempre più disperso e dominato dalle separazioni.

Il nuovo capitale non separa più individui attraverso immagini in quanto ciascuno è divenuto capace di manipolarle a proprio vantaggio, esso separa gli individui prendendone in ostaggio la vita emozionale e il bisogno di identità e non più come nella postmodernità per mezzo dei media, ma spianando la strada al ritorno dei medium ovunque.

Tra tutte le forme di pensiero magico l’astrologia è quella che si presta più di ogni altra ad essere una potente ed efficace forma di controllo sociale. Per fare un esempio concreto: la personalità ossessivo-compulsiva, se vogliamo utilizzare una categoria psichiatrica, è definita anche come manipolatrice e si tratta non a caso del disturbo più diffuso tra i capitalisti; e questi, rispetto al pensiero magico,  hanno un approccio pragmatico, fino al plagio.

Ovviamente, individui e capitalisti che utilizzano il pensiero magico a scopi di plagio del prossimo se non vi riescono vanno in crisi come tutti i manipolatori. Meno avrete forme di pensiero magico meno avrete punti deboli su cui i manipolatori possano fare presa o controllarvi anche nella vita emozionale, sociale e lavorativa di tutti i giorni, perché il pensiero magico vi rende prevedibili. Se voi vi atterete al vostro oroscopo preferito e se qualcuno che conoscete lo sa ed è intenzionato a utilizzarlo a vostro svantaggio pensate a quali conseguenze possa avere la vostra prevedibilità. Non siate mai prevedibili e ve ne libererete.

Come scrive Franz Boll, citando Wallenstein, a proposito dell’astrologia nei secoli XV e XVI:

“Il comandante o il diplomatico che […] voleva penetrare nell’intima natura di un amico o di un nemico, se ne procurava l’oroscopo”.

Pensate ora a un tale sistema su vasta scala e sotto il comando del capitale. La nostra vita più intima nel caso ci facessimo prendere in ostaggio la vita emozionale dal nostro segno zodiacale e frequentassimo individui con la nostra stessa credenza negli astri e, per di più, fanatici dello stesso astrologo l’avremmo messa in mano di nostra volontà a chi fa della previsione sociale l’arma con cui domina il mondo.

Attraverso l’interpretazione dell’astrologo delle tavole delle case zodiacali, delle effemeridi, degli aspetti planetari (opposizione, trigono, quadratura, sestile, congiunzione, etc.), delle risonanze, al momento esatto della nascita o del concepimento di un individuo si sarebbe in grado di definirne il destino e il carattere – indole, capacità, punti di forza e punti di debolezza, probabili patologie -, dei profili ben definiti, con aggiustamenti in base all’ascendente e specifiche descrizioni biografiche impossibili da ignorare.

Si tratta di schemi di una dottrina in alcuni casi talmente autoreferenziale da considerare l’influsso delle stelle stesso secondario rispetto alla propria potenza simbolica, archetipica e mitica, in grado di superare e riutilizzare ogni obiezione scientifica, razionale e teologica avanzata per perfezionarsi.

La psicanalisi ha sdoganato da tempo l’astrologia e non poteva essere diversamente considerate le sue radici storiche nel mondo dell’occultismo borghese del XIX secolo. Qui non parliamo solo di pazienti con disordini ossessivo-compulsivi o schizo-tipo dipendenti in ogni aspetto della vita dalla consultazione dell’oroscopo.

Qui parliamo di operatori, anche pubblici, anche freudiani, che in mancanza di mezzi raziocinanti per sostenerli, si fanno con un pretesto qualsiasi dichiarare dal loro paziente la data e l’ora di nascita per poi interpretarne il segno zodiacale e integrarlo alla psicoterapia in maniera spregiudicata e a fini induttivi e di suggestione.

L’astrologia moderna a sua volta s’ispira moltissimo alla psicologia, esplora carattere e personalità degli individui, utilizzando i suoi strumenti analitici per profilarli a partire dal momento della loro nascita o concepimento.

Non siamo direttamente contro tutti coloro che hanno una qualche forma di pensiero magico, in questa epoca saremmo vanamente contro tutti. La nostra critica mira ovviamente a fare piazza pulita del pensiero magico, ma non ci illudiamo di riuscire laddove hanno fallito pagani e cristiani, razionalisti ed esponenti della teoria critica del Novecento, da Carneade a Sesto Empirico, da Nicola d’Oresme a Pico della Mirandola, da Avicenna e Maimonide, da Voltaire ad Adorno.

Miriamo anche laddove non sia possibile estirpare il pensiero magico, a che sia vissuto con estrema consapevolezza, lasciandosi più gradi di autonomia possibile, liberare le emozioni, renderle fuori controllo, arricchendo e accrescendo qualitativamente la propria vita materiale, sottraendo i rapporti umani e sociali a quanti più dispositivi induttivi possibili.

Di fatto, è proprio l’incertezza e l’aleatorietà della vita quotidiana, segnata dalla ricerca dell’identitario e di una protezione da minacce più o meno immaginarie, nella nostra epoca che porta a una tale servitù volontaria.

Non bastano cartomanti, chiromanti, amuleti, numeri magici, etc. ci vuole qualcosa che assomigli a una scienza esatta e che allo stesso tempo converta l’incertezza in aspettativa in maniera apparentemente rigorosa, con pronostico positivo o negativo, perché l’effetto lenitivo sarà garantito in ogni caso, qualsiasi sia poi effettivamente l’esito finale verificabile in futuro, dopo aver comunque suggestionato azioni e scelte.

Ad ogni modo la prevedibilità di interi gruppi sociali e quando l’insieme di questi gruppi sociali siano una parte consistente della popolazione, è chiaro che si tendano a creare, in certi casi, piccole profezie auto-avveranti, che prese nel complesso fanno il gioco del nuovo capitale, rendono eterodiretta la vita associata e di difficile immaginazione un’offensiva efficace e ragionata.

Alla base di questo passaggio dall’incertezza alla certezza c’è la profonda concezione deterministica dell’astrologia. Gli astri sono spietati, sono al di là del bene e del male, pronosticano e prescrivono senza riguardo per le libertà, l’indipendenza e l’autonomia di ciascuno.

Assumete su di voi questa superstizione deterministica e ne sarete determinati. L’astrologia è il doppio fraudolento di ogni determinismo empirico, inoltre essa ha avuto anche un suo ruolo fondamentale nell’ambito delle ricerche occultistiche del XIX secolo e, indirettamente, nella formazione delle prime forme di psicanalisi. Si tratta della prima forma di determinismo che si vuole magico, religioso e scientifico assieme mai esistita, in quanto le altre forme di magia erano più primitive e funzionavano ancora attraverso tecniche obsolete.

Dobbiamo farci la domanda: perché tra tutte le forme di magia, l’astrologia, dagli assiro-babilonesi in poi sia riuscita a penetrare i poteri occidentali e orientali per quanto razionali, dotti o religiosamente contrari essi fossero?

Anticipiamo la risposta di questo excursus: il doppiogiochismo del potere nei confronti dell’astrologia è dovuto al fatto che essa è da una parte abbastanza innocua da non essere mai una forma di paganesimo o ateismo da metterne in crisi i fondamenti e dall’altra che è devastante in termini di controllo e dominio una volta che cada nelle sue mani. Si tratta di una sorta di straordinaria religione sotto tutte le religioni.

Cumont afferma:

“astrologia e magia sono sorelle gemelle e non è sempre facile separare quel pertiene all’una o all’altra”.

Quindi, fino al XIX secolo non le si assimilava e vediamo il perché. L’astrologia è la prima forma di pensiero magico che si affranca dalle sue leggi più primitive, i principi magici di simpatia e antipatia delle divinazioni astrali più rozze dei Sumeri scompaiono lentamente lasciando il posto a una forma approssimativa di religione astrale presso gli assiro-babilonesi.

Le tre leggi contiguità-similarità-opposizione della magia (leggi che non vanno confuse con i termini utilizzati dai greci e dagli egizi per gli aspetti planetari) scompaiono e cadono sotto il dominio delle “influenze” e gli “influssi”, dove tutto si tocca tutto con tutto per via di un etere, per la presenza di spiriti o demoni messaggeri o di divinità. Per questo motivo l’astrologia troverà grande accoglienza presso gli Stoici.

Simpatia e antipatia che erano nel pensiero magico primitivo concetti analogici che simulavano quelli del meccanicismo spontaneo con l’astrologia si subordinano ora a un determinismo radicale che deriva direttamente da alcune ingenuità proprie dei nessi di causa-effetto meccanicistici più esperti.

Tale determinismo radicale pretende di divinare con assoluta precisione fatti e avvenimenti futuri. Rituali o cerimonie pubblici con sacrifici in cui si invoca la benevolenza delle divinità astrali per condizionarle e farle recedere da un pronostico negativo fanno parte delle forme più triviali di questa sorta di religione e scompariranno quasi del tutto con essa, quando l’astrologia diverrà qualcosa di simile a una dottrina filosofica.

Le prime forme di astrologia hanno preso vita in Oriente tra gli assiro-babilonesi. Abbiamo le prime fonti secondo Bezold in tavole di argilla con scrittura cuneiforme. Secondo studi più recenti, quelli di Pingree, tali tavole sarebbero così tarde da essere addirittura trascrizioni di elementi di astrologia greca e le prime reali notizie di un divinazione astrale dovrebbero essere considerate quelle contenute in alcune tavole mesopotamiche intitolate Enūma Anu Enlil degli ultimi secoli del secondo millennio a. C.

Quanto alla celebre spedizione di Bonaparte in Egitto che portò alla scoperta nei templi della vale del Nilo (Esna e Dendera) di rappresentazioni zodiacali in bassorilievi che vennero fatte risalire a 15000 o 17000 anni a.C., la datazione reale era tarda: l‘epoca romana. Dopo il loro trasporto a Parigi, furono considerate per molto tempo il monumento astronomico più antico finché Antoine Jean Letronne in una disputa con Jean-Baptiste Biot sulla reale datazione ne dimostrò anche il carattere astrologico.

Letronne ci va giù pesante screditando senza molte argomentazioni l’astrologia, ma dimentica o non sa che l’antichissimo segno per “Dio” nella scrittura lineare era una sorta di asterisco, una stella, che in quella cuneiforme antico-babilonese si evolve graficamente fino a significare esclusivamente “stella”.

Nell’Egitto dei Faraoni l’astrologia era del tutto sconosciuta. Tuttavia con la penetrazione dei culti Caldei in Grecia, i sacerdoti egizi vi si applicarono con tanta sagacia e vi fecero prendere uno sviluppo tanto originale da attribuirsene (e viene attribuita loro anche da alcuni illustri professori) l’invenzione, questa è una delle ragioni per cui molti ritengono ancora oggi l’astrologia qualcosa di “egizio”. Effettivamente gli egizi ebbero una grande influenza attraverso gli apocrifi retrodatati del re Nechepso e del suo confidente, il sacerdote Petosiris, apparsi in greco nel II a.C., in cui si pretendeva di codificarla una volta per sempre.

Se si guarda al tipo di divinazione astrale degli assiro-babilonesi si comprende immediatamente che conoscere il futuro era la modalità per eccellenza di prendere delle scelte politiche e gestire le prime forme di Stato. Con la mondanizzazione dell’astrologia si rese lo Stato pressoché invincibile.

Quando non solo i re, i dotti e i signori ricorrevano all’astrologo ma anche la popolazione, la possibilità di sommosse e rivoluzioni contro lo Stato divenne sempre più difficile. L’astrologia dunque non nasce come magia ingenua ma come sapere-potere magico al servizio del Re e della classe dominante e solo, successivamente, come credenza a portata di tutti gli strati della popolazione. Propria della proto-astrologia assiro-babilonese è l’“astrologia geografica” e non, come vedremo, l’“astrologia genetliaca”.

La penetrazione della proto-astrologia assiro-babilonese nell’Antica Grecia razionalista è il momento di cedimento storico della ragione per eccellenza che le ha permesso di arrivare fino a noi attraverso un continuo doppiogiochismo con tutti i poteri con cui è venuta in contatto, fossero barbari, classici, pagani, cristiani, islamici, ebrei, zoroastriani, buddhisti, atei, empiristi, ribelli o rivoluzionari.

Per lungo tempo non fu così, come scrive Boll:

“l’astrologia in quanto tale non esercitò alcuna influenza sui costumi e la vita del popolo greco prima di Alessandro Magno; la forma mentis razionale di questo popolo della scienza non aveva difficoltà a respingere il chiarore solennemente crepuscolare della dottrina dei sacerdoti d’Oriente”.

Anche per Cumont le cose stanno a questo modo:

“Prima di Alessandro, la Grecia restò quasi impenetrabile alle religioni orientali e respinse l’astrologia; lo zodiaco rimase un sistema scientifico, confinato nella scuola, ma del quale il pubblico s’interessava poco”.

Quando Alessandro Magno invade l’Oriente le superstizioni caldee prendono a retroagire sincreticamente, corrompendo l’aristocrazia greca. Boll afferma:

“ha così inizio la fatale evoluzione che finirà per distruggere il carattere peculiare della ‘Grecità’: gradatamente questa si allontana dal Logos, per abbracciare la Gnosis, la conoscenza mediante la visione, l’estasi e la rivelazione”.

Come tra gli assiro-babilonesi anche la penetrazione dell’astrologia in Grecia si trasmette dapprima tra le classi dominanti che non nella popolazione greca.

Le prime dispute anti-astrologiche risalgono al II secolo a.C. a all’inizio del I a.C. quando si trattò di espugnare il sistema Nechepso-Petosiris e sembrò per un momento grazie a Carneade e alle sue confutazioni dialettiche e materialiste inoppugnabili che l’astrologia stesse per essere respinta dalla Grecia. Delle argomentazioni alla base della confutazione dell’astrologia ne abbiamo notizie dal “De Divinatione” di Cicerone.

La critica radicale di Carneade non prende in considerazione l’astrologia nella sua interezza ma esclusivamente l’oroscopo e questa è la sua debolezza, prima di lui quasi tutti i critici ci sono sconosciuti tranne Diogene il Babilonese che fece il doppiogioco. Come scrive Cicerone:

“Diogene concede qualcosa, cioè che sappiano predire soltanto quale carattere avrà il singolo nato e quale attività sarà particolarmente idoneo; nega, invece, che si possa in alcun modo sapere tutto il resto che essi pretendono di determinare”.

Egli, secondo l’oratore romano, fa questa concessione “per una specie di accordo sottobanco”. È comunque di Diogene la “confutazione a partire dai gemelli” che verrà usata anche dai romani, dai Padri della Chiesa fino ai razionalisti e agli empiristi di oggi con il rasoio di Ockham in mano: “Procle ed Euristene, entrambi re di Sparta, furono fratelli gemelli; ma non vissero lo stesso numero di anni (Procle morì un anno prima di suo fratello) e Procle fu molto superiore al fratello per gloria delle imprese compiute”.

Carneade radicalizzerà tutte le argomentazioni anti-astrologiche lasciando un segno indelebile nella disputa e secondo Boll se non fosse stato per Posidonio che concesse tutto all’astrologia essa non sarebbe mai penetrata in Grecia.

È chiaro che fossero i tradizionalisti ad opporsi alla compenetrazione di Logos e Gnosis, come è altrettanto chiaro che fossero le classi dominanti illuminate interessate a far penetrare le superstizioni dei sacerdoti Caldei. Si trattò di uno scontro tra le classi dominanti decadenti e quelle in ascesa, lo dimostra il fatto che più che confutare l’astrologia in generale ci si preoccupasse di essere a favore o contro l’oroscopo che era la forma con cui l’astrologia avrebbe potuto penetrare tutti gli strati sociali e produrre un cambiamento epocale nei poteri statuali greci.

Nel periodo dell’ellenismo il dado è tratto, la cultura Caldea vince su quella Greca, Logos e Gnosis si confondono – il Centauro lo chiama Boll – e qui vi è l’origine della potenza e della persistenza dell’astrologia come insieme di saperi magici esperti e dell’apparente impossibilità anche di sradicarla dalla vita associata contemporanea.

Per Pingree, sia l’astrologia genetliaca sia quella catartica (ovvero i metodi per sfuggire al determinismo per mezzo di rituali e sacrifici) sono un’invenzione o una sistematizzazione dei greci e non degli assiro-babilonesi nonostante si abbiano notizie di divinazioni astrali a partire dal giorno e dall’ora della nascita anche presso queste popolazioni.

Come abbiamo visto gli scettici si erano preoccupati di confutarle fin dall’inizio. Nell’ellenismo il potere non poteva più assicurarsi la pace sociale attraverso il capriccio degli dèi, occorreva qualcosa di diverso, qualcosa come un determinismo radicale che portasse tutti ad accettare il proprio destino con rassegnazione e quello degli astri sembrava perfetto a questo scopo. Come scrive Saxl:

“Il Giove ellenistico-romano non è più libero di agire come lo Zeus Olimpio; il suo corso nel cielo è immutabile e, benché sia un essere animato il cui volere può essere buono o cattivo, la sua libertà d’azione è limitata dal potere delle altre divinità astrali, esseri animati come lui e in grado di influenzarlo”.

Il determinismo radicale degli astri veniva mitigato dalla catarsi astrologica. A quel punto trovare astrologi che facevano oroscopi per qualche spicciolo accanto a coloro che interpretavano i sogni (gli antenati degli psicanalisti) per le strade e le piazze delle città greche prima e romane dopo (soprattutto al Circo Massimo) divenne abituale.

La critica radicale di Carneade era talmente raffinata che Panezio abbandonò la Stoà che dirigeva, il suo successore Posidonio pose invece l’astrologia alla sommità della filosofia greca ma non si hanno prove che fu lui a sistematizzarla. Fino a che non restarono solo gli scettici e gli epicurei ad essere critici. Vi saranno diversi manuali di astrologia che avranno un’importanza tale nella sua diffusione dalla Grecia agli arabi, all’India, alla Persia, alla Cina come quelli di Dorotheus Sidonius, di Vettius Valens o Claudio Tolomeo che trasformeranno una filosofia sui generis in una pseudo-scienza divinatoria in competizione con le scienze esatte.

I romani adottarono l’astrologia recependola dai dotti alessandrini. Verso la fine della Repubblica, Nigidio Figulo componeva due libri “Sphaera Graecanica” assieme a un altro che sarà decisivo per comprendere le influenze dell’astrologia orientale su quella occidentale nel tardo medioevo e nel Rinascimento: “Sphaera Barbarica”.

Con l’inizio dell’Impero l’astrologia e i culti orientali si diffondono a tal punto che le rappresentazioni in Italia e nelle Province sono ovunque: nei bassorilievi, nei mosaici, nelle monete, nelle pietre incise, nei gioielli.

Gli imperatori erano soliti far coniare le monete con il proprio segno zodiacale e questo veniva utilizzato anche come emblema delle proprie legioni (Augusto il capricorno, Tiberio lo scorpione, etc.).

Il Cristianesimo fino alle dispute teologiche dei Padri della Chiesa non fu del tutto impermeabile all’astrologia, benché fosse contraria alla sua attitudine. I fedeli non sfuggivano a questa fascinazione. Nei loculi delle catacombe si sono rinvenuti braccialetti o altri manufatti (come gli amuleti) con disegni astrologici delle dodici costellazioni appartenuti a cristiani e cristiane non per forza di cose delle sette gnostiche o eretiche. Furono soprattutto i cristiani di discendenza ebraica a osteggiare l’astrologia con veemenza critica.

Il primo imperatore cristiano credeva nella potenza delle stelle e nella basilica di Santa Sofia vi sono le statue dei dodici segni e sulle monete che fece coniare si fece rappresentare come l’unico signore del mondo coronato dalla Vittoria mentre regge nella mano destra l’anello zodiacale.

L’astrologia sopravvisse lungamente in piccole cerchie di dotti cristiani al trionfo della Chiesa nonostante Saxl sostenga che per un millennio essa scomparve dall’occidente cristiano. Per lo storico dell’arte austriaco per mille anni non vi sarà astrologia in Europa. Tertulliano e Sant’Agostino furono radicalmente avversari dell’astrologia e la loro posizione anti-astrologica dominò in effetti incontrastata per secoli.

A Bisanzio l’astrologia torna con l’astronomia dall’Oriente. A Costantinopoli verso la fine del VIII secolo vi era già una cattedra di astrologia.

L’astrologia trovò, inoltre, nell’Islam terreno favorevole. Avicenna e Ibn Khaldun furono nemici dell’astrologia. La cultura ebraica con Maimonide anche l’osteggiò: nonostante la nascita di un’astrologia cabalistica. Eppure, fu proprio la corrente più razionalista, illuminata ed empirista della cultura araba a diffondere l’astrologia.

Il fatto che la nascita di Maometto (Scorpione), la Morte Nera del 1348 e la comparsa di Lutero fossero tutti avvenimenti sotto la congiunzione Saturno-Giove-Marte, i tre pianeti superiori impressionò tanto l’Occidente che già dal XII secolo gli astrologi divennero figure fondamentali anche nelle corti di Europa; tornando dall’Oriente, soprattutto dall’Islam e dall’India. La Chiesa finì per tollerare informalmente l’astrologia una volta che se ne era neutralizzato il determinismo e la catarsi pagana: “inclinant astra, non necessitant”.

Di solito si dice che fece irruzione di nuovo in Europa Aristotele, ma poco si dice sull’irruzione delle tavole astronomiche e astrologiche di Tolomeo (“Il Tetrabiblos” che l’Ottocento considererà un’opera apocrifa e che invece Boll dimostrerà essere autentico).

Dalla Spagna, ma anche dal Sud d’Italia, si diffonderà rapidissimamente la cultura astrologica in tutta Europa. Nella prima metà del tredicesimo secolo l’astrologia non riguarda più ormai solo le classi dominanti illuminate ma anche quelle proletarie.

Michele Scoto, scozzese giunto alla corte di Federico II, è l’astrologo chiave di questa epoca, dove tutto il sapere greco di nuovo disponibile è pregno non solo della “Sphaera Graecanica” ma anche di quella “Barbarica”.

L’Occidente stava ricevendo di nuovo dall’allora Persia e dall’India, attraverso gli arabi, il proprio patrimonio di credenze astrologiche trasferitosi in Oriente. Nel XIV e XV secolo sia il Salone della Ragione a Padova studiato da Saxl che il Palazzo Schifanoja a Ferrara studiato da Warburg, riprendono come un codice applicato alle pareti la tradizione astrologica dei manoscritti spagnoli e del Sud d’Italia, lasciando ampio spazio ancora una volta alla “Sphaera Barbarica”. Tale “Sphaera” raggiunse una bellezza iconografica mai conosciuta prima.

Tra l’astrologia del tardo-medioevo e quella del primo Rinascimento vi è moltissima somiglianza, il pensiero magico astrologico che all’inizio era un fatto “nuovo” ora è completamente assimilato. Nel XV secolo il ruolo che ebbe Carneade fu ricoperto da Pico della Mirandola, così come nel XII secolo era stato ricoperto dal teologo, matematico e astronomo Nicola d’Oresme. Si cercava di screditare l’“astrologia giudiziaria” (l’astrologia) a favore di quella “naturale” (l’astronomia).  Ad ogni tentativo di intrusione del pensiero magico astrologico si trovano delle resistenze razionali, ma esse ripetendo sempre le stesse argomentazioni dei classici, finiscono per risultare troppo deboli e incapaci di separare nuovamente Logos e Gnosis.

Resta la questione di comprendere come i saperi ellenici astrologici possano essersi conservati in Oriente per così lungo tempo.

Saxl sostiene che l’astrologia fu conservata dagli ultra-conservatori sabei di Harrān: pagani siriaci che nonostante le ostilità delle chiese di Stato sono sopravvissuti fin nel cuore dell’era islamica, praticando una sorta di religione astrale fondamentalmente greca. I fondatori di questa religione sarebbero Arām, Agatodemone ed Hermes, a cui si aggiungono anche Solone, nonno materno di Platone. Una religione dal nucleo filosofico stoico-ermetico e in parte autoctono.

Chwolsohn, orientalista ebreo russo riporta il seguente passaggio in cui il sabeo Ṯābit ibn Qurra parla della sua religione: “Noi siamo gli eredi e i discendenti del paganesimo, che era grandemente diffuso in tutta la terra (…) Chi altri ha ingentilito il mondo e costruito città se non i nobili e i re del paganesimo? (…) Chi altri ha insegnato la sapienza nascosta? Senza il paganesimo il mondo sarebbe vuoto e miserabile, e immerso nella penuria”.

Pingree sostiene che la conservazione dei testi tolemaici e pre-tolemaici avvenne invece in India per via dell’etnia greca, Yavana, cui apparteneva Yavaneśvara, autore nel II secolo d.C. della prima traduzione di un’opera astrologica in sanscrito.

Gli Indiani riadattarono al proprio sistema di credenze l’astrologia greca e inventarono quella “interrogativa”, ovvero un’astrologia che veniva utilizzata per sapere l’opportunità o meno di intraprendere un’azione in un certo momento, da un viaggio alla fondazione di una città.

Gli Indiani introdussero l’astrologia in Persia nell’età sassanide, nel III-IV secolo d.C. dove s’inventò l’“astrologia storica”, l’astrologia dei grandi avvenimenti del mondo, soprattutto militari. E molti testi arabi astrologici sono traduzioni dal persiano di testi ellenici di Dorotheus Sidonius introdotti dagli indiani.

Inoltre secondo recenti ricerche di Kotyk, pur avendo la Cina forme proprie di divinazione astrale (secondo gli studi di Pingree sempre di derivazione mesopotamica) l’astrologia cinese conosciuta oggi sarebbe un rielaborazione buddhista proprio della dottrina astrologica di Dorotheus Sidonius introdotta tra la dinastia Tang e la dinastia Ming. È certo che Buddha conosceva il testo contenuto nelle tavole di Enūma Anu Enlil e la leggenda (appunto una leggenda) dei dodici animali dell’oroscopo cinese chiamati a raccolta o è tarda o è comunque posteriore all’invenzione della divinazione astrale Sumera.

In Europa sarà solo intorno al XVI secolo che si assisterà a una volgarizzazione e proletarizzazione tale dell’astrologia che la porterà a toni più o meno umoristici e scanzonati, nei calendari, negli almanacchi, nelle profezie, come nella Pantagrueline Prognostication di Rabelais.

In questa divinazione umoristica si dileggia per la prima volta in modo divertito l’oroscopo. Per la prima volta, dunque, nella storia dell’astrologia essa non è presa né come un determinismo radicale, né mitigata dalla catarsi, né interrogata, né come una potente “influenza” comunque sottomessa alle più alte leggi della prescienza di Dio, ma anche come una consultazione apparentemente giocosa, come nelle sue modalità contemporanee dove la maggior parte degli individui che dicono di leggere l’oroscopo vi crede o non vi crede a seconda dell’opportunità.

Le argomentazioni razionali anti-astrologiche di Carneade resteranno le più incisive e persistenti, ripetute senza senso critico per due millenni, senza premunirsi di rafforzarne il vigore e senza avvedersi che, prive di innovazione, l’astrologia avrebbe potuto avanzare con l’avanzamento stesso della scienza, parare i colpi, potenziare la Gnosis.  La critica radicale dialettica e scettica pagana greca, quella che ha gettato le basi di tutta l’anti-astrologia, conclude con la polemica di Sesto Empirico.

Come scrive Auguste Bouché-Leclercq: “Da Carneade fino ai padri della Chiesa, la lotta contro l’astrologia non è cessata un istante, ma fu sempre, per così dire, una lotta senza vincitori, perché già i primi assalti avevano messo in luce pressoché tutti gli argomenti che, in seguito, si ripeteranno senza mai rinnovarsi”.

Soprattutto l’errore degli anti-astrologi è di ripetere all’infinito l’esempio dei gemelli perché l’astrologo sarà sempre prontissimo a rispondere che l’astrologia parte dal generale al particolare e non dal particolare al generale. E ancora Bouché-Leclercq: “Gli avversari dell’astrologia, difatti, non hanno fatto altro che suggerire agli astrologi dei perfezionamenti ai loro metodi e, per aver continuato ad impiegare degli argomenti che non portavano a nulla, hanno fatto sempre più la figura degli ignoranti”.

Siamo entrati nel merito delle dottrine di Claudio Tolomeo e di Dorotheus Sidonius e riteniamo siano facilmente confutabili, di altre dottrine più innovative e recenti, come quelle laiche di Haram basate sulla potenza del linguaggio “naturale” semitico che non sono de-costruibili o falsificabili facilmente come fa il CICAP, ce ne stiamo occupando, perché le stelle, i pianeti, il sole e la luna non sono che simboli ed è negato il loro influsso o considerato irrilevante per un funzionamento corretto dell’astrologia.

Intanto diciamo che confutando l’oroscopo non si confuta l’astrologia ma è il contrario, confutando l’astrologia si confuta l’oroscopo. Non potendolo fare in questa occasione per ragioni di spazio. Ci limiteremo a una breve mossa a sorpresa, una confutazione non diretta che sposta del tutto l’attenzione su altri aspetti.

La nostra confutazione è limitata all’oroscopo di massa on line e non può essere definitiva dunque. Parte da una constatazione a questo punto sorprendente per chi ci ha letto finora: l’oroscopo di massa on line “funziona” quello individuale o di piccole nicchie “no”. Per quale ragione? Sono i grandi numeri che portano all’auto-condizionamento e a demandare tutto al comportamento superstizioso degli utenti dell’oroscopo di massa?  Sì e no.

Da una parte se non ci fossero persone che leggessero l’oroscopo non vi sarebbe questo tipo di controllo sociale, dall’altra occorre ammettere che una certa predittività degli oroscopi di massa on line si può dimostrare, cosa non possibile ai tempi degli studi di Adorno o, ad esempio, dell’équipe di Edgar Morin nel Novecento.

Come è possibile se riteniamo l’astrologia una superstizione, ammettere, allo stesso tempo, una sua certa predittività? Come è possibile se riteniamo la divinazione impossibile? Il motivo è un pugno allo stomaco che stende e che non ha nulla che fare con il pensiero magico.

Il pensiero magico fa solo una parte del gioco. Da un lato questa forma di controllo sociale e dominio la fanno gli utenti credendo nell’influsso degli astri, dall’altro non vi è più niente di assimilabile alla magia o a una scienza inesatta e incerta che imita l’empirismo.

Qui siamo in un campo tutto nuovo e ci meravigliamo che il CICAP non vi abbia mai pensato. Ovviamente, sempre di attività fraudolenta si tratta, in quanto sfrutta la superstizione e i disturbi ossessivo-compulsivi degli individui. Insomma, noi riteniamo che dietro vi sia una macchina di manipolazione impressionante: l’oroscopo di massa on line è utilizzato per far rassegnare gli individui al proprio fato e questo aspetto è diventato del tutto esplicito.

Analizzando gli oroscopi di massa on line più in voga dell’epoca a posteriori abbiamo constatato che tendono ad avere un esito abbastanza preciso, la prima cosa che ci è venuta in mente non è l’influsso degli astri su di noi, l’impressione è stata la stessa che ci offre l’advertising profilato. Oggi occorre affrontare l’argomentazione del rapporto tra astrologia e Big Data, perché non ha più senso continuare a parlare genericamente di controllo à la Foucault o di superamento della società del controllo e di lettura dell’interiorità à la Byung-Chul Han.

Gli aspetti di predizione hanno un certa precisione perché basati sull’incremento sempre più esteso di informazioni che concediamo attraverso le nostre ricerche sulla rete, creando contenuti nelle piattaforme e semplicemente chattando nelle app: ciò affina la profilazione e il suggerimento continuo su cosa cercare, su cosa potremmo preferire, di cosa potremmo aver bisogno o desiderio.

Abbiamo imparato ad ignorare o in alcuni casi a seguire tali suggerimenti quando ci occorrono davvero come nel caso di un brano su Youtube pensato per noi che ci incuriosisce, ma fanno parte della nostra vita digitale e nessuno crede fin qui si tratti di pensiero magico, proprio nessuno. Infatti, la consapevolezza di ciascuno sull’uso degli algoritmi per la profilazione è ormai molto diffusa.

Dietro queste profilazioni predittive (e prescrittive) vi sono degli algoritmi che come dimostra Alphazero di Google utilizzato per Pokemon Go e che ha ammazzato gli scacchi apparentemente per sempre, sono sempre più una rottura nelle concezioni che abbiamo avuto finora dell’AI. Quando non siamo profilati individualmente, lo siamo a “bolle”, cioè raggruppati in insiemi di “famiglie di consumatori”, in statistica si direbbe clustering, ma qui siamo oltre le stesse possibilità della statistica, in un mondo molto più esatto e meno probabilistico in quanto basato sull’accumulazione indefinita delle informazioni di ciascuno e forse oltre. Facciamo un esempio correlato al nostro obiettivo.

Pensiamo ora alla consultazione dell’oroscopo più gettonato, quello di Paolo Fox, soprattutto l’oroscopo di radio Lattemiele. Dovrete accettare che il sito utilizzi ovviamente i cookie e vi è scritto: “Questo sito utilizza cookie tecnici, cookie analitycs anonimizzati e cookie di profilazione di terza parte, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Privacy Policy”. State attenti perché non è solo l’ok ai cookie che vi profila ma anche il click.

Ora immaginate di cliccare in continuazione sullo stesso segno zodiacale. Non solo il sito saprà il vostro segno zodiacale all’istante, la vostra identità digitale, ma comparando le informazioni accumulate su di voi, cedute da terzi, con la reiterazione sempre dello stesso percorso, sarà in grado di realizzare una profilazione simile a un pronostico del segno zodiacale piuttosto preciso sul breve termine e mettiamo su 100000 individui.

Più numerosa sarà la “bolla” più precisa sarà la “divinazione” per un certo segno zodiacale, tuttavia in assenza di troppe informazioni tecniche à la Tolomeo o alla Dorotheus Sidonius. Gli astri non c’entrano proprio niente. I dispositivi sono le nuove stelle. Le stelle sono state sostituite dai bit e la loro influenza non è uno scherzo, è “realistica” e s’invera quanto più si è disinformati sulle privacy policy.

Vediamo adesso chi si nasconde dietro questo sito per l’oroscopo. Ovviamente è solo un caso-studio e non stiamo aggredendo nessuno in particolare, si tratta solo del funzionamento dell’astrologia di massa on line ai tempi dei Big Data.

Paradossalmente, questi astrologi sanno il fatto loro, cioè “predicono” sulla breve distanza in modo abbastanza accurato, sulla distanza settimanale male e assolutamente per nulla sulla distanza annuale, creando una situazione di incertezza e schizofrenia in coloro che li seguono; mentre gli astrologi che si ostinano a fare l’oroscopo in modo sincero e corretto sono a nostro avviso i veri ciarlatani senza nessuna possibile speranza di pronostico esatto.

Insomma: chi utilizza i dati di Paolo Fox in Lattemiele? È tutto pubblico, quindi basta essere un po’ avvertiti e non tuffarsi avventatamente con l’ansia del pensiero magico in qualcosa che di magico di questi tempi non ha nemmeno la parvenza.

“I dati saranno utilizzati da un’associazione denominata Copernicani innamorati del futuro’”: quanti lo sanno? Vediamo a che scopo vengono utilizzati i dati: innanzi tutto i dati dei visitatori del sito internet verranno utilizzati e trattati dall’associazione per fini politici in quanto l’associazione è politica. Scopriamo così che dietro l’oroscopo non c’è solo il controllo sociale e il dominio generici del mondo amministrato come immaginava Adorno, ma uno stretto legame tra astrologia e politica. Si individuano le identità digitali degli utenti per finalità di profilazione politica e per il controllo e il governo della popolazione. Il nesso è diretto, non indiretto; e, infine sappiamo esattamente per chi…

Ma non finisce qui perché tra gli obbiettivi dell’associazione c’è la cessione di informazioni sugli obblighi contabili, retributivi, previdenziali, sui controlli anti-terrorismo, l’anti-riciclaggio, la prevenzione dalle frodi e la salvaguardia degli interessi strategici dell’associazione Potremmo continuare ma non è il nostro obbiettivo, questa breve digressione su un caso-studio ci è servita per dimostrare che il pensiero magico è nell’utente oggi e non nell’astrologia di massa on line.

Ciò che ci libera dalla magia, la riduce al gioco e a uno scherzo, sono gli allegri inganni à la Rabelais, il modo migliore per declassarla e rendersi liberi.

Diciamo ai compagni e alle compagne (perché non nascondiamo che questo articolo è partigiano): non pensiate di combattere il capitalismo con il 666, con la stregoneria o la sorellanza tra streghe o altre sciocchezze simili, non vinciamo la partita. Ciò che ci farà vincere la partita è l’astuzia della ragione, che non significa razionalità cercata affettatamente, è qualcosa che ci sorprende collettivamente con un’idea, con una tattica imprevista, con una strategia mai pensata, con il godimento, con l’amore, con le feste fuori controllo, con la guerra di classe e con tutto ciò che è nelle infinite possibilità dell’ingegno umano.

FUCK MAGICK! FUCK CAPITALISM.

Bibliografia

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Daniele Vazquez

Daniele Vazquez

Daniele Vazquez è antropologo, psicogeografo, urbanista e scrittore di science fiction. Tra i fondatori del Luther Blissett Project, ha fatto parte e fa parte di numerosi gruppi anti-artistici, attivisti e di ricerca indipendenti sulle forme di vita urbane, tra i quali l’Associazione Psicogeografica Romana. Ha pubblicato contributi per diversi libri, articoli per numerose riviste e nel 2010 il volume Manuale di Psicogeografia, nel 2012 il romanzo La comunità dei sogni, nel 2015 La fine della città postmoderna, nel 2016 ha fatto parte dell’équipe di ricercatori che ha lavorato al volume Sviluppo e benessere sostenibili. Una lettura per l’Italia, nel 2018, con Cobol Pongide, il libro patafisico Ufociclismo. Atlante tattico ad uso del ciclista sensibile e, con Laura Martini, la raccolta di scritti del Centro di Ricerca dei Luoghi Singolari: Che cosa è un luogo singolare?

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