Milena Rossignoli. Empatia e Limiti di curvatura

La White Noise Gallery ospita la prima personale della giovanissima artista Milena Rossignoli (Ecuador, 1990) con Limiti di Curvatura.

Gli spazi della galleria si dinamizzano con giochi di luci e di ombre creando architetture volutamente destrutturate dalla loro forma regolare al fine di costruirsi e definirsi nell’esposizione e attraverso la luce. Materiali non nobili si tendono all’estremo della loro potenzialità di piegamento e composizione attraverso l’utilizzo di vapore, tempo, usura e gravità, all’interno di un percorso che punta verso l’alto, verso il non-definito.

L’artista ridisegna il contenitore annettendo il contenuto, un contenuto impostato sulla base della propria relazione con l’ambiente, quello che ha abitato e ha vissuto.

Ogni calco è uno strato di pelle di cemento, un frammento di territorio che contiene il DNA dell’intero organismo.”

Nella Rossignoli si vede la delicatezza e la maturità di un’artista che ha evoluto la sua ricerca attraverso le numerose esperienze.

I materiali utilizzati si amalgamano in un gioco vorticoso dove il suo vissuto trova una liaison con noi, dove ognuno ci si può riflettere; come nella strada impressa nella tela distesa nella seconda sala che ricorda la nostra, quella che percorriamo ogni giorno. La luce è un elemento importante con la quale l’artista crea spazi dove possiamo solo immaginare cosa ci sia al di là.

Sculture di cemento che si “adagiano delicate” senza marcare il loro peso specifico. Tele volumetriche che giocano con impalcature fittizie tanto esili quanto forti. Se è vero che la mente ragiona per immagini è altrettanto vero che riflette sulla base di cortocircuiti, volàno di ragionamenti in cui molto spesso i veri protagonisti siamo noi che guardiamo ed esperiamo le opere.

Nulla è visibile a primo impatto ma tutto è percettibile, è questa la singolarità delle opere che parlano a noi, all’uomo. L’arte gioca con le carte delle emozioni guidando l’inconscio, almeno per una volta, in quel luogo incontaminato di sogni, visioni, immaginazione e – soprattutto – riflessioni che molto spesso decidiamo di accantonare per paura di guardarci nel profondo.

E quindi eccoli, strappi di percorsi, di cemento, impressi su tele ora distese e ammirabili come quadri, ora ripiegate e volumetriche come sculture. Le geometrie instabili si assemblano ove il pattern impresso diventa protagonista. Questi sono sviluppati all’interno dell’indagine artistica con eleganza, volume e dignità ridisegnandole in un universo altro.

L’istante che precede la rottura è posto in un sottile limite, una soglia che contraddistingue anche l’anima stessa dell’uomo nelle sue azioni, nelle sue reazioni, in quella tela variopinta, imprevedibile e -a volte- intricata che si chiama vita.

Un linguaggio che appare scevro da ogni tipo di regola, quello della Rossignoli, ma estremamente ben equilibrato, capace di creare un dialogo intimo e non verbale tra opera e pubblico. La tensione dei materiali, come già detto, è rivolta verso l’alto, la stessa che porta lo sguardo verso l’ignoto dove la ragione lascia il posto all’emozione attraverso quesiti che trovano parziali risposte sulla base dell’esperienza. La stessa esperienza che muove il filo di un aquilone per farlo volare sempre più in alto.

Un aquilone sì, come quello ricreato dall’artista sulla base della cultura giapponese che, mosso da mano umana, traccia quella fittizia unione tra Terra e Cosmo.

Una dimensione immanente capace di ancorarci ad una base solida per guidare la mano umana, l’unica capace di contrastare tutti gli elementi che gli sono avversi, verso una dimensione trascendente, verso il passaggio al non-definito in cui l’accettazione di tale stato è la vera forza per evolverci e superarci.

Info mostra

Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi nasce e vive a Roma. Diplomata in lingue nel 2011 presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima nonprofit, Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.

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