Arte Compressa #78. Delphine Valli con Climax da AlbumArte

A Roma AlbumArte è uno spazio indipendente in continuo fermento dove i diversi linguaggi dell’arte contemporanea trovano la loro casa dove esprimersi liberamente.

Rassegne video, talk e mostre hanno costellato la prima parte dell’anno con contenuti di rilievo portando questa realtà a spiccare nell’ampio scenario romano. Adesso è la volta di Delphine Valli per la rassegna mostre AlbumArte|FLASH con CLIMAX, a cura di Claudio Libero Pisano.

Per introdurla riprenderei uno stralcio del testo critico firmato dal curatore, il quale attesta:

“Quando ci si trova di fronte a un’opera di Delphine Valli, è immediato il rimando al suo contesto, al rapporto con l’architettura, che è parte integrante della sua poetica. Ed è qui che i suoi interventi artistici suggeriscono di spostare l’attenzione. Su un’angolazione inedita e una visione diversa, per cui lo spazio non ha più importanza perché ciò che l’artista cerca è fuori dimensione.

La realtà è sotto gli occhi di tutti ma l’opera di Delphine la riscrive. I suoi ambienti sezionati e delimitati da muri legano e avvicinano, non separano. Le sue opere creano connessioni. Non cambiano lo spazio ma lo ridisegnano formalmente, ponendo allo spettatore una domanda: ti basta ciò che hai sotto gli occhi o puoi aspirare a una diversa interpretazione di quello che vedi?”

Ho deciso di riprendere questa piccola parte perché, a mio avviso, dove si pone un quesito tra artista (opera) e spettatore si apre una connessione. Una relazione viva che lega opera e pubblico, dove entrambi risultano protagonisti grazie alle innumerevoli interpretazioni che il fruitore sviluppa sulla base della propria percezione visiva. In questa modalità l’opera assume un valore in più, quello interiorizzato e rielaborato dall’esperienza, e lo spettatore risulta partecipante attivo e critico.

Delphine Valli gioca con gli spazi, quelli esperiti e quelli immaginati, sulla base delle suggestioni innescate dalle sue opere site-specific. La percezione cambia, assieme agli scenari, che si reinventano connettendosi con quelli esistenti in galleria.

Lunghe aste di ferro si appoggiano in un equilibrio apparentemente precario sembrando quasi leggere e fluttuanti. Esse aprono, tendono e conducono tra pieni e vuoti creando un’atipica coesione. Wall painting dalle cromie accese catturano lo sguardo dello spettatore distogliendolo dalla pura visione di figure geometriche bidimensionali, cambiando il punto di vista con quello tridimensionale.

Un percorso dinamico e dialogico che pone le sue fondamenta su un cortocircuito visivo e intellettivo dando vita a una serie di immaginari nuovi che passano dal materiale all’immateriale, e viceversa.

Info mostra

  • Delphine Valli | CLIMAX
  • A cura di Claudio Libero Pisano
  • Per AlbumArte|FLASH
  • Via Flaminia, 122, Roma
  • Ciontatti: 06 2440 2941
Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi nasce e vive a Roma. Diplomata in lingue nel 2011 presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima nonprofit, Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.

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