Letteratura Inaspettata #52. I Sogni di Rosemary. Intervista a Lorenzo Peluso autore della prefazione del libro

Lorenzo Peluso, giornalista e scrittore, è autore della prefazione del libro di Rosemary Manilia, I sogni di Rosemary edito da Gagliardi Editore, di cui ha curato anche la raccolta dell’insieme di appunti lasciati dalla protagonista Rosemary nella sua breve ma intensa esistenza, realizzandone un diario.
Lo abbiamo intervistato per approfondire alcuni temi di questa sua ultima opera.

Lorenzo, come nasce questo libro?

Quando incontrai i genitori della piccola Rosemary erano trascorsi pochi mesi dal suo addio; io l’avevo conosciuta in un paio di occasioni. Mi aveva colpito molto il suo sorriso e la sua serenità, nonostante fosse evidente la sua condizione fisica, molto limitante e certamente sofferente. Mi chiesero di leggere i suoi scritti, perché il suo desiderio era di poter scrivere un libro. Accettai.

Devo ammettere di aver iniziato a scrivere senza neppure accorgermi che stavo dando forma al suo sogno. Dai suoi appunti emergeva rigo dopo rigo, quel significato semplice, ma complesso, che spiega ogni colore, ogni respiro, ogni emozione.

La vita nella sua essenza: è questo il messaggio che Rosemary ci restituisce attraverso il suo diario?
immagine per I Sogni di Rosemary. Intervista a Lorenzo Peluso

Leggevo e scrivevo e nel frattempo mi sentivo uno dei tanti che quotidianamente non riesce a vedere ciò che ha dinanzi a sé, quello che non si considera. Tutto il tempo che disperdiamo nell’inutilità del non fare, non agire, spesso neppure pensare. Il nostro non considerare che la semplicità del vivere è la risposta stessa al nostro cercare.

Ho riscoperto nel diario di Rosemary, poi ho provato a raccontarlo, l’immensità del vivere attraverso una lezione di vita impartita con autorevolezza e semplicità dissacrante da una ragazzina, un’adolescente che a differenza degli adulti al punto di vista generico, preferisce il dettaglio dell’essenza.

La piccola Rosemary che non ha smesso mai di sorridere al sorgere del sole, ogni mattina, dimenticando ogni giorno, che al tramonto segue la sera e dunque la speranza di un nuovo sorgere all’alba di ogni giorno era convinta che non esistono vite lunghe ed infinite; neppure vite brevi ed incompiute.
Probabilmente esiste uno spazio racchiuso tra due istanti, quello del vagito primordiale e quello dell’ultimo sospirare. Il tempo che vi è racchiuso è l’agire del vivere.

Conoscenza e poi esperienza. Troppo poco; chi può dire quanto tempo sia necessario per poter aver certezza che la vita sia compiuta? Certo non esiste l’unità di misura del tempo vissuto.

Credo, invece, che esista quella sorta di giudizio che racchiude il senso stesso dell’appagamento e del sentire quotidiano. Questo è un dove è possibile trovare il senso al blu del mare, all’azzurro del cielo ed al rosso dell’amore. Il bello del viaggiare: il brutto del soffrire. Il giallo paglierino del sole; il verde intenso ed il variegato mondo di colori di un prato in fiore.
In questo libro credo ci sia l’essenza della necessità delle carezze, degli abbracci, ma soprattutto degli sguardi e delle parole.

Il segreto che svela Rosemary nel suo diario sembra proprio corrispondere alla conoscenza che ciascuno di noi acquisisce nel percorso della vita.

Certamente vivere nella pienezza dell’esistere consumando ogni istante, prezioso, perché il tempo di tutti, se pur infinito, è assolutamente limitato. E’ necessario aprire gli occhi al mattino consapevoli che ogni giorno è un viaggio straordinario nel vivere e tutto ha inizio con “ogni buongiorno è speciale” afferma, perché è speciale il sorriso.

Vivere così significa cancellare la tristezza. Esiste, anche quella. Spesso, non per il dolore fisico che assottiglia quel filo di certezza, senza riuscirvi, della speranza, ma solo per il dubbio che offusca il giorno ponendo dinanzi alla mente l’interrogativo “chissà cosa mi accadrà nella vita! Riuscirò a realizzare i miei sogni?”

Dura un istante: “intanto mi consolo con la musica … ” Mai un lamento.  Nel suo scrivere, Rosemary non lascia mai spazio al lamento.
Credo che questo sia libro che devono leggere soprattutto i ragazzi, i suoi coetanei; magari è da leggere insieme, madri, padri e figli. Un libro che non era stato ancora scritto.

Cosa intende Rosemary quando afferma che nella vita c’è spazio solo per la felicità?

Quanta ironia ci riserva il vivere, se mai ognuno osasse pensare che prima o poi, ciò che già abbiamo, ci potrà mancare. Ecco, cosa mi è accaduto quando scrivevo questo libro.

È la storia di una bambina speciale che in poco tempo è divenuta una ragazzina sognatrice convinta che tutto si può avere e fare.  “Chi non è felice non sa cosa sia la vita … ” è un’espressione questa che ha caratterizzato il vivere di Rosemary, straordinariamente convinta che la sua vita fosse l’assoluta felicità. Vien da chiedersi allora cosa sia la felicità.
Ed anche qui lei ha una risposta chiara, netta: “La felicità, quella vera, vive nel silenzio, nel cuore”.

Questo sostiene Rosemary. Quel che dovremmo fare, insegna Rosemary, è vivere inconsapevoli che la serenità dei sogni, le speranze, la musica, gli amici, il mare, la madre, l’amore, se pur sognato, è la felicità che cova nel silenzio dei nostri pensieri e trasforma il nostro agire, rendendo ogni giorno degno d’essere vissuto perché la speranza del domani è più forte di ogni dolore, di ogni sofferenza.
Quando poi non è sopportabile la sofferenza del vivere, il tormento del dolore, per ciò che non è giusto che nessuno viva, allora in soccorso ci sono i sogni che ti arricchiscono di emozioni.

Paola Belluscio

Paola Belluscio

Si laurea in Scienze della Comunicazione con indirizzo impresa e marketing nel novembre del 1998 presso l'Università La Sapienza di Roma; matura circa dodici anni di esperienza presso agenzie internazionali di advertising del Gruppo WPP - Young&Rubicam, Bates Italia, J.Walter Thompson - nel ruolo di Account dove gestisce campagne pubblicitarie per conto di clienti tra cui Pfizer, Johnson&Johnson, Europcar, Alitalia, Rai, Amnesty International e Ail. Dal 2010 è dipendente di Roma Capitale e attualmente presta servizio presso l'Ufficio di di Presidenza del Municipio Roma XIV dove si occupa di comunicazione istituzionale, attività redazionale sui canali social del Municipio e piani di comunicazione. Ama viaggiare e leggere.

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