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La vulnerabilità dell’opera: The Unfolding of Itself. Lorenzo Modica

di Beatrice Andreani

“Un quadro è, in fin dei conti, la sequenza dei giusti errori”, afferma l’artista Lorenzo Modica (Roma, 1988) nella conversazione con Luca Bertolo (Milano, 1968) tenutasi in occasione di The Unfolding of Itself, prima personale dell’artista presso la Galleria Eugenia Delfini.

Le opere, lavorate in parte ad olio ed acrilico su tela e in parte su nylon, riflettono un senso di incompiutezza e di sottrazione non tanto dal controllo del gesto quanto dal concetto d’integrità visiva e formale.

L’errore, infatti, come afferma Modica, non fa altro che porre in dubbio l’esistenza stessa del quadro e del suo significato e, di conseguenza, anche la sua funzionalità.

Il messaggio muta in base allo sguardo che il visitatore pone sull’opera e, all’inverso, in relazione all’influenza che quest’ultima esercita sul primo (per Modica è fondamentale indagare su “come la pittura appartenga a una rete di relazioni e come agisca un quadro su di noi” per comprendere pienamente il senso dell’errore).

È utile, in tal senso, guardare Simple shapes at the beach (2024). Nel paesaggio, composto da toni scuri, l’artista mette in risalto con dei segni alcuni elementi della tela, utilizzando colori accesi che ricordano le evidenziature di un testo.

Diviene quindi chiaro come voglia farci entrare in connessione con specifiche porzioni dell’ambiente in cui siamo introdotti, porzioni che, tra l’altro, emergono otticamente nella prospettiva del paesaggio (in questo caso molto probabilmente un orizzonte sul mare) nel momento esatto in cui lo visualizziamo: c’è il sole in blu, una linea gialla all’orizzonte, forse quella che potrebbe essere una barca in lontananza, e due ulteriori linee, una orizzontale in mezzo alle onde e una in verticale con una differente gradazione di arancione.

In alternativa l’artista, tramite la scelta di segnalare ed enfatizzare i colori, potrebbe voler indicare in quale chiave cromatica leggere il dipinto.

Testo e quadro, come si evince dal dialogo tra Lorenzo Modica e Luca Bertolo, sono comparabili in termini di struttura e di costruzione e, come afferma il primo, anche per quanto concerne la presenza di refusi, di errori, perciò, considerati tali in base a regole condivise e accettate.

Tuttavia, il fallimento e il mancato soddisfacimento di un’aspettativa comunemente accreditata, racchiude lo scopo (non sempre necessario ma inevitabile) di interrogare sé stessi e l’opera circa i suoi significati.

Nel lavoro dell’artista sono presenti anche ispirazioni provenienti da altre fonti, quali fumetti e media pubblicitari, come in Brigate Cuore e Batticuore, 2024; Untitled series, 2025; Swans (in love), del 2025.

Modica sceglie di giocare con l’assenza di prospettiva, come accade nell’opera Finestra aperta (2024) che egli stesso riferisce essere stata ispirata dalla foto di una pittrice amatoriale “con in mano un suo quadro che rappresenta una finestra rossa che affaccia su un giardino verde”, intravista su internet.

immagine per Installation view della mostra “The Unfolding of Itself” di Lorenzo Modica presso la Galleria Eugenia Delfini, Roma, 1 ottobre - 29 novembre 2025. Foto di Sebastiano Luciano. Courtesy Galleria Eugenia Delfini.
Installation view della mostra “The Unfolding of Itself” di Lorenzo Modica presso la Galleria Eugenia Delfini, Roma, 1 ottobre – 29 novembre 2025. Foto di Sebastiano Luciano. Courtesy Galleria Eugenia Delfini.

Potrebbe sembrare, di primo acchito, che Modica esprima una critica nei confronti della pratica didascalica. In realtà la sua intenzione primaria, come già emerso, è proprio l’elevazione del segno e del disarmo (termine esaustivo e decisamente indicativo utilizzato dall’artista nella conversazione con Bertolo) necessario per un’apertura concreta a favore della realizzazione di un’opera.

Con Untitled (Column), del 2025 (olio e pittura argentata su tela montata su telaio di alluminio e legno), l’errore diventa manifesto. La tela, tagliata e privata di buona parte del disegno, mostra il telaio, lo scheletro dell’opera, ciò che espone inevitabilmente la vulnerabilità e la fragilità dell’intenzione iniziale.

immagine per Untitled (Column), 2025, oil and silver paint on fabric mounted on aluminium and wood stretcher, 145 x 200 cm
Untitled (Column), 2025, oil and silver paint on fabric mounted on aluminium and wood stretcher, 145 x 200 cm

Il significato è totalmente esposto, la sacralità della narrazione s’infrange, ed è proprio a seguito di tale scelta che Modica consegna l’opera a chi la osserva, lasciando che sia quest’ultimo a restaurarne metaforicamente il linguaggio emotivo aggiungendo nuovi aspetti interpretativi.

Informazioni Lorenzo Modica | The Unfolding of Itself

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È laureata in Media, Comunicazione digitale e Giornalismo e collabora con diverse riviste culturali. Oltre alla passione per l'esplorazione dei meccanismi che governano il rapporto tra cinema, arte contemporanea e comunicazione, ambiti in cui è specializzata, s'interessa alle modalità con cui tali discipline si influenzano e si intrecciano reciprocamente, dando vita a nuovi sistemi di espressione e di trasmissione del messaggio culturale.

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