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Tempo di cinquina. Conduce L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio

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13 Giugno 2024

Nell’ultracentenario teatro romano di Benevento, è stata annunciata la cinquina finalista del Premio Strega, che quest’anno è una sestina. Conduce Donatella Di Pietrantonio con l’Età fragile (Einaudi), il romanzo già vincitore del Premio Strega Giovani.

immagine per Tempo di cinquina. Conduce L'età fragile di Donatella Di Pietrantonio
da sinistra: Chiara Valeria, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Tommaso Giartosio, Raffaella Romagnolo e Dario Voltolini. credits fotografici: /MUSA

È tempo di gioire per i finalisti della LXXVIII edizione del Premio Strega, che quest’anno sono sei. Non più una cinquina, quindi, ma una sestina in ottemperanza dell’articolo 7 del regolamento di votazione che recita così: “Se nella graduatoria dei primi cinque non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del Comitato direttivo), accede alla seconda votazione quello con il punteggio maggiore, dando luogo a una finale a sei candidati”.

I sei candidati in lizza per la vittoria sono stati proclamati lo scorso 5 giugno al Teatro romano di Benevento, che con ieratica dignità e quasi 2000 candeline spente, ha accolto una folla di studenti e autoctoni, comodamente seduti sugli spalti a godersi la serata. Un’edizione, questa, particolarmente caratterizzata da un’ampia varietà di stili e approcci alla scrittura.

“I dodici libri finalisti – ha precisato Melania Mazzucco, Presidente del Comitato Direttivo del Premio Strega – sono stati selezionati dopo lunghe e a volte accese discussioni, e rappresentano l’eccellenza sia dal punto di vista narrativo che stilistico”.

Accanto al romanzo tradizionalmente inteso, si affiancano nuove stili narrativi frutto di contaminazioni tra autofiction, giallistica e inchiesta, per citare alcuni dei generi presenti in gara. A tutti il Premio Strega, da sempre è attento alle nuove tendenze, ha dato udienza e cittadinanza.

Vincitori e vinti.
Benevento, la città dello Strega, ha quindi fatto da testimone al concorso letterario più ambito e atteso dell’anno, promosso dalla Fondazione Bellonci presieduta da Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi. Ecco gli esiti della votazione annunciati da Melania Mazzucco, durante la serata in diretta Raiplay condotta da Stefano Coletta.

Alla guida della cinquina Donatella Di Pietrantonio; al secondo posto, con 5 punti di distacco, Dario Voltolini con Invernale (La nave di Teseo); al terzo posto Chiara Valerio con Chi dice e chi tace (Sellerio); quarto posto per Paolo Di Paolo con Romanzo senza umani (Mondadori); quinto posto per Raffaella Romagnolo con Aggiustare l’universo (Mondadori); sesto e ultimo posto per il libro di Tommaso Giartosio, Autobiogrammatica (Minimum Fax).

Questi, invece, i libri selezionati nella dozzina che non proseguiranno:
Sonia Aggio, Nella stanza dell’Imperatore (Fazi)
Adriàn N. Bravi, Adelaida (Nutrimenti)
Antonella Lattanzi, Cose che non si raccontano (Einaudi)
Valentina Mira, Dalla stessa parte mi troverai (SEM)
Melissa Panarello, Storia dei miei soldi (Bompiani)
Daniele Rielli, Il fuoco invisibile. Storia umana di un disastro naturale (Rizzoli).

Hanno votato in 626 su 700 degli aventi diritto, per una percentuale pari all’89%. Qualche volto non cela l’iniziale delusione, poi prevale la contentezza per i colleghi che ce l’hanno fatta, una contentezza vera e stavolta non contaminata per aver fatto parte del segmento finale di un’avventura così importante. E tutti, vincitori e vinti, vanno a cena nello stabilimento dello Strega.

Fragilità e non detti tra i temi trattati
Nei libri finalisti le trame e gli spunti forniti dall’attualità sono spesso l’escamotage per raccontare un altrove, di frequente un non detto o una fragilità, in ogni caso un’assenza che reclama il suo posto e incide sul presente.

Il giallo di Chiara Valerio, ad esempio, è un modo per raccontare gli orrori e i pregiudizi di una cittadina di provincia. Ci vorrà una morte apparentemente casuale a sollevare il velo di omertà che tutto copre; è ancora un evento luttuoso, il duplice femminicidio della Maiella del ’97, lo spunto da cui Donatella Di Pietrantonio è partita per raccontare un dramma che diventa un’ombra indelebile nelle vite di ragazzi e ragazze che si aprono alla vita. La fragilità diventa paura di inciampare e morire, da cui si può prendere una distanza solo trasformandola in consapevolezza. Di fragilità si parla anche nel libro autobiografco di Dario Voltolini, che racconta la malattia del padre.

Non ci resta che attendere l’elezione del libro vincitore che si svolgerà il 4 luglio, come da tradizione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. La premiazione sarà trasmessa in diretta su Rai3.

immagine per Patrizia Ruscio
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Laureata in comunicazione alla facoltà di Psicologia della Sapienza, ho mosso i primi passi nel giornalismo nel 2005, grazie a uno stage all'interno della redazione cronaca del TG3 nazionale. Sono iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti del Lazio e scrivo di cultura e spettacoli su alcuni dei settimanali e mensili italiani più diffusi, cartacei e online (D di Repubblica, Donna Moderna, Famiglia Cristiana, Confidenze, Pianeta Donna, Io Donna, Benessere). Per qe-magazine.com, il magazine del Principato di Monaco, curo "Scintille", una rubrica di interviste a personalità del mondo della cultura e dello spettacolo mentre per l'Almanacco del Cnr scrivo articoli scientifici. Oltre alla passione per il giornalismo coltivo quella per la scrittura creativa. Negli anni ho seguito numerosi corsi e i miei racconti compaiono in diverse antologie (Giulio Perrone Editore, Marsilio, Emma Books). Al 2011 risale il mio debutto nella narrativa biografica con "Quella volta un angelo, incontri che cambiano la vita" (Paoline) una raccolta di venti interviste a personalità note e amate dal grande pubblico che raccontano gli incontri importanti della loro vita. Ho avuto l’onore di intervistare, tra gli altri, Carla Fracci, Ennio Morricone, Alessio Boni, Francesca Archibugi, Maria Grazia Cucinotta e Fabrizio Gifuni.