ultimi articoli dell'autore

Laghat, la forza degli imperfetti di Michael Zampino. Poesia di polvere, muscoli e speranza

di Patrizia Ruscio

Laghat – un sogno impossibile, è il nuovo film di Michael Zampino (ha scritto e diretto L’erede e Governance, insignito del Globo d’oro nel 2021) scritto a quattro mani con quel genio di Heidrun Schleef (ha lavorato con Gabriele Muccino e Nanni Moretti, solo per citarne alcuni, e ha vinto due Nastri d’Argento).

Il film, ispirato a una storia vera, vede protagonista Andrea (Lorenzo Guidi), un ventunenne che aveva lasciato il mondo delle corse a cavallo dopo una vicenda personale. Lo conosciamo mentre ruba un putto per suo padre (Edoardo Pesce), un antiquario simpatico e manipolatore, in procinto di sposarsi con una ragazza devota e molto più giovane di lui.

immagine per poster di Laghat – un sogno impossibile, di Michael Zampino
Laghat – un sogno impossibile, di Michael Zampino

La sua vita cambia quando incontra di nuovo Tony (Hyppolite Girardot), un vecchio allenatore che gli propone di tornare in sella ma non con un cavallo qualunque, bensì con Laghat, un purosangue eccezionale che però è cieco da un occhio.

Da qui comincia la rinascita di Andrea, non solo sul piano sportivo ma soprattutto umano, grazie al rapporto di fiducia e dedizione con Laghat, che gli insegna ad entrare in contatto con la sua parte fragile.

Il punto di forza di questo film consiste nel realismo a tratti crudo, quasi una firma dei film di Zampino, misto a tenerezza, che senza mai cedere alla trappola della retorica e dei sentimentalismi facili, punta sulla carta vincente della sincerità.

Il rapporto uomo-animale è una metafora di speranza e riscatto e la relazione con Laghat è raccontata con sensibilità. Le riprese delle gare sono sublimi, realizzate con grande cura. Non ci sono controfigure ma riprese vere, piani sequenza che immersi nella corsa fanno vivere l’adrenalina, valorizzando la fisicità e l’istinto del cavallo e del fantino.

Laghat non è perfetto, eppure la sua menomazione non gli impedisce di vincere. Il messaggio è chiaro e forte: chiunque può risorgere, anche chi sembrava irrimediabilmente segnato. Il film dà dignità a chi è imperfetto e mostra che la tenacia, l’empatia e la fiducia possono cambiare i destini.

Il tono drammatico ma controllato, per quanto sincero e realistico, in alcune scene sfiora appena le contraddizioni interiori dei protagonisti, aspetto che, se da una parte può destabilizzare gli spettatori alla ricerca di una maggiore durezza, dall’altra attribuisce profondità al racconto e una dimensione poetica alla narrazione.

Laghat – Un sogno impossibile, nelle sale dall’11 dicembre, è consigliato a chi ama film di formazione, storie di resilienza, legami autentici e racconti sportivi che non puntano solo alla gloria, ma al cuore. Il film che è un piccolo capolavoro cinematografico di umanità, coraggio e speranza.

immagine per Patrizia Ruscio
+ ARTICOLI

Laureata in comunicazione alla facoltà di Psicologia della Sapienza, ho mosso i primi passi nel giornalismo nel 2005, grazie a uno stage all'interno della redazione cronaca del TG3 nazionale. Sono iscritta all’ordine dei giornalisti pubblicisti del Lazio e scrivo di cultura e spettacoli su alcuni dei settimanali e mensili italiani più diffusi, cartacei e online (D di Repubblica, Donna Moderna, Famiglia Cristiana, Confidenze, Pianeta Donna, Io Donna, Benessere). Per qe-magazine.com, il magazine del Principato di Monaco, curo "Scintille", una rubrica di interviste a personalità del mondo della cultura e dello spettacolo mentre per l'Almanacco del Cnr scrivo articoli scientifici. Oltre alla passione per il giornalismo coltivo quella per la scrittura creativa. Negli anni ho seguito numerosi corsi e i miei racconti compaiono in diverse antologie (Giulio Perrone Editore, Marsilio, Emma Books). Al 2011 risale il mio debutto nella narrativa biografica con "Quella volta un angelo, incontri che cambiano la vita" (Paoline) una raccolta di venti interviste a personalità note e amate dal grande pubblico che raccontano gli incontri importanti della loro vita. Ho avuto l’onore di intervistare, tra gli altri, Carla Fracci, Ennio Morricone, Alessio Boni, Francesca Archibugi, Maria Grazia Cucinotta e Fabrizio Gifuni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *