L’elettronica di Rival Consoles, nome d’arte del londinese Ryan Lee West (su Erased Tapes), colpisce perché fluttua in un mondo che rimane in sospeso tra il mentale e il fisico: il sottoscritto lo considera uno dei compositori più lucidi nel mondo dell’elettronica e adora il suo terzo album “Howl” (2015). La sua è un’elettronica evoluta, passando dall’IDM a paesaggi “altri”, come quelli cinematici in “Persona” (2018). Coerentemente con questa evoluzione oggi Rival Consoles è approdato alla composizione per la danza contemporanea, come avevamo già dato notizia ad ottobre, e ciò è stato motivo per intervistarlo (via mail).

Ho sempre considerato la tua musica, magari sbagliando, più mentale che fisica, forse per la tua predilezione per i tempi spezzati piuttosto che per quelli lineari: l’approdo a comporre una colonna sonora di danza contemporanea è stata una sfida in questo senso oppure è stato naturale perché hai sempre considerato il “ballo” una modalità sempre associabile alla tua musica?
Nel mondo dei club direi che la mia musica non è “musica da ballo”, ma nel quadro più ampio – includendo la danza contemporanea, il balletto ecc. – è un errore assumere che la danza debba essere ripetitiva e ritmica nel modo in cui lo è la house/techno, per esempio ‘Rite of Spring’ di Stravinsky è musica da ballo ed è uno dei pezzi di musica più scatenati di sempre. Ci sono molti punti sullo spettro sonoro da esplorare, e davvero tutto è possibile da sperimentare e diventare rilevante per la danza.
Nelle note stampa si legge che hai trascorso molto tempo con il corpo di ballo e la produzione, creando, perfezionando e modellando su misura le musiche: posto che ciò ha sicuramente influenzato “Overflow”, credi che aver fatto esperienza, in diretta, di una manifestazione di espressività corporea associata alla musica influenzerà anche la tua composizione in futuro?
Ho lavorato diverse volte con la danza contemporanea e sicuramente influenza il modo in cui dai forma e cambi la musica nel tempo, in un modo simile al comporre per un film: una volta che metti la musica contro l’immagine o l’immagine in movimento tutto cambia e le cose che non sembravano interessanti ora forse sono diventate molto interessanti e le cose che sembravano potenti forse ora suonano false/sovrastanti. E’ un grande mondo “rinfrescante” dove i sensi sono rinnovati.
Il progetto si è basata sull’opera filosofica contemporanea ‘Psychopolitics: Neoliberalism and New Technologies of Power’ di Byung-Chul Han che è, da quanto leggo dagli abstracts, una critica del neoliberalismo e del regime di dominio tecnologico: sei d’accordo con le tesi del libro e c’è qualcosa che ti ha colpito maggiormente del suo pensiero?
Sono d’accordo con gran parte del libro, il modo in cui i social media stanno esaurendo la nostra psicologia creando un bisogno infinito e mai stancante di interagire con essi.
Siamo costantemente influenzati ad essere attivi e presenti online; anche l’esercizio fisico, lo yoga e le diete sane sono spesso solo un mezzo per essere più produttivi, per essere visti in un certo modo e per condividerlo costantemente online. Internet con la sua incredibile velocità di movimento fa sembrare colpevole e illogico il non fare nulla, ma la costante auto-ottimizzazione è molto pericolosa per noi che siamo animali e non macchine.
Proprio quella corporeità di cui parlavano all’inizio sarà una necessità maggiore in un futuro necessariamente tecnologico e pandemico?
Non sono sicuro di ciò che sarà necessario in futuro, penso che in questo momento ci sia già così tanto da affrontare e cercare di cambiare in meglio poco a poco.
La tua elettronica mi pare che possegga ancora un lato umano molto forte: quanto ti piace l’utilizzo della strumentazione analogica, intendo synth e simili, rispetto alla programmazione su pc?
Trovo che posso ottenere varie cose da tutti i tipi di apparecchiature e non è che l’analogico renda immediatamente le cose dal suono più umano; può molto facilmente suonare troppo perfetto e ordinato. Si tratta piuttosto della relazione tra le idee e i suoni, e il gusto del compositore. Sono interessato ad avere sempre tensione nella musica, e poi posso esplorare l’affievolirsi di tale tensione, e questa è naturalmente una delle tecniche più antiche e usate, come quella usata in quasi tutta la musica classica e anche nella techno. Con gli strumenti analogici si ottiene principalmente una bella fotografia di quello che puoi fare effettivamente e di conseguenza ti fa impegnare di più in qualcosa in un dato momento.
‘Overflow’ è stato presentato per la prima volta al pubblico a maggio 2021 a Londra ed è previsto un tour europeo nel 2022. Tu sei stato impegnato in una serie di concerti da headliner in Inghilterra questo autunno e nel Nord America col nuovo anno: i concerti cambieranno per sempre dopo questa pandemia o credi si tornerà a un pre-2020 per quanto riguarda i live?
Non sono del tutto sicuro, penso che se la pandemia dovesse ridursi ed essere una cosa minore nella società, gli spettacoli dal vivo tornerebbero normali, perché penso che la musica e il testimoniare la musica sia un desiderio umano troppo profondo di qualcosa come una pandemia per cambiare. Ma sembra che siamo in un mondo in cui siamo insicuri di mese in mese, nemmeno di anno in anno. Cerco di non pensarci troppo perché non è qualcosa che posso controllare.
Kalporz è nato ormai un bel po’ di anni fa, nel 2000, per essere un contenitore di recensioni ed articoli musicali, scritti con cura cercando di essere competenti e curiosi. Il progetto editoriale è in regime di Creative Commons (CC BY-NC-ND 3.0 IT), ovvero tutti possono redistribuire i nostri contenuti, citando “Kalporz” come fonte. Ci muove dunque uno spirito libero di condivisione tra persone entusiaste della musica, e continueremo a gestire Kalporz unicamente per passione.
Le ragioni della collaborazione tra Kalporz e art a part of cult(ure) puoi leggerle qui.
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