IndipendenteMente #4. Daylight. La libellula e il tulipano rosso. L’opera omnia di Lisa Di Giovanni

È una miniera d’oro di spunti di riflessione Daylight. La libellula e il tulipano rosso, questa raccolta di versi, strofe e racconti brevi che racchiude tutti gli scritti dell’autrice, Lisa Di Giovanni.

Spunti che, spesso, non seguono un filo conduttore univoco, ma piuttosto si lasciano trasportare dai pensieri e dalle emozioni dell’autrice stessa.

Il lettore potrebbe essere stranito dalla vastità di sentimenti e scenari a cui viene posto di fronte sfogliando le pagine di questo volume; così come dalla scrittura, a volte incalzante, altre volte più distesa, altre volte ancora criptica e difficile da scavare. Una sorta di flusso di coscienza, in cui la punteggiatura, dall’inizio dell’opera fino alla fine, si dirada sempre di più, quasi per evitare che una virgola o un punto possano interrompere la scia di emozioni e ricordi che i versi e le frasi evocano nella mente della scrittrice, e non solo.

Una mescolanza di stili, scelte lessicali e figure retoriche che possono creare una certa confusione e un sottile turbamento nel lettore, che potrebbe perdersi nel labirinto di allusioni e allegorie che si rincorrono tra le pagine. Caratteristiche, queste, tipiche di questo genere di scrittura, che, se lette con sensibilità e profondità d’animo, non pregiudicano la comprensione e la resa dell’opera.

È un incalzare di versi e frasi che partono dalla giovinezza dell’autrice nella prima sezione, intitolata Il tulipano rosso, per arrivare poi, nell’ultima parte dell’opera denominata La libellula, a una più matura consapevolezza di sé e dei propri sentimenti.

Forse, un filo conduttore che si potrebbe seguire per assaporare questa raccolta è l’amore, vissuto in tutte le sue sfumature: l’amore nostalgico verso qualcuno che non c’è più; l’amore sensuale, verso la natura e verso il prossimo; l’amore nei confronti di se stessi e l’ammirazione della propria anima.

L’amore giovane e fresco, come un tulipano che sboccia a primavera; l’amore caduco e sfuggevole, come una libellula che si libra nell’aria; l’amore ardente e passionale, come un dragone che, nella sua irrequietezza, prende vita tra le righe di un racconto dai profumi mitologici.

Riflessioni personali, ma che allo stesso tempo sono universali e condivisibili da tutti; frammenti di vita vissuta, che associano emozioni, esperienze, simboli e oggetti quasi per caso, messi vicini come se la scrittrice stesse scrivendo di getto, seguendo i moti della sua anima e dei suoi ricordi.

Frasi con una funzione fortemente evocativa, in cui l’autrice sembra scrivere senza usare nessuna sorta di filtro, come spinta da un desiderio irrefrenabile di condividere con il lettore i suoi sentimenti, il suo passato e il suo presente; il tutto coperto da un sottile velo di nostalgia e malinconia che avvolge il nostro quotidiano, e che, di tanto in tanto, ci fa fermare e riflettere sulla nostra esistenza.

Questa raccolta della Di Giovanni diventa quindi espressione di momenti che accomunano, chi più e chi meno, le diverse persone che si approcciano alla lettura di questi componimenti: da coloro che, forse per liberarsi da un macigno che li opprime, desiderano urlare i propri pensieri e le proprie emozioni al mondo; e a chi, invece, preferisce conservarli nella sua intimità, vivendoli solamente come un pallido ricordo che, in alcuni momenti, riacquista i colori sgargianti di un tempo.

Giulia Pesavento

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