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Sulla 36ª edizione del Romics – Il fumetto, questa cenerentola

La prima volta che sono stato a una fiera del fumetto di Roma, si chiamava Roma Comics e si svolgeva una sola volta all’anno nella vecchia Fiera di Roma, quella sulla via Cristoforo Colombo e che ora è stata completamente rasa al suolo (obliterata, direbbe Trump) in attesa di nuovi progetti che la rendano “…più bella e più superba che pria. (Bravo. Grazie).

L’esposizione allora era una chiassosa e allegra festa, partecipata sin dai marciapiedi da nugoli di appassionati di fumetti che improvvisavano casarecci banchetti espositivi e da ragazzini che si aggiravano con il mancolista in mano alla ricerca di preziosi numeri mancanti alle loro collezioni. I coplayers ancora non si chiamavano così e i travestimenti erano fantasiosi e artigianali. Tante famiglie. Veramente tante.

Il fumetto era il protagonista assoluto e agli altri media era concesso solo un minimo spazio. La preistoria delle fiere del fumetto a Roma è complicata: le manifestazioni mutavano, si duplicavano, si spostavano, sparivano.

Volendo semplificare al massimo, nel 1993 Roma Comics è stata sostituita da Expocartoon, nata nelle intenzioni come alternativa romana della fiera del fumetto di Lucca, organizzata con cadenza semestrale e spostata dal 2001 nel Palazzo della Civiltà italiana dell’EUR e poi all’Ergife Hotel per poi interrompersi nel 2005 con l’ultima edizione al Palazzo dello Sport, sempre all’Eur.

Nel frattempo, nel 2001 era nato il Romics che conosciamo oggi, che sin da subito si è aperto ad altri media, decidendo di trasferirsi dopo alcuni anni dalla vecchia alla Nuova Fiera di Roma con i vantaggi che una moderna struttura avrebbe offerto ma con gli svantaggi di una sede oggettivamente fuori mano e raggiungibile sì con il treno regionale ma tagliata fuori per i non automuniti in caso di sciopero (è successo nella precedente edizione) o interruzione programmata della linea per i consueti lavori.

Oggi il Romics – Festival internazionale del fumetto, animazione e cinema di Roma è un grande evento che, allargandosi a dismisura verso i più disparati intrattenimenti, (giochi di ruolo, cosplayers, cinema, serie TV, animazione, giochi di carte collezionabili, youtubers, modellismo, giocattoli collezionabili, videogiochi, sigle musicali, ecc.)  ha finito però per trascurare quello che era il suo core business: il fumetto.

Ci sembra quasi che il fumetto al Romics venga trattato come un anziano parente che al pranzo di Natale si fa sedere a capotavola ma che, sotto sotto, si spera si sposti presto sul divano per una pennichella, lasciando i più giovani liberi di smanettare sullo smartphone senza dover per forza ascoltare i suoi “mi ricordo che…

Se volessimo identificare il punto di non ritorno nel quale il fumetto è diventato un corollario nella kermesse romana lo potremmo far coincidere con la triste scelta di non pubblicare più il programma della fiera su cartaceo. Il volumetto che veniva consegnato all’ingresso era non solo una guida pratica per orientarsi tra gli appuntamenti imperdibili, ma era soprattutto un cimelio, un valore aggiunto all’esperienza immersiva e un memorabile trofeo se autografato dai famosi fumettisti ospiti dell’evento.

Queste pubblicazioni sono state sottovalutate dagli organizzatori che dimenticano che esse, al pari dei più blasonati cataloghi delle mostre d’arte (ne abbiamo parlato qui) o dei programmi di sala teatrali, sono un formidabile strumento di comunicazione mediatica e oggetto di collezionismo; un ulteriore mattoncino per consolidare nel popolo del Romics l’idea di appartenenza a un gruppo che, anno dopo anno, partecipa (e spende) alla Fiera del fumetto sentendosi parte di un’importante liturgia.

immagine per Romics 36ª edizione - Una raccolta dei programmi di precedenti edizioni. Perché non vengono più stampati? Ph. Luca Martusciello
Una raccolta dei programmi di precedenti edizioni. Perché non vengono più stampati? Ph. Luca Martusciello

La 36ª edizione del Romics che si è svolta dal 9 al 12 aprile, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto mantenere il focus sulla nona arte e, infatti, ad essa sono state dedicate varie mostre ed eventi ma, di fatto, il fumetto è stata la cenerentola di questa edizione.

Per esempio nelle mostre dedicate a Sara Pichelli, a Gigi Cavenago, a Lorenzo Mattotti e a Cassandra Calin non vi erano tavole originali ma solo copie stampate su acetati, soluzione questa accettabile solo quando si tratti di artisti che non lavorano con tecniche tradizionali (analogiche) e che risulta invece deludente se parliamo di un artista come Lorenzo Mattotti, il cui tratto distintivo è proprio l’uso di tecniche tradizionali la cui arte dovrebbe essere fruibile in una mostra solo in originale.

Non credo che in altre sedi museali avremmo accettato di ammirare le opere di grandi artisti solo in copia o in fotografia; non vedo quindi perché al fumetto debba essere riservato questo trattamento.

Altro elemento critico è la mancanza di molte case editrici di rilievo; ad esempio non abbiamo trovato lo stand dalla Feltrinelli Comics, della Bao Publishing, della Sergio Bonelli o della Panini.

Abbiamo chiesto lumi a queste Case Editrici e, nell’attesa di una risposta, ipotizziamo (e speriamo) si tratti solo di una diserzione temporanea. Inoltre, nonostante l’assegnazione in questa edizione primaverile dei premi Romics abbia spinto molti editori a candidare le proprie pubblicazioni del 2025, pochi di loro hanno approfittato del Festival come vetrina per edizioni speciali o per la presentazione anteprime.

immagine per 36ª edizione del Romics - L’autopubblicazione antologica 170 pagine di mostri di Ratto Collettivo. Ph courtesy by Collettivo
L’autopubblicazione antologica 170 pagine di mostri di Ratto Collettivo. Ph courtesy by Collettivo

Di contro apprezziamo molto la visibilità che il Romics ha voluto dare alle nuove leve del fumetto riservando loro un settore del padiglione 6 della Fiera. Lo spazio Self Area è stato presidiato da tantissimi giovani autori e da vari collettivi che con le loro autoproduzioni, con coraggio, entusiasmo e impegno tengono vivo il sacro fuoco della creatività e della sperimentazione.

Tra i progetti che ci piace menzionare c’è è quello sviluppato da Ratto Collettivo, gruppo creatosi nell’alveo della Scuola Romana dei Fumetti e che ha autopubblicato il suo primo volume, l’interessante antologia 170 pagine di mostri e le riviste del collettivo Interiors, formatosi nel 2016, che da allora, fissato ogni volta un diverso tema, chiede ai suoi collaboratori di svilupparlo con completa libertà creativa.

Il nutrito numero di giovani disegnatori e illustratori che qui si mettono in gioco cercando la visibilità che meritano, ci tranquillizza per il futuro e non può non ricordarci il sottotitolo della storica rivista Tempi supplementari”: “Un branco di giovani lupi del fumetto a caccia di gloria.”

 

immagine per 36ª edizione del Romics - Tutti i titoli in lizza per i premi al XXXVI Romics. Ph Flavio Martusciello
Tutti i titoli in lizza per i premi al XXXVI Romics. Ph Flavio Martusciello

Ritornando al core business della manifestazione, dobbiamo menzionare l’assegnazione dei Premi Romics del fumetto e delle narrazioni per immagini, evento che con autorevolezza indirizza l’attenzione del pubblico verso le migliori opere della nona arte distribuite in Italia.

Come da noi sperato e preconizzato  si è laureato miglior fumetto italiano Tapum di Leo Ortolani, mentre è stato premiato quale miglior fumetto internazionale Gaza 1956 di Joe Sacco (abbiamo parlato di questo autore in occasione della sua ammissione all’Eisner Hall of Fame).

immagine per 36ª edizione del Romics - Tapum di Leo Ortolani e Gaza 1956 di Joe Sacco, premiati al XXXVI Romics. Ph Flavio Martusciello
Tapum di Leo Ortolani e Gaza 1956 di Joe Sacco, premiati al XXXVI Romics. Ph Flavio Martusciello

Il Gran premio Romics è andato a Ombre di famiglia di Tessa Hulls mentre il Premio nuovi talenti è stato assegnato all’opera di Isotta Santinelli Si torna sempre dove si è stati male. Ha vinto il Premio speciale maestri del fumetto Bit Degeneration di Roberto Olivo e Bruno Brindisi, storia che era già stata pubblicata a puntate negli anni 1990 sulla rivista l’Eternauta. Il riconoscimento  quale migliore serie a fumetti è andato a Battle Beast vol. 1 Sangue e gloria di Robert Kirkman e Ryan Ottley.

Orbit Orbit di Caparezza, Matteo De Longis, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Riccardo Torti, La Came, Yi Yang e Marco Nizzoli, è stato riconosciuto come miglior progetto editoriale transmediale. Il club del fumetto di Raina Telgemeier e Scott McCloud ha vinto il premio per il miglior fumetto per bambini/ragazzi, Nonso di Guia Risari e Andrea Oberosler si è aggiudicato il premio per il miglior libro illustrato.

Il libro Fiabe e Leggende Studio Ghibli di Ippei Otsuka ha vinto il Premio cultura del racconto per immagini. In ultimo, il Premio del pubblico è andato a Nereidi di Ilaria Palleschi.

immagine per 36ª edizione del Romics - Tra i titoli in gara esposti, il volume Nereidi di Ilaria Palleschi, vincitrice del Premio del pubblico. Ph Flavio Martusciello
Tra i titoli in gara esposti, il volume Nereidi di Ilaria Palleschi, vincitrice del Premio del pubblico. Ph Flavio Martusciello

Girovagando per gli stand ci siamo imbattuti nei consueti e stanchi allestimenti che vengono riproposti in tutte le edizioni; il set del Trono di Spade ricostruito da una fan club con l’immancabile drago in cartapesta che sembra implorare libertà o almeno pensionamento, la Fiat GranTorino di Starsky e Hutch che non ci stupirebbe fosse lì parcheggiata dalla fine della serie TV, le varie ruote della fortuna, gli immancabili body painting, versione adulta dei truccabimbi, vari cartonati di film in uscita che garantiscono un adeguato set per i selfie dei visitatori.

Per carità, tutto questo ha ragione d’essere in una fiera pop come il Romics, e trovare ciò non ci dispiace, ma ci piacerebbe vedere nella prossima edizione i comics riportati formalmente e sostanzialmente al centro dell’attenzione del pubblico e della manifestazione e accorgerci che al fumetto è stata dedicata tutta la cura che merita e che l’imponente e competente macchina organizzativa che lavora dietro al Romics può profondere.

Informazioni Romics, festival internazionale del fumetto, animazione, cinema e games – 36ª edizione

  • Con il supporto: Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma (tramite la sua Azienda Speciale, Sviluppo e Territorio)
  • Con il patrocinio: Ministero della Cultura e del Centro per il libro e la lettura
  • Partner: Warner Bros. Discovery, IOEA – International Otaku Expo Association, World Cosplay Summit, Heroes – International Film Festival, I Castelli Animati, Città dell’Animazione.
  • Media partner: RAI, Lo Spazio Bianco, Passion4Fun, Comingsoon.it, Movieplayer.it, Atac, Radio Globo
  • Content partner: RAI NEWS 24
  • Da giovedì 9 a domenica 12 aprile 2026
  • Fiera Roma, Via Portuense 1645, 00148 Roma
  • Ufficio Stampa Maurizio Quattrini
immagine per Luca Martusciello
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Luca Martusciello è nato a Roma nel 1966. Laureato in Scienze organizzative e gestionali, da sempre appassionato di fumetti, è anche un vorace fruitore di fantascienza in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.

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