Un padre e un figlio, entrambi senza nome, arrancano sulle strade coperte di cenere in un’America postapocalittica. Il padre è ammalato e, prima di morire, vorrebbe dare una speranza di sopravvivenza al figlio ma, in questo nuovo Mondo, straziato da un sottaciuto cataclisma, la speranza è morta da tempo, insieme alla pietà, all’altruismo e alla compassione. Il nocciolo de La strada (The Road) di Cormac McCarty del 2006 è tutto qui.
Questa potentissima opera, vincitrice negli USA del premio Pulitzer per la narrativa e in Spagna del prestigioso Premio Ignotus quale miglior romanzo straniero di genere fantastico, è considerato il capolavoro dello scrittore statunitense, forse il suo vero commiato, volendo pietosamente dimenticare i due successivi ultimi romanzi Il passeggero (The Passenger) e Stella Maris, pubblicati in rapida sequenza nel 2022, sei mesi prima della sua morte.
La potenza di The Road gli ha assicurato un posto di rilievo nello scaffale dei romanzi postapocalittici ed è stato trasposto in vari media tra cui il film del 2009 diretto da John Hillcoat con protagonista un inaspettatamente bravo Viggo Mortensen, tridimensionale nel ruolo del padre, questa volta senza ghigni, spadoni o cavalli.
La riduzione a fumetti del 2024 di Manu Larcenet però, a nostro parere, molto meglio del film ha mantenuto la fedeltà alle atmosfere cupe, disperate e ansiogene del romanzo.
Emmanuel “Manu” Larcenet, nato e cresciuto a pochi chilometri da Parigi, classe 1969, è l’autore dei disegni e della sceneggiatura di “La strada” (“La route“), romanzo grafico pubblicato per la prima volta dall’editore francese Dargaud, tradotto in Italia da Coconino Press Fandango. L’opera ha vinto il Gran Premio Romics nell’ultima edizione del festival romano e le tavole crude, senza fronzoli seppure complesse e d’impatto, fanno ben capire i motivi del riconoscimento.

Il montaggio grafico rimanda all’asciuttezza della narrativa del romanzo, mentre lo stile del disegno, nonostante accurato e rifinito, non lascia spazio a manierismi o inutili abbellimenti; i tratti rapidi e precisi sono funzionali alla narrazione cruda e disillusa della storia.
L’asprezza del bianco e nero delle tavole è a volte, solo apparentemente, diluita dal colore uniforme degli sfondi che, al contrario, accentua l’aridità degli scenari, fotografia implacabile di un’ecatombe globale scatenata, come nel romanzo, da una non dichiarata apocalisse. La polvere, la cenere, i detriti sono onnipresenti, perenne testimonianze di un mondo sconvolto.
Il romanzo grafico si apre con un’esplicativa sequenza di nubi di polvere (cenere?) e si chiude con una splash page che ciclicamente rimanda all’inizio dell’opera, riproponendo ingrandita una nuvola, foriera di ulteriori o perenni cataclismi climatici.
Anche in questo caso viene mantenuta la fedeltà al senso di ineluttabilità che permea tutto il romanzo di McCarty che nell’incipit dell’edizione Einaudi evoca “notti più buie del buio e giorni uno più grigio di quello appena passato” e nell’excipit un [mondo] “che non si poteva rimettere a posto. Che non si poteva riaggiustare.“
I balloon sono ridotti all’essenziale e l’assoluta mancanza di didascalie restituiscono appieno lo stile ellittico del testo di McCarty; in questo fumetto l’espressività dei disegni di un eccezionale fumettista sono funzionali alla narrazione implacabile della storia senza lieto fine o riscatto per l’umanità, come d’altronde nello stile del romanziere che sin dalla Trilogia della Frontiera e ancora meglio in Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men, 2005) ci ha abituato alla tragica ineluttabilità degli eventi.
Informazioni
- Emmanuel “Manu” Larcenet, La strada, Coconino Press – Fandango, 2024
- Cormac McCarty, La strada, traduzione di Martina Testa, Einaudi, 2007
Luca Martusciello è nato a Roma nel 1966. Laureato in Scienze organizzative e gestionali, da sempre appassionato di fumetti, è anche un vorace fruitore di fantascienza in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.







