ultimi articoli dell'autore

La casa di Paco Roca e Qui di Richard McGuire a confronto. Trasformazione o immutabili scenari

Se vi siete mai dovuti occupare di svuotare una casa per un trasloco o altro, vi sarete accorti che il volume degli oggetti accumulati nel corso degli anni coincide con lo “spazio psicologico” da questi occupato. Libri mai letti, album di fotografie dimenticate, VHS smagnetizzate, dischi e CD ricevuti in dono ma non piaciuti, faldoni di documenti ingialliti, mobili rotti, servizi di porcellana sbeccati, stampelle per abiti, vestiti smessi, sono una zavorra che vive di vita propria e aumenta di giorno in giorno. Le cianfrusaglie si insinuano come un gas in tutti gli spazi liberi della casa. Philip K. Dick aveva coniato per questa massa di oggetti il termine ”kipple” che, nel romanzo Il cacciatore di androidi (Do Androids Dream of Electric Sheep?, 1968), opera da cui è stato tratto il film Blade Runner (regia di Ridley Scott, 1982) così definisce:

“Il kipple è costituito da oggetti inutili, come la posta indesiderata o le scatole di fiammiferi dopo aver usato l’ultimo fiammifero, o le carte delle gomme da masticare o il “giornale” di ieri. Quando non c’è nessuno in giro, il kipple si riproduce. […] Diventa sempre di più.”

Pensavamo a questo quando abbiamo ripreso in mano il romanzo grafico La casa (2015) del fumettista Paco Roca (Valencia, 1969).

L’occasione per rileggere questo fumetto dell’artista spagnolo ci è fornita dalla presentazione del suo adattamento cinematografico (La casa, 2024, regia di Álex Montoya), alla 19ª edizione del festival del cinema spagnolo e latinoamericano La Nueva Ola che si svolgerà a Roma dal 6 al 10 maggio, e poi in altre città e luoghi.

immagine per 1. Il romanzo grafico La casa di Paco Roca. Copertina dell’edizione italiana pubblicata da Tunué
Il romanzo grafico La casa di Paco Roca. Copertina dell’edizione italiana pubblicata da Tunué
immagine per 2. Locandina del film La casa. Regia di Álex Montoya
Locandina del film La casa. Regia di Álex Montoya
immagine per 3. Locandina della 19ª edizione del festival del cinema spagnolo e latinoamericano La Nueva Ola
Locandina della 19ª edizione del festival del cinema spagnolo e latinoamericano La Nueva Ola

Paco Roca è considerato uno dei più rappresentativi esponenti del fumetto spagnolo. Pluripremiato in importanti manifestazioni, le sue opere sono state trasposte in film e serie televisive. Ha narrato la sua autobiografia nel divertente lavoro Memorie di un uomo in pigiama (Memorias de un hombre en pijiama, 2010) da cui è stato tratto un film d’animazione omonimo, candidato al premio Goya nel 2019.

Nel fumetto di Paco Roca, pubblicato in Italia da Tunué nel 2016, tre figli, dopo la morte del padre, devono liberarne la casa. Nel corso degli anni gli oggetti dimenticati e oramai inutili si sono accumulati e vengono gettati via. Il kipple di cui parlava P. K. Dick riempie un intero cassone della nettezza urbana ma trascina con sé i ricordi sopiti; ogni oggetto racconta esperienze passate, convivialità, sentimenti, emozioni.

Immagine per 4. La casa di Paco Roca. Vignetta dall’edizione italiana pubblicata da Tunué. Gli oggetti accumulati nel tempo raccontano il passato
La casa di Paco Roca. Vignetta dall’edizione italiana pubblicata da Tunué. Gli oggetti accumulati nel tempo raccontano il passato

Anche l’abitazione diventa serbatoio di ricordi da cui attingere per sciogliere i nodi irrisolti con sé stessi e riallacciare quelli allentati con i propri familiari. La casa del titolo scandisce con le sue trasformazioni il passare del tempo e le dinamiche fra i fratelli, chiamati a decidere delle sorti del piso di campagna dopo la morte del padre.

La casa è cresciuta insieme alla famiglia che vi trascorreva tutte le estati e i fine settimana, si è adattata alle esigenze dei figli fino a quando, adolescenti, non hanno smesso di seguire i genitori in vacanza. La morte della moglie è stato l’evento che ha fornito al padre il pretesto per trasferirsi definitivamente nella casa. Alla morte di quest’ultimo l’abitazione viene lasciata all’incuria e deve essere risistemata e svuotata prima di poter essere messa in vendita.

La trama è quasi minimale e non riserva colpi di scena ma la storia è solidamente narrata grazie a flashback, rimandi, allusioni e a una composizione delle tavole non ortodossa (sinistra/destra, alto/basso); il lettore scorre le vignette distribuite in maniera apparentemente casuale ma invece posizionate secondo una loro logica espositiva.

I salti temporali o narrativi sono marcati dall’uso di differenti palette cromatiche e da particolari che scandiscono il passare del tempo o le digressioni cronologiche. Il formato orizzontale del volume e delle pagine, sperimentato qui per la prima volta dall’autore, favorisce la collocazione non convenzionale delle vignette che, come dicevamo, rende la fruizione dell’opera un’esperienza singolare. Le vignette non hanno didascalie e i dialoghi sono scarni, seppur efficaci.

Il compito di narrare la vicenda, di ispirazione autobiografica, è demandata principalmente ai disegni che presentano linee ben marcate e definite e colori omogenei: disegni che trasmettono una sensazione di attesa e di silenzio, tipica della memoria che cancella i suoni ma privilegia i dettagli.

Immagine per 5. La casa di Paco Roca. Tavola dall’edizione italiana pubblicata da Tunué. Le diverse palette cromatiche sottolineano i salti cronologici. In questo caso la transizione dal giallo al rosa introduce un flashback
La casa di Paco Roca. Tavola dall’edizione italiana pubblicata da Tunué. Le diverse palette cromatiche sottolineano i salti cronologici. In questo caso la transizione dal giallo al rosa introduce un flashback
Immagine per 6. La casa di Paco Roca. Tavola dall’edizione italiana di Tunué. Il formato orizzontale delle pagine favorisce la distribuzione non convenzionale delle vignette
La casa di Paco Roca. Tavola dall’edizione italiana di Tunué. Il formato orizzontale delle pagine favorisce la distribuzione non convenzionale delle vignette

La casa non è descritta come una spugna che assorbe i ricordi e li ripropone immutati, ma piuttosto una scatola che ciascuno dei fratelli ha riempito di emozioni ed esperienze che emergono per essere rivissute con pathos, attraverso il filtro del vissuto personale.

Il tema della memoria è centrale non solo in questo La casa, ma anche in molti altri lavori di Paco Roca: la perdita della memoria a causa dell’Alzheimer in Rughe (Rides, 2007), la memoria familiare in Ritorno all’Eden (Regreso al Edén, 2020), la memoria collettiva cancellata degli orrori del franchismo ne L’abisso dell’oblio (El abismo del olvido, con Rodrigo Terrasa, 2023).

Abbiamo trovato singolari analogie tra questo romanzo grafico e quello dell’illustratore e fumettista statunitense Richard McGuire (Perth Amboy, 1957) intitolato Qui (Here, 2014), premiato nel 2016 come miglior album al festival internazionale del fumetto di Angoulême nella sua versione francese (Ici, 2015).

Anche in questo caso una casa è al centro della narrazione; anche qui vi sono continui salti cronologici e anche qui il montaggio delle vignette è sperimentale. Il volume, seppure di formato verticale, presenta le pagine appaiate rendendo, di fatto, la lettura dell’opera orizzontale. Infine anche da quest’opera è stato tratto un film nel 2024, per la regia di Robert Zemeckis, intitolato come il graphic novel Here.

Immagine per 7. Il romanzo grafico Qui di Richard McGuire. Copertina dell’edizione italiana pubblicata da Rizzoli Lizard
Il romanzo grafico Qui di Richard McGuire. Copertina dell’edizione italiana pubblicata da Rizzoli Lizard
Immagine per 8. Locandina del film Here. Regia di Robert Zemeckis
Locandina del film Here. Regia di Robert Zemeckis

L’autore ha iniziato la sua carriera come street artist, oltre che come musicista, nei primi anni ’80. Ha partecipato alla famosa mostra multimediale New York/New Wave tenutasi a Long Island nel 1981 con le sue opere esposte insieme a quelle di altri cento nomi provenienti dai diversi ambiti creativi della scena artistica della Grande Mela tra cui William S. Burroughs, Andy Warhol, Keith Haring, Robert Mapplethorpe, David Byrne e l’allora newebie Basquiat.

La sua versatilità viene messa al servizio delle copertine del The New Yorker mentre le sue opere vengono esposte in prestigiosi musei tra i quali il MoMA e The Met di New York.

Here nasce come esperimento di sole sei pagine in bianco e nero pubblicato nella rivista “Raw” nel 1989. Venticinque anni dopo McGuire ritorna sull’opera espandendola fino a realizzare un graphic novel di più di trecento pagine a colori pubblicata negli USA nel 2014 da Pantheon Books e in Italia l’anno successivo da Rizzoli Lizard.

L’idea originale, mantenuta anche nell’ampliamento successivo, era quella di redigere la cronaca di una casa pluricentenaria durante il passare degli anni, attraverso le fugaci storie dei suoi inquilini e scandita dalle sue varie ristrutturazioni.

La storia non è strabiliante ma lo è la sua narrazione; la casa e in particolare la stanza principale diventa il palcoscenico di varie vicende distribuite nel tempo, semplici, irrilevanti o, al contrario, critiche nella vita familiare degli inquilini narrate contemporaneamente all’interno di varie finestre contrassegnate dall’anno di svolgimento della vicenda.

Ad esempio, in una stessa tavola che rappresenta il salone così come arredato nel 1969, ci vengono mostrati in diverse finestre un arredo del 1999, un bambina che gioca nel 2017, un infante con un palloncino nel 1956, un bambino che guarda la TV nel 1993 e una donna di spalle nel 1911.

Immagine per 9. Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. Nella stessa tavola si aprono contemporaneamente finestre che rimandano a eventi avvenuti in anni diversi
Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. Nella stessa tavola si aprono contemporaneamente finestre che rimandano a eventi avvenuti in anni diversi
Immagine per 10. Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. La casa è il palcoscenico di varie vicende lontane nel tempo narrate contemporaneamente all’interno di diverse finestre
Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. La casa è il palcoscenico di varie vicende lontane nel tempo narrate contemporaneamente all’interno di diverse finestre

Dove Roca utilizzava la transizione cromatica per sottolineare lo stacco cronologico degli accadimenti, qui McGuire usa l’espediente di indicare esplicitamente l’anno di svolgimento di ogni vicenda rappresentata nelle finestre con (dal 3.000.500 a.C. al 10.175 d.C) modificando anche, di conseguenza, il registro grafico del disegno.

Anche in Qui, come ne La casa i dialoghi sono ridotti all’essenziale e le didascalie assenti, a eccezione delle etichette che indicano il passare degli anni.

Immagine per 11. Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. Le etichette con gli anni e il diverso registro grafico inquadrano cronologicamente le vicende narrate nelle varie finestre.
Qui di Richard McGuire. Pagina dall’edizione italiana di Rizzoli Lizard. Le etichette con gli anni e il diverso registro grafico inquadrano cronologicamente le vicende narrate nelle varie finestre.

L’opera di McGuire, tuttavia, a differenza di quella di Roca, risulta essere poco più di un ben riuscito divertissement che, pur mostrando nella realizzazione tutta l’esperienza maturata come illustratore dal suo autore, perde dopo una decina di pagine l’attenzione del lettore non riuscendo la vicenda a trasmettere empatia o particolare interesse.

La casa e Qui sono due romanzi grafici con molti punti in comune, entrambi realizzati con stile innovativo da due grandi autori ma che presentano una lettura sostanzialmente diversa di ciò che definiamo “casa“, ossia dello spazio racchiuso tra quattro mura nel quale si svolge la vita di ciascuno di noi.

Per Paco Roca la casa è indissolubilmente legata alle vicende personali dei suoi abitanti e si evolve in modo sinergico con essi, mentre per Richard McGuire le pareti rappresentano solo delle quinte che delimitano uno spazio scenico nel quale agiscono gli attori/inquilini con poca o nessuna osmosi tra essi. Delle due visioni ci sentiamo di essere maggiormente in sintonia con il fumettista spagnolo e con la sua intima narrazione.

Informazioni sui libri citati:

  • Titolo: La casa
    Sceneggiatura, testi disegni e colori: Paco Roca
    Edizione italiana: Edizioni Tunué, Latina, 2016, ISBN 978-88-6790-179-1
  • Titolo: Qui
    Sceneggiatura, testi disegni e colori: Richard McGuire
    Edizione italiana: Rizzoli Lizard, Milano, 2015, ISBN 978-88-17-08111-5

Informazioni sul festival: 19ª edizione del festival del cinema spagnolo e latinoamericano La Nueva Ola

  • Organizzata da: EXIT med!a
  • Roma dal 6 al 10 maggio 2026 cinema Barberini e cinema Troisi
  • Genova, dal 21 al 24 maggio cinema Sivori
  • Prato, dal 4 al 7 giugno cinema Terminale
  • Napoli, dal 24 al 28 giugno Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli e altre città e sedi in aggiornamento
  • Programma e informazioni biglietti: https://lanuevaola.org/
immagine per Luca Martusciello
+ ARTICOLI

Luca Martusciello è nato a Roma nel 1966. Laureato in Scienze organizzative e gestionali, da sempre appassionato di fumetti, è anche un vorace fruitore di fantascienza in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *