A San Diego si è svolta dal 24 al 27 luglio l’annuale edizione del Comic-Con, la più grande e frequentata esposizione mondiale del fumetto.
In tale occasione, come da tradizione, sono stati assegnati gli Eisner Award. Il premio, considerato l’Oscar dei fumetti, è intitolato al celebre fumettista Will Eisner (1917-2005) e da 37 edizioni tributa il dovuto riconoscimento ai migliori artisti pubblicati negli Stati Uniti e alle loro opere.
Tra 31 premi assegnati quest’anno nelle varie categorie, spicca quale Best Short Story l’opera Spaces di Phil Jimenez.
L’ambìto riconoscimento per il Best Adaptation from Another Medium è andato al pluripremiato graphic novel “The Road”, adattamento di Manu Larcenet dell’omonimo romanzo di Cormac McCarthy.
Ce ne siamo già occupati in occasione della sua vittoria del Gran Premio Romics di Roma a maggio, conferma questa dello spessore dell’opera e del grande lavoro di trasposizione a fumetti che ha restituito inalterata l’atmosfera cupa e incombente del romanzo postapocalittico di McCarthy.

Nel corso della manifestazione sono stati resi noti gli artisti introdotti nella Eisner Hall of Fame; quest’anno sono stati ammessi 21 nuovi nomi tra cui Joe Sacco, noto per i suoi coraggiosi reportage grafici.
Questo riconoscimento assegnati all’artista statunitense, di origini maltesi, è il giusto tributo all’impegno civile del suo lavoro che ha documentato con grande impatto emotivo e determinazione le peggiori tragedie belliche del nostro tempo: la Guerra del Golfo, la Palestina e l’Intifada, la Guerra in Bosnia e le vicende del genocida Radovan Karadžić.
Si aggiunge ai tanti riconoscimenti tributati al fumettista/giornalista anche la vittoria in quest’edizione 2025 degli Eisner Awards della categoria Best Single Issue/One-Shot con il reportage grafico “The War on Gaza”.

Ci fa piacere leggere tra la rosa degli ammessi all’Hall of Fame, il nome del francese Philippe Druillet, creatore del personaggio di Lone Sloane per la storica rivista Pilote, membro fondatore del collettivo Les Humanoïdes Associés e firma di punta dell’iconica rivista “Métal Hurlant” che ebbe nella statunitense “Heavy Metal” la sua più referenziata emula.

I più attenti riconosceranno nelle più datate tavole di Druillet quel mix di surrealismo e Op Art che ha radicalmente cambiato il fumetto a partire dalla fine degli anni ’60 e che trova proprio in Druillet (ma anche in Jim Steranko e nel suo Nick Fury) i più fantasiosi sperimentatori.
Gli altri artisti introdotti nella Hall of Fame sono Steve Bissette, Lucy Shelton Caswell, Phoebe Gloeckner, Bill Schanes, Steve Schanes, Frank Stack, e Angelo Torres, nonché gli scomparsi Peter Arno, Gus Arriola, Wilhelm Busch, Richard “Grass” Green, Rea Irvin, Jack Kamen, Joe Maneely, Shigeru Mizuki, Bob Oksner, Bob Powell, Ira Schnapp e Phil Seuling che lasceranno traccia di sé in questa importantissima “banca della memoria del fumetto” di San Diego.
Luca Martusciello è nato a Roma nel 1966. Laureato in Scienze organizzative e gestionali, da sempre appassionato di fumetti, è anche un vorace fruitore di fantascienza in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.










