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Comicon. Alla 26a edizione gli outsiders raggiungono il podio

di Luca Martusciello

Comicon, il Festival internazionale della cultura pop di Napoli è un importante palcoscenico e cassa di risonanza per tutto ciò che ruota intorno al mondo del fumetto.

Tra i vari festival analoghi che si svolgono (per fortuna) in ogni parte d’Italia, quello del capoluogo campano sta confermando, anno dopo anno, il suo grosso peso in termini di visibilità, autorevolezza e prestigio.

Il rilievo del Comicon è sempre più evidente, testimoniato anche dal continuo aumento del numero dei frequentatori che quest’anno ha superato le 185.000 unità, dalla caratura degli ospiti internazionali che hanno movimentato l’evento e che lo collocano tra i maggiori festival europei del settore tanto da avere un suo spin off estivo nel Comicon di Bergamo che si svolgerà quest’anno dal 26 al 28 giugno.

immagine per Il poster ufficiale del XXVI Comicon di Napoli disegnato da Aurélien Predal.
Il poster ufficiale del XXVI Comicon di Napoli disegnato da Aurélien Predal.

In questa 26ª edizione (Napoli, dal 30 aprile al 3 maggio 2026), il Magister, ossia il maestro di cerimonie, l’artista che annualmente viene scelto per guidare la linea culturale e artistica del festival, è stato Leo Ortolani che ricoprirà lo stesso ruolo anche a Bergamo.

Vista l’importanza assunta dal Comicon, anche i premi assegnati durante questa manifestazione acquisiscono particolare prestigio; quest’anno, non sappiamo se casualmente o volutamente, la giuria ha voluto premiare opere che in qualche modo si allontanavano, per temi, stile o distribuzione, dal mainstream. Questo scostamento dalle convenzioni è tanto più evidente nelle opere di autori esordienti, nelle autoproduzioni, nelle pubblicazioni indie o delle piccole realtà editoriali che, coraggiosamente, esplorano territori meno battuti.

Tra i Premi Micheluzzi assegnati alle opere nazionali, quello al Miglior fumetto è andato a Babbo dove sei? (Canicola Edizioni) di Francesca Ghermandi (Bologna, 1964) che in finale è stato preferito a opere di più ampia diffusione quali Nel nido dei serpenti di Zerocalcare o a Tapum del Magister Leo Ortolani (ne avevamo parlato qui).

L’Autrice, in quest’opera, si concentra sulla figura del padre, lo scultore Quinto Ghermandi (Crevalcore 1916 – Bologna 1994) descritto con umorismo e nostalgica tenerezza. Questo memoir grafico è composto come una raccolta organizzata di schizzi e vignette in bianco e nero, disegnate con rapidità e commentate con arguzia. L’Autrice, dal suo privilegiato punto di vista, descrive il padre mettendone in risalto la grandezza e l’umorismo espresso sia come artista, sia come genitore.

Il premio alla Migliore sceneggiatura è stato invece assegnato a Traditori di tutti, di Paolo Bacilieri (Oblomov Edizioni).

Qui Bacillieri ha vinto facile, potendo fare affidamento, per l’impostazione e la scrittura dell’opera, sull’omonimo romanzo (Garzanti, 1966) del maestro del giallo Giorgio Scerbanenco (Kiev, 1911 – Milano, 1969), da cui il fumetto è stato tratto. Anche in questo caso stiamo parlando di un’opera in bianco e nero nella quale il segno pulito compone disegni nitidi e precisi, ancorché rifiniti con abbondante uso di retini che rendono l’effetto finale un po’ retrò.

immagine per La copertina di Punica Fides, di Andrea Bruno, edito dalla Sputnik Press.
La copertina di Punica Fides, di Andrea Bruno, edito dalla Sputnik Press.

Il premio al Miglior disegno è stato assegnato a  Punica Fides, di Andrea Bruno (Catania, 1972), opera edita anche in questo caso da una piccola ma dinamica casa editrice, la Sputnik Press, specializzata in fumetti d’avanguardia e di sperimentazione che da dodici anni organizza in Basilicata, a Pisticci (MT), lo Sputnik Festival, manifestazione culturale indipendente che quest’anno si terrà dal 19 al 21 agosto.

Andrea Bruno è un autore non nuovo ai premi Micheluzzi: nel Comicon del 2010 si aggiudicò il premio Nuove strade e quello al miglior disegnatore. L’impatto visivo del fumetto di Andrea Bruno, nonostante (o grazie) a uno spartano bianco e nero sporcato quando necessario da un grigio acquarellato, cattura l’attenzione del lettore, trascinato all’interno di una storia complessa, onirica e a tratti ermetica.

La trama è di difficile comprensione ma il messaggio trasmesso è  chiaro: gli emarginati sono sempre perdenti, le regole per loro non valgono e vengono stravolte o infrante a loro discapito ogni qual volta provino ad alzare la testa. Un gioco senza regole li vede sempre sconfitti costringendoli ad abbandonare la loro terra o, in alternativa, ad essere rinchiusi in un ghetto sempre più opprimente e degradato.

Insomma, vicende tragicamente attuali emergono dall’intreccio delle varie storie dei protagonisti. Le campiture dei disegni e il grasso tratto nero fanno emergere, scavati dal bianco delle tavole, figure potenti e paesaggi emblematici.

immagine per Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le campiture dei disegni e il grasso tratto nero fanno emergere figure e paesaggi emblematici.
Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le campiture dei disegni e il grasso tratto nero fanno emergere figure e paesaggi emblematici.

Solo la rigida posizione delle tavole, incastrate all’interno di severe griglie, cerca di dare un minimo di disciplina ai disegni strabordanti di allegorie e simbolismi.

immagine per Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le rigide griglie restituiscono disciplina ai disegni pieni di allegorie e simbolismi
Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le rigide griglie restituiscono disciplina ai disegni pieni di allegorie e simbolismi

Dispiace solo che la trama, ricca di potenzialità, non sia stata curata con altrettanta attenzione dedicata invece ai disegni: i personaggi risultano piatti, le loro intenzioni oscure; i dialoghi laconici e le pur numerose didascalie ma dai contenuti oggettivamente enigmatici, poco aiutano alla piena comprensione delle vicende.

immagine per Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le didascalie dai contenuti ermetici non aiutano alla comprensione della storia
Tavole da Punica Fides, di Andrea Bruno, della Sputnik Press. Le didascalie dai contenuti ermetici non aiutano alla comprensione della storia

Quest’opera è quasi uno stream of consciousness, comunque meritevole del premio assegnatole e che, con i limiti esposti, ben figura tra le migliori opere prodotte di recente.

La certificazione quale Migliore serie è stata assegnata all’horror fantascientifico Disperanza (Sergio Bonelli Editore), sceneggiata da Nova (1984), Matteo Grilli (1988) e Samuel Spano (Sassari, 1983), disegnata dallo stesso Spano. La serie, prevista in quattro albi, è ambientata in una Roma del prossimo futuro in cui gli usuali temi postapocalittici (desertificazione, crisi climatica, ecc.) si legano al soprannaturale.

immagine per La copertina di Una notte da rider di Arlen, edito dalla Bao Publishing.
La copertina di Una notte da rider di Arlen, edito dalla Bao Publishing.

Il premio Migliore opera prima è stato assegnato a Una notte da rider (Bao Publishing) scritta e disegnata da Arlen (aka Arianna Lentini, Firenze 1998).

Questo rocambolesco fumetto ha come scenario una metropoli popolata da animali antropomorfi in cui l’unico umano è il protagonista, un rider sottopagato che si trova, suo malgrado e a sua insaputa, coinvolto in un traffico di droga. I disegni sono innovativi, il tratto non è lezioso ma neanche trascurato; la palette di colori utilizzata ben si adatta a un’avventura che si svolge tutta in una notte.

immagine per Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. I disegni sono innovativi, il tratto essenziale ma completo, i colori adeguati all'ambientazione notturna.
Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. I disegni sono innovativi, il tratto essenziale ma completo, i colori adeguati all’ambientazione notturna.
immagine per Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. Un fumetto divertente, ricco di inventiva e idee originali.
Tavole da Una notte da rider di Arlen, della Bao Publishing. Un fumetto divertente, ricco di inventiva e idee originali.

Il protagonista, Malakia, abbandonate le velleità di programmatore di videogiochi si mantiene consegnando pizze in un locale gestito da una rana che in realtà nasconde droga nelle consegne per conto diuna banda di volpi.

Malakia vive ancora con le sue due madri, una tigre e un’antilope (non ditelo ai cosiddetti anti-gender e affini). Quando per errore scambia le consegne e le volpi non ricevono la droga, iniziano a cercarlo per recuperarla. Malakia fugge aiutato dall’amico pantegana.

Un fumetto divertente, ricco di inventiva e idee originali ma ipercinetico nel quale l’autrice esordiente, forse volendo far vedere ciò di cui era capace, ha messo troppo di tutto e troppo in fretta, rendendo alla fine l’opera un Hellzapoppin’ godibile ma non memorabile.

immagine per La copertina dell'autopubblicazione Gli animali religiosi Vol.1 di Martino Louis.
La copertina dell’autopubblicazione Gli animali religiosi Vol.1 di Martino Louis.

Il premio Nuove Strade – Migliore autoproduzione è andato, coraggiosamente, a  Gli animali religiosi – Volume 1, di Martino Louis (all’anagrafe Martino Louis Tarantola).

L’autore in quest’opera, obiettivamente blasfema (termine che usiamo, sia ben chiaro, senza connotazione negativa), mette in scena dei siparietti memorabili disegnati con mano apparente svogliata ma in realtà volutamente menefreghista; gli infantili disegni, infatti, sono tutt’altro che sciatti e nascondono riferimenti artistici di tutto rispetto quali Mike Kelley (Wayne, 1954 – South Pasadena, 2012), Tom Friedman (St. Louis, 1965), Francis Bacon, Picasso, Tilo Baumgärtel (Dresda, 1972), Werner Neuhaus (Burgdorf, 1897 – Lützelflüh 1934), Jake e Dinos Chapman, (UK 1966, 1962), ispirazioni queste che provengono dagli studi dell’Autore presso l’Accademia di Belle Arti.

Sono inoltre fonti di ispirazione per il fumettista le serie televisive con cui si è nutrito sin da bambino (South Park, I Simpson, Drawn Together). Il corposo volume, come detto, si articola in tante storie che vanno a comporre quello che Martino Louis ha definito “ecosistema narrativo” nei quali improbabili personaggi storici, religiosi, del mondo dell’arte e del cinema, con sprezzante iconoclastia, interagiscono facendosi beffe dei dogmi religiosi, politici e culturali degli ultimi tremila anni, agendo all’interno di un delirante mondo ucronico e violento.

Il giovane Autore ha iniziato molto tempo fa a realizzare Gli animali religiosi, quasi per scherzo, terminando il lavoro dopo ben dieci anni; ha quindi autopubblicato l’opera su PressUp. La nostra storia preferita è quella in cui Terminator, di fronte a una Sara Connor benedetta da un’imprevista immacolata concezione, si arrende al Volere Supremo, risparmiando la vita della donna. Il volume è il primo di una serie della quale è già in fase di sviluppo avanzato il secondo numero.

Insomma, quello in vetrina al Comicon di Napoli è stato un podio popolato da giovani autori, case editrici minori o indie, realtà che in questo festival hanno avuto il meritato risalto.

Tra l’altro, in  tutta la Penisola le nuove leve stanno pian piano (ri)conquistando visibilità anche grazie alle occasioni offerte da fiere quali il Comicon, il già citato Sputnik Festival e l’ARF!Il Festival del fumetto che si terrà a Roma, quest’anno in modalità diffusa, dal 22 al 24 maggio a Testaccio e dal 29 al 31 maggio alla Garbatella, con una nutrita area dedicata agli artisti indipendenti qui appositamente attrezzata.

immagine per I premiati alla XXVI edizione del Comicon di Napoli. Ph. Courtesy Comicon.
I premiati alla XXVI edizione del Comicon di Napoli. Ph. Courtesy Comicon

Per dovere di cronaca i Premi Comicon, assegnati alle opere straniere e internazionali sono andati a Il nirvana è qui (Bao Publishing), di Mikael Ross (Monaco di Baviera, 1984), quale Migliore graphic novel straniero; ad Absolute Martian Manhunter #1-3 (Panini Comics), sceneggiato da Deniz Camp e disegnato da Javier Rodriguez (Oviedo, 1972) quale Migliore serie straniera; a La mano verde e altri racconti (Eris Edizioni), disegnato da Nicole Claveloux (Saint-Etienne, 1940) e Édith Zha (Francia, 1945), sceneggiato dalla stessa Nicole Claveloux quale Migliore edizione di un classico.

Il premio Giovani letture è stato assegnato a Furiosa (Tunué), sceneggiato da Geoffroy Monde (aka Geoffroy Reymondon, Francia, 1986) e disegnato da Mathieu Burniat (Bruxelles, 1984).

La  Migliore traduzione, premiata con il Sophie Castille Award, è stata Il mio amico Kim Jong-un (Bao Publishing), di Keum Sun Gendry-Kim (Goheung, 1971), che si è aggiudicata il trofeo grazie alla traduzione dal coreano di Mary Lou Emberti Gialloreti.

In ultimo, Il Premio speciale Comicon 2026 alla Carriera è stato tributato al fumettista di origine polacca, naturalizzato belga Grzegorz Rosiński (Stalowa Wola, 1941).

Informazioni sul festival: 26ª edizione del Comicon, International Pop Culture Festival

  • Organizzata da: VISIONA Società Cooperativa
  • Napoli, Mostra d’Oltremare dal 30 aprile al 3 maggio 2026
  • Sito web: https://www.comicon.it/

Informazioni sui libri recensiti:

  • Titolo: Punica Fides
    Sceneggiatura, testi e disegni: Andrea Bruno
    Edizione: Sputnik Press, Pisticci (MT), 2025, ISBN 978-88-9474-638-9
  • Titolo: Una notte da rider
    Sceneggiatura, testi, disegni e colori: Arlen
    Edizione: Bao Publishing, Milano, 2025, ISBN 979-12-5621-136-4
  • Titolo: Gli animali religiosi
    Sceneggiatura, testi, disegni e colori: Martino Louis
    Edizione: Autoproduzione, 2025, ISBN 979-8281680646

Prossimi appuntamenti:

ARF! Il Festival del fumetto

  • Roma, Città dell’altra economia (Testaccio) dal 22 al 24 maggio 2026
  • Roma, Casetta Rossa (Garbatella) dal 29 al 31 maggio 2026
  • Organizzato da: Associazione Culturale ARF
  • Informazioni: https://arf.it/

4ª edizione del Comicon di Bergamo, International Pop Culture Festival

12ª edizione Sputnik Festival

immagine per Luca Martusciello
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Luca Martusciello è nato a Roma nel 1966. Laureato in Scienze organizzative e gestionali, da sempre appassionato di fumetti, è anche un vorace fruitore di fantascienza in tutte le sue ramificazioni ed espressioni.

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