Il percorso tutto di Angelo Filomeno, uomo ed artista, si incardina su elementi e suggestioni che lo accompagnano sin dall’esordio nel panorama dell’arte, esordio che giunge quando egli vive una già consolidata carriera nel settore sartoriale, a Milano prima e a New York poi, da stilista a costumista di teatro.
Nella mostra che il MUST Museo Storico Città di Lecce gli dedica, intitolata Works. New Millenium, sono esposte più di 60 opere che ne raccontano la ricerca dal 2000 ad oggi, lavori che spaziano dall’acquerello all’installazione, al disegno, ma tra i quali, prepotentemente, si fanno largo decine di “dipinti ricamati” in cui l’indiscusso protagonista è il filo.
Quello di Filomeno, originario di San Michele Salentino, in provincia di Brindisi, è un filo che simboleggia un legame con le origini che nulla, neanche la vita oltreoceano da più di 30 anni, riesce a spezzare; un filo che, attraversando lo shantung di seta, si impregna inevitabilmente di quella poesia che caratterizza una nota leggenda orientale che narra proprio di amore e di legami forti.
Ogni cosa, nelle opere di questo artista, rimanda alle origini e ad un’infanzia che lo ha visto, già a sette anni, apprendere le tecniche sartoriali e del ricamo presso la bottega di un sarto in cui fu mandato a studiare dal padre e la madre, abile ricamatrice.
Di fronte ai lavori in mostra è inevitabile scontrarsi con emozioni contrastanti, così come in contrasto sono gli elementi, tanto nei soggetti quanto nei materiali, che compongono ogni opera.
La delicatezza delle sete incontra la durezza del filo metallico, la lucentezza dei preziosi cristalli Swarovski da una parte e la povera e grezza iuta che si porta dietro le macchie delle olive raccolte dall’altra, il tutto a dare forma a figure antropozoomorfe, mascheroni tribali, teschi, pesci e insetti talvolta coloratissimi, talvolta tono su tono, in un percorso che corre su un filo sottile, rimbalzando tra vita e morte, tra serenità e irrequietezza, con una capacità rara di accarezzare e allo stesso tempo scuotere l’animo di chi osserva.
La tradizione incontra la contemporaneità laddove il ricamo, in passato considerato tecnica artigianale prettamente femminile, assurge a dignità d’arte e diviene il medium che, meglio di tutti, rappresenta e racconta al mondo le storie, le tradizioni, il folklore di un sud Italia così distante e diverso dalla nuova patria.
Lo fa con un’eleganza ed una minuzia che non compaiono soltanto nelle “pitture ricamate”, frutto sia dell’intervento a mano che con macchina da cucire, ma che caratterizzano la produzione tutta come avviene, per fare un esempio, nell’installazione Because the world is cruel, del 2009, in cui la tipica scopa un tempo realizzata a mano con materiali poveri -tradizionalmente usata per spazzare i cortili e le masserie- acquisisce con Angelo Filomeno nuova dignità nel suo essere realizzata in acciaio e perline di cristallo Swarovski, per poi essere adagiata su un tavolo specchiato.
In mostra trova spazio anche la produzione degli ultimi anni, in cui l’inquietudine ed i dettagli lasciano spazio a composizioni decisamente più minimaliste e caratterizzate da grandi campiture di colore vivace e brillante, frutto del gioco di accostamenti dello shantung di seta, che restituiscono in particolare due serie di lavori dedicati ai fienili, American Barn, ed ai circhi, American Circus, racconto di un’evoluzione verso un’auspicata spensieratezza.
L’importante mostra antologica giunge quale giusto riconoscimento ed omaggio della natia Puglia per un artista le cui opere sono in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.
Info mostra Angelo Filomeno Works. New Millenium
- a cura di Massimo Guastella
- Dal 29 Giugno 2023 al 22 Ottobre 2023
- MUST Museo Storico della Città di Lecce
- Via degli Ammirati 11, Lecce
- ORARI: martedì – domenica dalle 9 alle 21; dal 15 ottobre martedì – giovedì dalle 9 alle 19 – venerdì sabato e domenica dalle 9 alle 20
- contatti: +39 0832.241067 – biglietteria@mustlecce.it
Ilaria Caravaglio è laureata in storia dell'arte moderna e contemporanea. Nel 2008 si trasferisce a Roma per un tirocinio alla Collezione Farnesina (Ministero Affari Esteri), per decidere poi di restare e conseguire il master in Curatore d'Arte Contemporanea presso La Sapienza. Per alcuni anni resta nella capitale, dove lavora come direttrice di gallerie d'arte e responsabile del settore arte in una fondazione; negli stessi anni inizia a scrivere per artapartofculture.
Nel 2015 sceglie di tornare a vivere nella città d'origine, a Brindisi, in Puglia, e da allora lavora come curatrice indipendente e come docente nella scuola secondaria di primo e secondo grado.





















