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L’animale più silenzioso del mondo. Francesco Casati

La galleria Francesca Antonini di Roma ospita fino al 23 settembre L’animale più silenzioso del mondo, a cura di Edoardo Monti, la prima personale italiana del pittore veneto Francesco Casati.

La mostra propone una serie di dipinti di varie dimensioni, prevalentemente su tavola e tela insieme ad alcuni su carta, che rappresentano le ultime opere della ricerca di questo artista nel suo immaginario figurativo e onirico.

L’ironia è la chiave di lettura con cui Casati affronta i suoi soggetti, figure sospese nello spazio del quadro, che in alcuni casi non riesce a contenerle, fluttuanti su una pittura vivace e delicata che crea fondi di indefinita profondità.

I suoi soggetti non hanno una riconoscibilità definita, è totalmente assente la volontà di identificazione o rappresentazione, sono personaggi che abitano lo spazio della tela in una corporeità fantastica e mostrano sembianze accennate che paiono riferirsi ad un mondo letterario e onirico.

Queste figure, che paiono scaturire da un qualche romanzo cavalleresco, si pongono allo spettatore in una veste ironica, che sospende il giudizio rispetto alla riconoscibilità del soggetto e della narrazione portando così a riflettere su un qualche enigmatico significato.

A ben leggere, poi, i titoli delle opere rimandano in alcuni casi a temi sociali di attuale interesse, come nell’opera Condòmini, 2023, un olio su tela in cui su una sorta di giostra sospesa si accalcano più figure in equilibrio precario.

La pittura di Casati sembra operare in un senso di ribaltamento semantico contemporaneamente delle tematiche e dei personaggi.

Il re che piangeva, 2020, è la rappresentazione grottesca di una figura imponente in cui il senso di regalità può essere ricordato da paramenti ma reclina su stessa mostra piuttosto le fragilità umane.

I duellanti, 2023, è un piccolo olio su tela in cui compaiono le silhouette di due cavalieri con elmi e armature che sembrano danzare più che affrontarsi in un duello di spade.

Le sue figure, quasi evanescenti danno l’impressione di muoversi in uno spazio liquido, dove mancano i punti di riferimento oggettivi e tutto è lasciato all’immaginazione.

È così che Casati sembra recuperare personaggi letterari di un passato mitico e proporli in chiave ironica e destrutturata per parlarci di un presente che pone le medesime contraddizioni di ieri.

Il suo mondo pare lontano nelle forme e nelle figure, che si presentano come enigmatiche, ma quel dubbio che trapela lascia una riflessione allo spettatore che riconnette così il mondo in cui vive a quello dei personaggi di Casati.

Una pittura felice e gioiosa, delicata e allo stesso tempo ricca ma sempre calibrata verso l’eleganza cromatica dei dettagli e delle stesure, che creano patine e sovrapposizioni vibranti, catturando lo sguardo di chi visita per immergerlo in questo spazio in cui senso e corpo restano sospesi.

Info mostra Francesco Casati – L’animale più silenzioso del mondo

  • A cura di Edoardo Monti
  • Fino al 23 settembre 2023
  • Francesca Antonini Arte Contemporanea, Via di Capo le Case, 4 Roma
    Tel. +39 06 67 91 387
    Martedì – Venerdì 12.00 – 19.00 Sabato 10.30 – 13.30
    www.francescaantonini.i
    info@francescaantonini.it
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Laureata in storia dell'arte contemporanea, accosta allo studio e alla scrittura la propria di ricerca artistica. Da una prima sperimentazione di matrice informale si avvicina all'arte figurativa, utilizzando principalmente pittura a olio e disegno a matita. Convinta che non ci siano definizioni e limiti alla ricerca artistica, se non l'onestà della ricerca stessa, prosegue a scrivere di arte con una visione critica, per vivere la propria dimensione artistica in maniera completa.

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