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Welcome. La mostra di Enrico Luzzi a TRAleVOLTe

Fino al 25 ottobre 2023 è in mostra, presso la sede dell’Associazione Culturale TRAleVOLTe, Welcome di Enrico Luzzi.
Welcome, come la parola di benvenuto che si trova spesso sugli zerbini all’ingresso di case e appartamenti, perché è proprio questo l’elemento cardine della mostra in corso e di gran parte della ricerca di Luzzi: la casa.

Su un parallelepipedo nero l’artista ha posizionato dodici casette dai colori pastello, vivide e allegre costruzioni di un ipotetico villaggio d’altri tempi e altri mondi. Su ciascuna è riportato un testo scritto a mano, si tratta di traduzioni di canzoni blues d’epoca ritrovate dall’artista in una libreria di Roma, la storica Odradek (ahimè ormai chiusa).

Luzzi, profondo conoscitore del genere musicale, racconta infatti di aver scovato una serie di libricini che riportavano a fianco del testo originale la sua traduzione e, in un’opera di ripulitura del testo dalle sue ripetizioni ritmiche, ha deciso di dedicare a queste storie di vita vissuta l’installazione presentata a TRAleVOLTe.

Un senso di gioiosità e allo stesso tempo malinconia pervade quest’opera, le casette messe una accanto all’altra a formare un quadrilatero mostrano solo finestre, che consentono di guardare il fondo nero dell’interno. Luzzi non ha voluto creare usci o porte d’ingresso, è come se quel che è dentro non fosse permeabile all’esterno e quel accade nell’alveo domestico potesse uscire solo come aria, suono, parole, canti o rumore.

È come se quelle narrazioni di vita vissuta, quelle storie di lavoro duro, di amori fugaci e carnali, di violenze, di fughe e abbandoni, di denari e meschine contrattazioni volassero fuori e si posassero sui tetti e sulle pareti delle abitazioni.

Un senso di contraddizione ammanta quest’opera, come forse è l’anima di questo genere musicale nato tra le comunità di schiavi afroamericani che lavoravano nel sud degli Stati Uniti d’America, storie che Luzzi ha voluto portare in luce rendendole pubbliche e leggibili, smussando quella durezza delle parole narrate nelle note delicate dei colori pastello.

La mostra, che oltre all’installazione si compone di due grandi disegni su carta, è accompagnata da un testo del poeta Marco Vitale, che affronta e sviluppa la sensazione di spaesamento di fronte alla visione di questo villaggio composto da case senza usci.

“Dov’è la soglia delle case di Enrico? È mai esistita? E se è esistita ci chiediamo per quale motivo sia scomparsa e all’interno di quei vani abbandonati si colga, in silenziosa solitudine, una tinta che sembra data da un’antica combustione.”

Il poeta ci invita dunque a lasciarsi indietro quei colori vivaci e incamminarsi lungo le strade tracciate dalla scrittura per leggere e conoscere, dunque, le storie vere o veritiere accadute in qualche luogo e in qualche tempo.

“Il blues, di cui Enrico sa veramente tutto, è la poesia che frequenta queste case, e l’omaggio toccante che ad esso tributa con il suo sogno di colori non può lasciarci indifferenti. Dodici case in cifra di una speranza e di una nostalgia mosse da un dolore di un intero popolo che forse possiamo immaginare, ma non comprendere nella sua inaudita estensione; dodici come le battute di quella musica che continua nel profondo a commuoverci.”

È un tributo quello di Enrico Luzzi alla storia di un popolo intero, persone vere che nel narrare le proprie esistenze di dolore e fatica hanno fondato quel genere musicale che ancora oggi vive e appassiona.

Info Welcome | di Enrico Luzzi

  • testo critico di Marco Vitale
  • Fino al 25 ottobre 2023
  • Associazione Culturale TRAleVOLTE
  • Piazza di Porta San Giovanni, 10 – Roma
  • tralevolte.org
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Laureata in storia dell'arte contemporanea, accosta allo studio e alla scrittura la propria di ricerca artistica. Da una prima sperimentazione di matrice informale si avvicina all'arte figurativa, utilizzando principalmente pittura a olio e disegno a matita. Convinta che non ci siano definizioni e limiti alla ricerca artistica, se non l'onestà della ricerca stessa, prosegue a scrivere di arte con una visione critica, per vivere la propria dimensione artistica in maniera completa.

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