Dalla sua inaugurazione ad oggi, ci siamo abituati a vedere gli spazi di Casa Vuota ogni volta diversi: le tracce dei suoi storici abitanti sono state spesso celate, altre volte esaltate e in altre occasioni ancora trasformate. Ma Casa Vuota cosa è? Soltanto uno spazio vuoto da riempire, pronto ad essere plasmato? Oppure un luogo che ha una propria anima pronta ad uscir fuori?
A questo interrogativo prova a rispondere il duo di Giulia Ciappi e Marco Frassinelli, che insieme compongono il progetto artistico Mozzarella Light con base a Roma, inedita proposta dei curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.
Nelle credenze popolari ogni abitazione ha una sua essenza, uno spirito che la vive e ne protegge gli abitanti. Anche Casa Vuota ne ha uno, si tratta del domovoy, spiritello bonario chiamato così nella mitologia slava, il quale si nasconde nel focolare e ha il compito di vegliare sugli abitanti.
Con le due installazioni site-specific, Domovoi, Mozzarella Light prova a farlo incontrare ai visitatori: nei due ambienti principali della casa, il salotto e la camera da letto, nella penombra, lo spirito si diverte a far sentire la sua presenza attraverso il movimento incessante di alcuni piccoli specchi posizionati a terra.
Si diverte, dando la sensazione di palesarsi per pochi secondi sotto la luce di alcuni led, verdi e blu, che sottolineano il perimetro della stanza all’interno del quale i più temerari possono provare ad entrare, a loro rischio e pericolo, per attirare la sua attenzione sperando di non subire qualche suo scherzetto.
Nell’ingresso una lunga membrana quasi trasparente, sulla quale sembra essere stata esercitata una combustione di burriana memoria, fluttua in aria, dal soffitto verso il pavimento, attirando subito lo sguardo di chi entra in casa, come a far presagire che si stia addentrando in un ambiente incantato e misterioso.
Il domovoy è un essere molto suscettibile, ed è per questo che all’ingresso della mostra è stato affisso il regolamento che in questa occasione i visitatori dovranno seguire attentamente per non farlo infuriare, in quanto la presenza umana è soltanto ospite.
Mozzarella Light, senza stravolgere gli spazi dell’abitazione di via Maia, mette in campo il ricordo dell’arte cinetica anni ’80 in commistione con la tecnologia del nostro tempo, i fasci di luce led, creando degli ambienti stranianti e, a tratti, inquietanti che mettono in contatto chi li percorre con lo spirito che permea l’abitazione e resiste al passare del tempo e agli inquilini che si sono susseguiti e si susseguiranno ancora in futuro.
Info mostra
- Domovoi
- Mozzarella Light
- a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino di Nichilo
- Casa Vuota – via Maia 12, int. 4A
- fino al 31 maggio 2022
- visitabile su appuntamento con ingresso gratuito
- vuotacasa@gmail.com
Arianna Cacciotti è una storica dell'arte che nasce e si forma a Roma, presso la Sapienza, dove si laurea Cum Laude con una tesi sperimentale interdisciplinare (insegnamenti di archivistica e storia dell'arte contemporanea) dal titolo “Archivio e arte contemporanea: una riflessione sulle esperienze in Italia”. Ha svolto il Servizio Civile presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È stata reporter di grandi eventi musicali per QubeMusic.it Fa parte del direttivo dell'associazione Archeomitato, per la quale si occupa di organizzare eventi culturali. Attualmente è impegna nella ricerca indipendente nel campo delle arti del XXI secolo.














