ultimi articoli dell'autore

Anna Capolupo. Nelle stanze di Casa Vuota fra sogno e memoria.

di Arianna Cacciotti

Varcata la porta d’ingresso di Casa Vuota, a Roma, si viene catapultati nel mondo onirico di Anna Capolupo, e subito si perde la cognizione spazio/tempo:

“Mi trovo ancora al Quadraro? È il 2024?”.

Queste le prime domande che suscita lo spazio circostante. Artificia, nome della prima personale della Capolupo nella Capitale, è un viaggio a rebours che l’artista intraprende riportando alla luce i ricordi di bambina che si mischiano ai ricordi di sogni fatti da grande.

Le opere, progettate appositamente per le stanze di Casa Vuota, trasportano il visitatore all’interno dell’inconscio dell’artista, la sensazione è quella di sognare ad occhi aperti. Il tendone, installato nella sala da pranzo, interamente dipinto con colori vividi, è un chiaro invito al gioco: ci si abbassa in ginocchio e si è tentati dall’entrarvi.

Una volta seduti al suo interno appare agli occhi una sorpresa: si tratta di una scultura, una via di mezzo fra una statuetta votiva e un palo totemico Tlingit, di Emanuela Da Ros, che ha collaborato alla realizzazione della mostra. E così altre domande vengono alla mente:

“Mi trovo dentro una tenda indiana, oppure in una tenda berbera? È forse l’ora del tè nel deserto?”.

Nella stanza dei glicini, i ricordi si mescolano di nuovo con i sogni. Al suo interno è ospitato un lettino interamente dipinto con piccole scene monocrome, al centro una grande figura femminile rimanda alle sculture in pasta di biscotto appese alla parete adiacente. Sono realizzate a mano dall’artista usando la ricetta di famiglia di questi tipici dolcetti al miele che si producono in Calabria, regione d’origine dell’artista.

Usando pochi colori, vividi, accostati fra loro in modo magistrale, la Capolupo riesce a donare agli spazi di Casa Vuota un’atmosfera rarefatta che trasporta i visitatori in una dimensione onirica inaspettata.

Info mostra Artificia. Anna Capolupo, con la collaborazione di Emanuela Da Ros

  • A cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
  • Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A
  • Fino al 5 maggio 2024 – visitabile su appuntamento – Ingresso gratuito
  • contatti tel.: 392.8918793 – 328.4615638 | email vuotacasa@gmail.com
immagine per Arianna Cacciotti
+ ARTICOLI

Arianna Cacciotti è una storica dell'arte che nasce e si forma a Roma, presso la Sapienza, dove si laurea Cum Laude con una tesi sperimentale interdisciplinare (insegnamenti di archivistica e storia dell'arte contemporanea) dal titolo “Archivio e arte contemporanea: una riflessione sulle esperienze in Italia”. Ha svolto il Servizio Civile presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È stata reporter di grandi eventi musicali per QubeMusic.it Fa parte del direttivo dell'associazione Archeomitato, per la quale si occupa di organizzare eventi culturali. Attualmente è impegna nella ricerca indipendente nel campo delle arti del XXI secolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *