La calda estate romana della galleria Lorcan O’Neill di Roma, è partita con la mostra personale dell’artista statunitense Kiki Smith, aperta al pubblico fino al 27 luglio.
Kiki Smith è artista poliedrica che spazia fra pittura, scultura, fotografia e il mondo dell’arts and craft. Figlia d’arte, cresce in New Jersey per trasferirsi dopo la scuola a New York, dove riesce a vivere con poco e a nutrirsi, come una spugna, di tutto ciò che quella città può offrire a livello artistico ad una giovane durante gli anni ’70.
Fino a quel momento, conosce soprattutto l’arte astratta. Infatti, negli anni ’60, casa sua, nei pressi di Newark, è un via vai di artisti astrattisti: in antitesi a questo, da ragazza, giunta in città, inizia ad interessarsi all’arte figurativa, soprattutto alla still life.
Fra gli anni ’70 e ’90, il suo lavoro è incentrato sul corpo umano inteso in senso viscerale.
Il corpo rimarrà sempre centrale nella sua produzione, ma sarà analizzato ogni volta in modo diverso e in relazione a qualcos’altro, ad esempio agli animali, alla natura e al cosmo.
La personale di Kiki Smith alla Lorcan O’Neill ci regala una fotografia del suo mondo artistico dal 2018 ad oggi.
In questo momento della sua vita, la curiosità per il processo che porta all’esperienza creativa è il motore che spinge tutt’oggi le sue produzioni.
Non torna di nuovo sulle stesse cose affrontate in giovinezza, le esigenze cambiano, il modo di vedere il mondo è cambiato, il modo di guardarlo è mutato.
Ciò che reputava importante ieri, oggi non ha più quella rilevanza.
Attualmente si lascia guidare dal flusso, senza alcuna pre-imposizione o influenza, senza mettere in discussione l’impulso naturale che c’è dietro al processo artistico. Il mantra è Just do it and see what happens (Fallo e vedi cosa accade), come dice in una recente intervista.
In questa fase della sua vita, la Smith si interessa ancor di più al mondo spirituale ed indaga l’essenza dell’Universo e del suo creato: questo per l’artista è un modo per onorare il fatto di essere vivi, qui e ora, nella forma materica in cui siamo.
Attualmente abita e lavora nella stessa casa, fuori New York City, proprio come ha visto fare al padre. Scruta la realtà circostante dalla finestra della sua sala da pranzo.
È affascinata dall’osservazione del cielo notturno, delle stelle e della luna sin da quando è bambina, a tal punto da inserire questi elementi astronomici nella sua produzione.
Ne sono un esempio le opere in mostra: dai piccoli pannelli astratti (Moment, 2018) che raffigurano le energie dell’Universo, a Sungrazer IV (2018), una scultura in bronzo dedicata appunto alle sungrazing comet, ovvero quelle comete che passano estremamente vicino al sole.
Le stelle sono posizionate in verticale. Sopra alla più grande, che è sul fondo, è sovrapposta la più piccola: questa composizione ricorda l’iconografia delle tipiche madonne in trono con bambino, come a voler dire che tutto è collegato, sottolineando il legame che c’è fra il divino e il Cosmo.
Nella grande sala bianca della Lorcan O’Neill che ospita vari bronzi raffiguranti gufi, acquile, foglie, tronchi d’albero, capeggiano due grandi sirene (Enchantment, 2019; Siren Hydra, 2019) e due grandi capri rampanti (Winter, 2021; Capricornus, 2021).
Il volto delle sirene è l’autoritratto di Kiki Smith. Il loro corpo è realizzato con lastre in bronzo incise a rilievo e termina con una grande coda di pesce, mentre il torso ha zampe caprine.
Oltre alla commistione fra mondo terrestre e acquatico, le stelle, poste lungo tutte le figure riproducendo la costellazione del Capricorno (il segno zodiacale dell’artista), evidenziano anche l’unione col cielo, ancora una volta a voler comunicare che tutti gli elementi dell’Universo sono strettamente collegati fra loro.
Dopo tante sperimentazioni ed esperienze, Kiki Smith diviene una artista dal pensiero indipendente, non influenzata dal mercato e da fattori esterni in generale, politica compresa.
Si interessa agli stimoli che le provengo dalla sfera dell’invisibile, traendo grande ispirazione dagli interessi della madre per la Natura e l’Universo.
Tutta la sua produzione artistica, nuova e meno recente, è legata alla spiritualità che a volte si sovrappone alla religione, altre volte al Cosmo, altre volte ancora alla mitologia classica e alle favole, lasciando ampio spazio alla Natura.
Una Natura intesa come forza generatrice e come collegamento fra il vecchio mondo e il nuovo mondo.
Info mostra
- Kiki Smith
- Galleria Lorcan O’Neill
- vicolo dei Catinari 3, Roma
- fino al 27 luglio 2022
- contatti – mail@lorcanoneill.com
Arianna Cacciotti è una storica dell'arte che nasce e si forma a Roma, presso la Sapienza, dove si laurea Cum Laude con una tesi sperimentale interdisciplinare (insegnamenti di archivistica e storia dell'arte contemporanea) dal titolo “Archivio e arte contemporanea: una riflessione sulle esperienze in Italia”. Ha svolto il Servizio Civile presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. È stata reporter di grandi eventi musicali per QubeMusic.it Fa parte del direttivo dell'associazione Archeomitato, per la quale si occupa di organizzare eventi culturali. Attualmente è impegna nella ricerca indipendente nel campo delle arti del XXI secolo.
- Arianna Cacciotti
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