Dialogo con Stefano Cagol. Video e diario di viaggio per un pellegrino molto speciale

Nel Medioevo i pellegrini attraversavano l’Europa da nord a sud annotando in un taccuino il loro tragitto, segnalando abazie, monasteri, ponti e hospitalia. Questi diari contenenti scritti, disegni, mappe, venivano poi trascritti e riprodotti dagli amanuensi, diventando indispensabili guide per quanti avessero voluto ripercorrere quel viaggio di purificazione, che conduceva a una nuova rinascita. Il tempo corre veloce ed il mondo cambia, ma la metafora del viaggio come ricerca di nuova energia vitale, capace di far camminare quegli individui per migliaia di chilometri, per terre sconosciute e strade impervie, ebbene quel bisogno di esperienza e di condivisione è, ancor oggi, più che mai vivo e indispensabile. Un bisogno, una necessità che purtroppo frena nelle pantofole e sugli schermi dei nostri devices, simboli di una società che resta sempre più passiva rispetto alle sorti del mondo. Soltanto un’artista, con lo sforzo e la fatica di un maratoneta che corre portando la fiaccola ardente, poteva accondiscendere a questo bisogno trasformandolo in un’esperienza che non è solo individuale. Interpretare il presente, carpirne i bisogni utilizzandone i media, inventarne infine il linguaggio più appropriato, il più semplice possibile, è caratteristica peculiare di chi consideriamo più avanti.

Nel vedere il film, il video, il filmato, comunque lo vorrete chiamare l’allegato elettronico ed immateriale che accompagna questo testo, potrete condividere un fatto reale una storia realmente accaduta, il viaggio per l’Europa, compiuto realmente da Stefano Cagol, non con l’indice sul tablet, ma con il proprio corpo, con le proprie gambe, alla ricerca di energia. Proprio grazie all’ubiquità di queste energie che abbiamo a disposizione ci è stato possibile essere partecipi di una tappa di questo lungo percorso durato sei mesi. Non abbiamo dovuto recarci a Gibilterra, è bastato rimanere in Italia, in una scuola professionale, insieme a tanti ragazzi, partecipi e consapevoli di un’importante realtà: tutto dipende da noi, dalla nostra forza e dal nostro impegno. Questo è quello che Stefano Cagol ci ha trasmesso con il suo progetto The Body of Energy (of the mind), attraverso l’etere e il doppino di rame. La tecnologia avanza veloce e ci servirà molta energia per far fronte al futuro, un’energia così speciale che solo la mente umana ne può disporre.

Il suo diario di viaggio (edito da Revolver Publishing, Berlino), sarà condiviso con il pubblico della prossima Biennale di Venezia durante l’opening del 7 maggio 2015 (www.thebodyofenergy.com).

 

 

Tobia Donà

Tobia Donà

Tobia Donà (Adria 1971), è architetto, si è laureato a Venezia, sua città d’adozione.
Fin da giovanissimo si occupa di architettura, arte e fotografia, passioni per che gli ha trasmesso il padre scenografo. Tutta la sua formazione verte sulla fusione di questo trinomio, attraverso il quale egli approccia ai suoi progetti. Attualmente è docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Scenica, scuola di scenografia del melodramma di Cesena, dove insegna “teoria e pratica del disegno prospettico”. Pubblica i suoi scritti sui temi dell’arte e dell’architettura su diverse riviste, locali e nazionali, e saltuariamente sui quotidiani, oltre che diffonderli nel web. In questi anni, tra università, impegni professionali e stage di approfondimento ha avuto modo di collaborare e studiare con importanti personalità della cultura quali: Italo Zannier, Lucien Clergue, Franco Fontana, Enzo Siviero, Peter Shire, Aldo Rossi e Gino Valle. Ultimamente sta portando avanti progetti culturali che mettono in relazione, arte, industria e territorio.

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