Albert Watson. Fashion, Portraits & Landscapes

Nominato da Photo District News uno dei venti fotografi più influenti di sempre, Albert Watson ha firmato innumerevoli copertine di “Vogue”, “Rolling Stone”, “Time” ed è l’autore di ritratti memorabili di celebrità mondiali come Mick Jagger, Steve Jobs, Alfred Hitchcock e Kate Moss.

immagine per Albert Watson

Scozzese di nascita ma americano d’adozione, Watson in quarant’anni di carriera ha affinato un linguaggio visivo unico e riconoscibile, tutto votato a un perfezionismo aulico che l’ha reso in assoluto uno dei grandi maestri della storia della fotografia. Le sue immagini sono memoria e icone del nostro tempo, in mostra nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo e naturalmente protagoniste di campagne pubblicitarie globali delle grandi aziende, per le quali egli ha anche diretto oltre cento spot televisivi. Ama raccontare che il suo esordio nella fotografia avvenne all’età di ventuno anni:

“Per il mio compleanno, ricevetti in regalo una fotocamera con obiettivo fisso. Fu come un fulmine a ciel sereno, una rivelazione. Fui attraversato da una scossa elettrica, capii all’improvviso quale sarebbe stata la mia strada. Non l’ho mai più abbandonata, quella macchina”.

Le numerose onorificenze che nel tempo gli sono state conferite includono la medaglia del Centenario della Royal Photographic Society alla carriera e l’Ordine dell’Impero Britannico consegnatogli direttamente dalla regina Elisabetta II.

Dal 7 aprile al 17 giugno 2018, i Musei di Palazzo dei Pio di Carpi ospitano una sua mostra dal titolo: Albert Watson. Fashion, Portraits & Landscapes. L’esposizione, curata da Luca Panaro, presenta un centinaio d’immagini realizzate in un arco temporale di circa dieci anni, a cavallo tra il 1980 e 1990 e, realizzate in occasione di ben dodici campagne pubblicitarie per la griffe Blumarine, che ha la sua sede  proprio a Carpi.

Il titolo, Fashion, Portraits & Landscapes, definisce con puntualità tre ambiti nei quali si dipana la mostra e che al contempo rappresentano i campi d’azione con cui Albert Watson costruisce e sviluppa la sua arte. Innanzitutto egli è universalmente riconosciuto come uno dei maestri della fotografia di moda; con oltre 100 copertine di Vogue e numerose campagne per le maggiori maison mondiali, ha dato corpo all’immagine dell’eleganza di questi ultimi decenni. Dall’altro lato, il fotografo scozzese è uno dei maggiori ritrattisti contemporanei; i suoi scatti a Keith Richards, Clint Eastwood, Barack Obama e Steve Jobs, solo per citarne alcuni, sono diventati delle vere e proprie icone. L’occhio del ritrattista è ben presente anche nelle campagne di moda, dove, da Naomi Campbell a una giovanissima Nadja Auermann fino a Cindy Crawford, il fotografo rappresenta nel suo bianco/nero la personalità delle donne. E non ultimo, lo sguardo sul paesaggio, anche quello urbano, che non è mai solo lo sfondo delle campagne di moda, ma ne caratterizza le scelte e lo stile, diventandone in moltissimi casi il protagonista: dalla Scozia al deserto del New Mexico, fino a Londra, Los Angeles e Napoli.

Un’occasione questa della mostra, che Albert Watson ha colto con grande piacere per ritornare a Carpi, città con la quale ha stretto un particolare legame affettivo. Qui infatti, ha lavorato inserendosi nelle scelte comunicative e d’immagine del brand carpigiano Blumarine, con un’allure sofisticata. Proprio dall’archivio dell’azienda provengono le fotografie e i book di queste campagne, oltre a un montaggio video di tutte le immagini. La mostra consta anche di una seconda sezione, allestita allo spazio Blumarine del Museo della Città, dove sono esposti alcuni abiti utilizzati per le fotografie.

In tutti i suoi scatti più celebri Watson mescola arte, moda e fotografia, creando una commistione fra tutti i generi che restituisce immagini spiazzanti con una visione di assoluta originalità. In una sua recente dichiarazione ha affermato: “L’oggetto per me deve possedere un significato secondo, un livello nascosto o non subito evidente che io possa tirare fuori… Non sono le fotografie e i soggetti ad essere speciali ma le idee che racchiudono”.

Biografia di Albert Watson (Edimburgo, 1942)

Nel 1970 si trasferisce negli Stati Uniti dove inizia la carriera di fotografo. Ha pubblicato oltre 200 copertine di Vogue e circa 40 di Rolling Stones dalla metà degli anni Settanta. Photo District News lo ha definito uno dei più importanti fotografi di tutti i tempi, assieme a Richard Avedon e Irving Penn. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra i quali il Lucie Award, il Grammy Award, l’Hasselblad Masters Award, tre ANDY Awards, la Centenary Medal e l’avara alla carriera dalla Royal Photography Society. Oltre a collaborare con le riviste più importanti, ha realizzato centinaia di campagne pubblicitarie e diretto oltre 500 spot per la televisione e numerosi manifesti per film di successo.

Info mostra

  • ALBERT WATSON. Fashion, Portraits & Landscapes
  • Carpi (MO), Musei di Palazzo dei Pio (piazza dei Martiri, 68)
  • 7 aprile – 17 giugno 2018
  • Orari: da martedì a domenica, ore 10-13; giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi anche 15-19; chiuso il lunedì.
  • Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5 euro
  • Info: tel 059/649955 – 360
Tobia Donà

Tobia Donà

Tobia Donà (Adria 1971), è architetto, si è laureato a Venezia, sua città d’adozione.
Fin da giovanissimo si occupa di architettura, arte e fotografia, passioni per che gli ha trasmesso il padre scenografo. Tutta la sua formazione verte sulla fusione di questo trinomio, attraverso il quale egli approccia ai suoi progetti. Attualmente è docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Scenica, scuola di scenografia del melodramma di Cesena, dove insegna “teoria e pratica del disegno prospettico”. Pubblica i suoi scritti sui temi dell’arte e dell’architettura su diverse riviste, locali e nazionali, e saltuariamente sui quotidiani, oltre che diffonderli nel web. In questi anni, tra università, impegni professionali e stage di approfondimento ha avuto modo di collaborare e studiare con importanti personalità della cultura quali: Italo Zannier, Lucien Clergue, Franco Fontana, Enzo Siviero, Peter Shire, Aldo Rossi e Gino Valle. Ultimamente sta portando avanti progetti culturali che mettono in relazione, arte, industria e territorio.

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