Direzione atopica – Sul MADRE di Napoli e sull’opera di Brigataes. Contributo di Aldo Elefante/Brigataes

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, in attesa di nuovi sviluppi, speriamo positivi, o di risposte istituzionali:


Al Museo MADRE di Napoli si è inaugurata la mostra Utopia Distopia: il mito del progresso partendo dal Sud, la prima collettiva curata dalla nuova direttrice Kathryn Weir.

Mentre tutti vanno festanti a celebrare la nuova direzione, segnalo quanto questo museo che oggi parla di Sud lo faccia in maniera ipocrita.

Un mese fa mi è stato comunicato che il comodato d’uso relativo all’installazione Cittàlimbo Archives (a cura di Andrea Villani – 2016) di Brigataes – che ne ha garantito l’inclusione nella collezione permanente del museo per cinque anni – non sarebbe stato rinnovato e che il museo voleva rispedire l’installazione al mittente; un lavoro che Brigataes voleva donare proprio al MADRE.

Ricordo che si tratta di una videoinstallazione straordinaria che restituisce a Napoli e alla Campania un ruolo fondativo dell’arte contemporanea italiana. Contiene 131 racconti d’arte che riguardano il periodo 1950-1980, accumulati in oltre dieci anni di lavoro, per complessive 60 ore di montato.

E propone, fra le altre, le testimonianze di Lea Vergine, Mimmo Paladino, Graziella Lonardi Buontempo, Ferdinando Bologna, Achille Bonito Oliva, Renato Barisani, Mimmo Jodice e di artisti che a Napoli in quel tempo passarono per la prima volta, come Gilbert & George, Vito Acconci, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto.

Rilevo, anche, che questo rifiuto di Cittàlimbo Archives avviene in assoluta controtendenza rispetto all’interesse generale della critica verso l’archivio come forma d’arte: forse, come dimostra in parte la mostra in corso, perché si è ancora legati a linguaggi estetici tradizionali.

Ora Brigataes è in trattativa con la Presidenza della Fondazione Donnaregina – da cui dipende il MADRE e che è rappresentata dalla storica dell’arte Angela Tecce – per la creazione di un archivio in rete con le testimonianze video dei protagonisti della storia artistica di questa città che l’installazione propone. Vedremo se la Fondazione le acquisirà.

Per il momento, Cittàlimbo Archives non sarà più esposta nel museo e corre il rischio di essere addirittura “rottamata”.

E so anche che un artista, che ha realizzato per questa istituzione oltre a questa anche un’altra installazione significativa, No lives were lost (a cura di  Mario Codognato – 2009), e che è anche presente con una pagina nel sito del Madre, non solo non è stato coinvolto nell’esposizione, ma non è stato nemmeno invitato all’inaugurazione della mostra: dove, comunque, non sarebbe andato.

Dopo la gestione di Andrea Viliani, che almeno aveva provato ad aprirsi alla città, la direttrice australiana, come primo atto della nuova politica culturale del MADRE, cancella Cittàlimbo Archives con il prezioso passato che custodisce e, di conseguenza, Brigataes, e questo dà il senso di quanto sia falso questo richiamo al Sud nel titolo della mostra.

Oltre a conoscere i rappresentanti del mercato locale dell’arte, un direttore di un’istituzione museale dovrebbe anche approfondire e tutelare la storia dell’arte prodotta dal territorio.

L’interrogativo che si pone, con queste premesse e al di là della presenza dell’installazione firmata da Brigataes, è sull’indirizzo culturale del museo campano nei prossimi anni. Se l’internazionale non dialoga con il locale diventa solo provincialismo. Ma purtroppo il Sud rimane terra di nessuno e continua a mortificare la sua storia ed i suoi artisti autentici.

 

Referenze fotografiche delle immagini qui: Biagio Ippolito Vittorio Bianco e Amedeo Benestante

 

 

Sulla mostra, per maggiori informazioni ai nostri lettori:

  • concepita in relazione alla collezione del Madre, Utopia Distopia: il mito del progresso partendo dal Sud intende indagare attraverso le opere di cinquantacinque artisti italiani e internazionali, le pratiche contemporanee che hanno risposto ai massicci cambiamenti sociali dell’ultimo mezzo secolo: urbanizzazione, industrializzazione, creazione di nuove periferie urbane, svuotamento delle campagne, lotte relative alle libertà e alle restrizioni del corpo.
  • Dal  9 giugno all’8 novembre 2021
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Redazione AAPOC

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