8 marzo 2021. Quando vedrete il mio caro amore. Un omaggio musicale e video a Cecilia Mangini

Di Cecilia Mangini, la grande documentarista italiana abbiamo parlato con emozione e rimpianto al momento della sua recente scomparsa; per questo abbiamo aderito con entusiasmo al progetto di Canio Loguercio che, per la Giornata Internazionale della Donna del 2021, ne ripropone il ricordo – omaggiando una  maestra assoluta del cinema e della fotografia, protagonista di tante battaglie di libertà e di emancipazione – con la diffusione del video Quando vedrete il mio caro amore (canzone portata al successo nel 1963 da Donatella Moretti) realizzato da Alessandro Scippa e montato da Mauro Santini con i materiali forniti dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e reinterpretata dallo stesso Loguercio e da Monica Demuru.

Il video si apre con Sonia Bergamasco che legge i versi di Maria Grazia Calandrone sulle immagini del repertorio della nostra storia recente. In ognuno dei volti delle ragazze che lavorano, ridono, lottano, manifestano, baciano, guardano c’è la storia di ciascuna di noi, anche delle più giovani che non c’erano, ma che ne portano le vittorie e le sconfitte sul corpo e nell’anima.

La voce inconfondibile di Canio Loguercio e l’intensa vocalità di Monica Demuru scolpiscono quelle immagini, le soffiano, le graffiano, rendono viva la storia d’un amore fragile e mantengono intatta la forza espressiva e la potenza evocativa di quella melodia semplice trasformata dallo strabiliante arrangiamento di Morricone.

Grazie anche alla tromba di Luca De Carlo e al meticoloso lavoro nell’arrangiamento di Rocco Petruzzi, questa riscrittura di Quando vedrete il mio caro amore fa affiorare quel profondo sentimento nostalgico che pervade tutta la canzone, attraverso un misurato gioco di equilibri.

 

Erano anni speciali, di scoperte, di lotte e di profonde trasformazioni che investivano anche la mentalità e gli atteggiamenti e si definivano e propagavano grazie alla musica, grazie alle radio e ai juke box con i tormentoni dei Watussi e di Abbronzatissima di Edoardo Vianello o con i versi di Gino Paoli di Sapore di sale (col sax di Gato Barbieri).

Anni in cui l’amore era rivendicato con fragilità e tenerezza dai ragazzi e dalle ragazze “mano nella mano”, come cantava Françoise Hardy, in una battaglia quotidiana per l’affermazione dei sentimenti al di fuori degli schemi preordinati in un Paese in cui il 70% delle donne riteneva ancora importante la verginità prematrimoniale e per il 71% della popolazione l’infedeltà femminile era più grave che quella maschile.

Anni in cui Caterina Caselli, una delle cosiddette “ragazze ye-ye”, simbolo di una generazione femminile trasgressiva e anticonformista, con Nessuno mi può giudicare, rivendicava il diritto di amare e di essere amata prima del matrimonio, sfidando il maschilismo imperante e la morale corrente, interpretando l’esigenza di una generazione di giovani adolescenti inquiete che cominciavano a pensare finalmente a se stesse e alla propria indipendenza.

Racconta Maria Grazia Calandrone:

Alcuni sentimenti sono eterni. Cambiano i corpi che li contengono, fortunatamente le maschere sociali si evolvono, ma canzoni come questa fanno riferimento all’immutabile.
Sono figlia di una coppia che, nel 1965, quando non esisteva il divorzio ma esisteva il reato di «abbandono del tetto coniugale», ha pagato con la vita il suo amore, così detto adulterino.

Queste note, le bellissime immagini e le parole, che tornano da un passato dove andava rivendicato il «non aver fatto mai nulla di male», provocano grande tenerezza per la ferita orgogliosa di tante creature che, almeno in Occidente, hanno lottato per consolidare i diritti di tutti.

Il contrasto fra parole e immagini è uguale alla pressione della libertà contro gli argini della convenzionalità borghese: allora come adesso, perché le conquiste sono quasi mai definitive, le strettoie cambiano o semplicemente si travestono. La loro lotta è la nostra lotta, e non finisce mai.

Redazione AAPOC

Redazione AAPOC

commenta

clicca qui per inviare un commento