SMACH VII edizione della Biennale di Arte Pubblica delle Dolomiti in Val Badia

pubblicata il
5 Luglio 2025

Apre il 12 luglio 2025 la VII edizione di SMACH – Biennale di Arte Pubblica delle Dolomiti, che proseguirà fino al 14 settembre nell’incontaminato paesaggio in Trentino Alto Adige, nella Val Badia (BZ), che si erge tra i 1,316 e i 2,465 mt. di altitudine.

immagine per SMACH 2025 orizzontale ph. Gustav Willeit
SMACH 2025 orizzontale ph. Gustav Willeit

Le opere, allestite sul territorio e open air, sono sparse in un’area di circa 120 chilometri quadrati e compresi tra pachi naturali protetti e località alpine di altissimo pregio.

Quest’anno, oltre all’esposizione dei progetti vincitori del Bando 2025, allestite durante le residenze tra il 1° e l’8 giugno scorsi e a comporre un percorso ad anello nel paesaggio incontaminato della Valle, c’è anche una nuova opera del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto (coordinato dal Cultural Hub di SMACH, con il sostegno della Fondazione Pistoletto – Cittadellarte e di Paolo Mozzo di ARTantide Gallery).

immagine per PISTOLETTO Colfosco Terzo Paradiso Gustav-Willeit
PISTOLETTO Colfosco Terzo Paradiso ph. Gustav-Willeit

Questo progetto, a cura di Sandro Orlandi Stagl e Phil Mer, arriva a Colfosco (BZ) in un’area di 52×24 metri. L’installazione permanente, realizzata con il legno degli abeti abbattuti dalla tempesta Vaia, trova dimora in un prato messo a disposizione dalla famiglia Mersa, nella località Plans – ai piedi del Passo Gardena e in prossimità del massiccio del Sella.

Il Terzo Paradiso si integra armonicamente nel paesaggio dolomitico, risultando visibile anche dalla rete sciistica invernale della Val Badia. L’installazione è raggiungibile tramite un percorso pedonale e ciclabile ed è visibile dall’alto da chi attraversa il Passo, dagli scalatori della Ferrata Tridentina e dai frequentatori della seggiovia Plans Frara.

Terzo Paradiso significa il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza. A tale fine occorre innanzi tutto ri-formare i principi e i comportamenti etici che guidano la vita comune. “Il Terzo Paradiso” è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale.

Il simbolo del “Terzo Paradiso”, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità.

Questi i progetti vincitori e le rispettive località:

  • “.arexport” – località Medalghes, di Carmine Auricchio, Jonathan Coen, Moritz Knopp (Italia/Germania)
  • CU X Mission – località La Lunch, Luca Rossi (Italia)
  • Entanglement – località Fanes, di Alex Xiaotan Yang, Wentao Guo (Cina)
  • iCÙ – località Pares, di Matteo Simondi con Associazione Prometheus e Officina Fabre (Italia)
  • Langsam Slow – località Pra de Putia, di Theresa Hattinger (Austria)
  • Moprh Module – località Monte Muro, di Elias Jocher (Italia)
  • Stone Age – località Sant Antone, di Hama Lohrmann (Germania)
  • Sway – località Armentara, di Lola Giuffré (Australia)
  • Trace of Land – località La Crusc, di ELSE (Fei Xu Zimo Zhang) (Cina/Francia)
  • With Every Step – località Tamersc, di Hans De Backer aka Drukdoenerij (Belgio)
  • Progetto Satellite: Hortus Pictus – località Plan de Corones, di Riccardo Buonafede (Italia)

Le opere sono state selezionate, tra le circa 300 pervenute da ben 47 nazioni del mondo, da una giuria artistica composta da Zasha Colah, Jasmine Deporta, Emanuele Masi, Peter Senoner, Stefan Sagmeister e da una tecnica a cura di Isidoro Clara, Loris Clara, Walther Ferdigg, Gottlieb Moling, Astrid Wiedenhofer.

Oltre ai dieci artisti vincitori, quest’anno ne è stato selezionato un undicesimo, il progetto satellite della Biennale realizzato grazie alla collaborazione con Kronplatz-Plan de Corones e Lumen Museum. 

In Val Badia, nel contesto paesaggistico e culturale delle Dolomiti – patrimonio Unesco dal 2009 – le installazioni di SMACH compongono un originale allestimento di opere site specific all’aria aperta, in un contesto alpino di alta quota, percorribile in brevi trekking giornalieri o in escursioni di più giorni.

Per ogni edizione SMACH invita artisti ed artiste a cimentarsi su di un tema di riflessione ritenuto stimolante o urgente, anche rispetto alle attinenze dell’attualità, per promuovere un dialogo tra la cultura contemporanea e la tradizione millenaria del patrimonio materiale e immateriale delle Dolomiti Unesco e in generale delle aree montane.

La tematica di SMACH, sottoposta al vaglio dei creativi e delle creative, nel 2025 è stata un oggetto: la “cu” (dal ladino, cote in italiano), la pietra che si usa per affilare la falce, diffusa in ogni angolo del pianeta da millenni. Attraverso la “cu” si fa riferimento a quei processi materiali, ma anche mentali, di evoluzione tecnica e di immaginazione. La cu, quindi, veicola molteplici tematiche e stimola numerose riflessioni: l’evoluzione umana e quella tecnica; la trasmissione, o la perdita, dell’eredità culturale; il presente, il passato e il futuro.

Dettagli per la fruizione

Le opere sono raggiungibili con percorsi di cammino che variano dai pochi minuti alle 2 ore di trekking. Il tragitto totale è di oltre 60 km, per una durata complessiva, approssimativa, di 20 ore di cammino.

Il visitatore può scegliere autonomamente le tappe escursionistiche, selezionandole in base alla propria preparazione alla camminata in montagna; oppure può aderire al tour organizzato dall’agenzia Holimites di 4 giorni, con 3 pernottamenti inclusi, info e prenotazioni: www.smach.it/trekking.

A San Martino è sempre aperta anche SMACH Val dl’Ert (Valle dell’Arte, in ladino), il Parco Pubblico dove sono installate le opere della collezione permanente, acquisite dalle precedenti edizioni di SMACH.

Informazioni

Str. Tor, 65 – 39030 San Martin de Tor (BZ)
Contatti: +39 349 2150164; mail info@smach.it

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SMACH Giuria 2025
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