Il libanese Guy Nader e la spagnola Maria Campos sono insieme dal 2006 alla guida della compagnia indipendente GN|MC, con sede a Barcellona. Guy Nader si è formato in teatro all’Università Libanese di Beirut e poi alla scuola di teatro fisico Moveo di Barcellona. Maria Campos ha studiato alla SEAD in Austria e ha conseguito una laurea in danza all’Amsterdam School of the Arts nel 2003.
La loro ricerca artistica mira a ridefinire i confini della danza esplorando nuovi territori d’indagine, al centro del loro lavoro il movimento del corpo in continuo confronto con la gravità. Il loro linguaggio coreografico si basa, infatti, sulla ricerca di una fisicità ambiziosa e precisa, e Natural Order of Things, che ha debuttato alla Biennale di Venezia nel 2024, è il risultato più maturo di questa indagine presentata a Interplay 2026.


Lo spettacolo si ispira ai sistemi auto-organizzati del mondo naturale (stormi, sciami, microrganismi) quei fenomeni in cui un ordine emerge spontaneamente senza che nessuno lo diriga. In scena, nove danzatori lo rappresentano in file precise che si formano e si dissolvono, configurazioni geometriche e cicliche che cedono improvvisamente al caos, per poi ricomporsi secondo una logica che esiste ma non si lascia leggere subito.
Tra i nove sul palco ci sono anche i due coreografi e Maria Campos, straordinaria, emerge in tutta la sua bravura in un momento di assolo. I costumi nelle tonalità del blu e del celeste sono l’unico colore in scena, tutto il resto è bianco e nero, luce e ombra. Le luci giocano su contrasti netti, generando illusioni ottiche che moltiplicano i corpi, ne alterano le proporzioni, ingannano la percezione e agganciano. Siamo come ipnotizzati.
Come nei sistemi naturali, anche i danzatori sul palco seguono percorsi imprevedibili e non è chiaro dove finisce un corpo e dove comincia un altro corpo, o lo spazio stesso. Fuori asse, passi a due a tre, prese.
La scrittura coreografica intreccia danza contemporanea, contact improvisation e acrobatica in modo talmente fluido da rendere invisibile il confine tra le tre tecniche.
La performance si manifesta come un organismo vivo, capace di resistere alla perdita di equilibrio e di riorganizzarsi continuamente attraverso strutture cinetiche precise, armoniche e collettive.
I passi a due e a tre nascono da un appoggio che diventa slancio, un peso condiviso che genera equilibrio instabile, cadute e riprese, e hanno una densità acrobatica che arriva come conseguenza naturale di quello che precede. I ballerini sembrano sfidare la gravità come se il corpo stesse semplicemente seguendo una forza che noi non vediamo, con leggerezza e forza allo stesso tempo si affidano gli uni agli altri con una precisione che toglie il fiato proprio perché non mostra mai la fatica che richiede.
Il contrasto tra l’ordine delle formazioni d’insieme e il disordine apparente delle sequenze individuali o a gruppi è il vero motore dello spettacolo, ma non c’è mai caos fine a se stesso, né geometria fine a se stessa: i due poli si alimentano a vicenda. Così come la natura non sceglie tra ordine e disordine ma li usa entrambi, loro fanno lo stesso.
Così come le leggi della natura dominano, allo stesso tempo i nove danzatori dominano il palco e i corpi fanno parte di un sistema che punta alla perfezione senza mai raggiungerla del tutto. A detta dei suoi creatori, quest’opera è “Un’ode alla vita e alla sua fragile atmosfera, un tentativo di riconnetterci con la natura e ritrovare così un equilibrio”; anche nel caos, aggiungo.
- dea/concept GN|MC Guy Nader | Maria Campos
- Direzione Guy Nader
- Co-direzione Maria Campos
- Musiche Coti K.
- Creazione/performance Alfonso Aguilar, Maria Campos, Joana Couto, Guy Nader, Pierre Lison, Jovana Zelenovic, Francesco Grilli, Olatz Larunbe, Mimi Wasche
Performance vincitrice dei premi XXVIII Premios Max de las Artes Escénicas 2025 come Miglior Coreografia, Miglior Danzatrice (Maria Campos) e Miglior Danzatore (Alfonso Aguilar). Maria Campos vincitrice del Premio Miglior Danzatrice XXXI Premis Butaca de Teatre de Catalunya in 2025
Casertana di origine, torinese di adozione, mi occupo di progettazione e gestione di partnership strategiche in ambito culturale e sociale, con particolare attenzione alla sostenibilità. Laureata in Comunicazione istituzionale e con una formazione executive in cultura enogastronomica e marketing, ho maturato oltre 15 anni di esperienza in realtà come Slow Food e Gambero Rosso. Oggi sono partnership manager di WAMI (water with a mission) e collaboro con organizzazioni e realtà benefit come Almare ets e Itinerari Paralleli ets. Nel 2025 conseguo il titolo di Green Coordinator per gli enti culturali. Sono tra le curatrici di Chimera Fest, festival di arti miste oggi alla sua seconda edizione (Casertavecchia, CE). Sono appassionata di musica, danza e arte contemporanea in tutte le sue forme; ho scritto in passato sul portale MutecLab.it e sulla rivista musicale Freak out magazine. Nella mia storia anche l’organizzazione di Carpisa Neapolis Festival edizione 2005 (con Kraftwerk, Kasabian, LCD Soundsystem, Nick Cave e ToriAmos) e Kaleidoscope Festival 2006, festival di arti elettroniche audiovisive con Matmos, Zeena Parkins, Barbara Morgenstern.








