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Dopo anni di pausa e di pandemia, torna a Roma Fotoleggendo

Dal 2019, anno in cui fu decisa l’interruzione della manifestazione di fotografia tra le più attese a Roma, finalmente in questa torrida estate del 2022 le porte di Officine Fotografiche si sono riaperte alle mostre ed alle manifestazioni collaterali di Fotoleggendo.

Anche se, rispetto alle locations degli anni d’oro della manifestazione, le sale espositive – le aule, il salone e i corridoi dell’associazione – sembrano un po’ anguste, Fotoleggendo ospita quest’anno mostre di autori di tutto rispetto.

Si parte da Lorenzo Castore con Glitter Blues, che occupa tre grandi pareti della sala grande. Il progetto, iniziato nel 2004, nasce da ripetute esplorazioni di Castore del quartiere catanese di San Berillo da sempre zona delle prostitute e dei travestiti, territorio a parte nel cuore della città.

Ne scaturisce  un racconto di vite marginali in continua in ricerca del proprio posto nel mondo e dell’affermazione della propria identità.

Nelle altre sale, Borderlines, un video inviato espressamente per Officine da Paolo Pellegrin, Kuwait soul di Gabriele Cecconi, Circus Love di Stephanie Gengotti (già visto a Cortona la scorsa estate ma ora presentato con un nuovo allestimento), Pornoland Redux di Stefano De Luigi, riedizione del lavoro già premiato nel 2005 con il Premio Bastianelli ed ora, nella nuova veste, finalista ad Arles.

Oltre queste, si possono visionare e sfogliare tutti i libri finalisti quest’anno a Parigi, al Photo Aperture Foundation Photobook Award.

Tutto questo può essere visto fino al 20 luglio, con maggiore calma rispetto alla calca delle giornate inaugurali del 24 – 26 giugno, dove grandi protagoniste sono state, come sempre a Fotoleggendo, le letture dei portfolio, le talk e le presentazioni dei libri, culminate con la presenza di Joan Fontcuberta a presentare l’edizione italiana di Il bacio di Giuda. Fotografia e verit. A dialogare con l’autore, Michele Smargiassi e Francesca Adamo delle Edizioni MImesis.

Dalle giornate inaugurali sono usciti, intanto i primi vincitori. Si tratta di Matteo Trevisan che si aggiudica il Premio Officine Fotografiche per il miglior portfolio con Dreaming Away  e di Angelo Leonardo, che con Le monde ou rien ha vinto il premio dedicato a Emiliano Mancuso.

Ora le mostre ed i video attendono ancora i visitatori: fino al 15 luglio quelle delle sale interne, mentre un’altra, allestita lungo il sovrappasso delle fermata metro di Grabatella, di autori selezionati da Officine Fotografiche, terminerà il 20 luglio.

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Fotografo, giornalista, scrittore. Ha collaborato per molti anni, scrivendo e fotografando, per le maggiori testate italiane, cartacee e web, specializzate in arte, cultura, ambiente, viaggi nei territori di montagna di tutto il mondo. E’ stato autore di guide di viaggi ed escursioni.
Negli ultimi anni i suoi interessi prevalenti si sono spostati verso la letteratura e le arti visive, con un’attenzione particolare rivolta verso la grande fotografia italiana ed internazionale, di cui segue le vicende, i festival e le mostre.

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