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Mario Giacomelli. Una continua scoperta. Il suo Archivio e le nuove letture delle fotografie

Ad oltre 20 anni dalla morte, l’attività di Mario Giacomelli continua a sorprenderci, dimostrando la sua ancora grandissima attualità, svelando di continuo sue opere finora dimenticate o recentemente ritrovate e aprendoci a nuove e sempre diverse chiavi di lettura anche di quelle ben conosciute.

Gran parte della sua riscoperta si deve alle esplorazioni dell’immenso archivio delle sue opere, conservato a Senigallia e curato da Simone Giacomelli e Katiuscia Biondi Giacomelli, rispettivamente figlio e nipote dell’artista.

L’attività di riscoperta e rilettura delle opere di Mario Giacomelli si è evidenziata negli ultimi mesi attraverso mostre ed iniziative che hanno fatto scoprire aspetti totalmente inediti della sua multiforme attività o mostrato sotto nuova luce alcuni dei suoi celeberrimi lavori.

Ripercorriamole iniziando dal dicembre 2021, presso la galleria Gilda Lavia di Roma: Mario Giacomelli. Tempo di vivere, non è stata la solita antologica delle foto più famose, non il classico ordine cronologico o per argomento già troppe volte visto, in passato, in sedi museali anche prestigiose.

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Galleria Gilda Lavia, Roma: Mario Giacomelli. Tempo di vivere

Non si passa qui dalla sala dedicata ai pretini a quelle dedicate all’ospizio, poi a Silvia fino alla presa di coscienza sulla natura delle colline marchigiane. In un capolavoro curatoriale, di editing e di allestimento, le 66 foto tra già conosciute e inedite di Giacomelli erano raggruppate secondo un criterio emozionale, che si concentrava “semplicemente sul flusso delle immagini, vivida manifestazione dell’incontro primigenio tra soggetto e mondo, quando si guarda con il cuore ancor prima che con gli occhi” (dal testo critico che accompagnava la mostra).

E dove le gerarchie e le definizioni perdono consistenza, “tutto sembra tornare in uno spazio ancestrale, indistinto e accogliente, quello che per una vita l’artista ha rincorso e fatto emergere dalla sua fotografia”.

Un secondo capitolo della ricerca dell’Archivio Giacomelli si è visto al MAXXI di Roma in Giacomelli/Burri: fotografia e immaginario materico.

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MAXXI, Roma: Giacomelli/Burri: fotografia e immaginario materico.

In questo che era l’ultimo appuntamento di una mostra già ospitata dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello e a Palazzo del Duca di Senigallia, le fotografie di Giacomelli entravano in dialogo con le opere grafiche e multi-materiche di Burri, portando i due autori a proporre un’idea di paesaggio in cui realtà esteriore ed interiore si intrecciano profondamente, seguendo anche il filo della loro conoscenza e del reciproco apprezzamento.

Terzo: siamo ancora a Roma, all’interno dell’Università La Sapienza, negli spazi del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea per la sorprendente mostra Mario Giacomelli tra pittura e fotografia.

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MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea: Mario Giacomelli tra pittura e fotografia.

L’esposizione si è connotata come il frutto di una ricerca avviata nel 2020 da Irene Caravita tra le opere pittoriche di Giacomelli, molto spesso non conosciute, giacenti tra altre negli archivi di Senigallia:  materiali pressoché inediti, esposti in molti casi per la prima volta. Anche qui, è emerso un aspetto sorprendente della vita artistica di Giacomelli.

Le tempere ed i collage sono stati  presentati accanto ad alcune celebri fotografie dell’autore, facendo emergere nitidi e suggestivi richiami formali e poetici.

A meravigliare non è stata però solo la diversa modalità di espressione – la pittura – finora quasi o per nulla conosciuta dal grande pubblico; no: pittura e fotografia sembravano appartenere ad un unico universo espressivo, fuoriusciti da un mondo emotivo dove Giacomelli pareva dipingere così come fotografava e viceversa.

Ma soprattutto, dal percorso espositivo è emerso chiaramente anche il modus operandi di Giacomelli, fatto di infiniti ritorni sullo stesso tema e anche sulle stesse tele (spesso frutto di diverse ridipinture), con influenze informali sempre evidenti nonostante la diversità del mezzo espressivo.

Quarto capitolo. A Napoli, questa volta. Magazzini Fotografici ha da poco organizzato una rassegna dedicata a Giacomelli: oltre ad alcune delle sue immagini più iconiche esposte nelle sue sale, essa comprendeva una serie di incontri con esperti della sua opera.

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Magazzini Fotografici, Napoli. Rassegna dedicata a Mario Giacomelli

Anche se l’esposizione ha chiuso i battenti da alcuni giorni, è però ancora possibile vedere le registrazioni degli incontri, dai quali sono usciti i contenuti forse più interessanti: Irene Caravita, partendo dalla sua recente esperienza di ricerca, ha parlato dell’attività di Giacomelli pittore; Marco Andreani ha parlato della struttura narrativa della serie Vita di ospizio; infine, Katiuscia Biondi Giacomelli ha presentato le attività dell’archivio da lei diretto.

Un particolare focus si è incentrato sul significato e le responsabilità del gestire un fondo così importante, lavorando alla conservazione ma anche alla consultazione e alla promozione del materiale custodito.

Un archivio non più inteso come luogo statico di conservazione, ma aperto al fare rete tra archivi, istituzioni museali, curatori, gallerie, collezionisti, come punto di contatto tra l’artista, le sue opere, e il suo pubblico.

A seguire, non è mancato un interessante cenno sui progetti futuri: una collaborazione con Guido Harari, la prossima pubblicazione di un catalogo ragionato di tutta l’opera pittorica di Giacomelli, una rilettura e ripresentazione del progetto Spoon River sono le anticipazioni fatte da Katiuscia Biondi.

Poi, nel 2025, si promettono importanti iniziative in occasione del centenario della nascita dell’artista.

Le attività anticipare fanno ben sperare sul proseguire di questa campagna di nuova conoscenza e rilettura di un autore che, grazie all’attività di riscoperta svolta dall’Archivio, non cessa di sorprenderci

Il Teatro della neve. 1984-86
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Fotografo, giornalista, scrittore. Ha collaborato per molti anni, scrivendo e fotografando, per le maggiori testate italiane, cartacee e web, specializzate in arte, cultura, ambiente, viaggi nei territori di montagna di tutto il mondo. E’ stato autore di guide di viaggi ed escursioni.
Negli ultimi anni i suoi interessi prevalenti si sono spostati verso la letteratura e le arti visive, con un’attenzione particolare rivolta verso la grande fotografia italiana ed internazionale, di cui segue le vicende, i festival e le mostre.

Una risposta

  1. Finalmente!!! si ritorna a guardare il “Vedere”, quella libera e legittima follia che ci da un senso introspettivo del vivere che manca. Se mai più ci si riuscirà. Poi ma, dove sta Ezo Carli, di Senigallia primo e piu che amico e curatore del maestro Giacomelli. Mi mancano entrambi.
    L. Alessi

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