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80’s Dark Rome, i ragazzacci di Dino Ignani

1000 volti di una Roma notturna, in ombra, periferica e camaleontica, sotterranea per scelta tornano alla luce dopo oltre quarant’anni negli scatti di Dino Ignani (Roma, 1950) al Museo di Roma in Trastevere.
80’s Dark Rome, questo il titolo della mostra, è una raccolta dal vasto corpo di ritratti che il fotografo ha scattato alla generazione cosiddetta “dark” nei locali da essi frequentati negli anni ’80 del secolo scorso.

Il fenomeno dark si identificava con una cultura di strada riconducibile in parte ad alcuni generi musicali ma soprattutto al proprio modo di vestire e acconciarsi, nel quale il colore nero assumeva la più importante valenza simbolica.

Ignani è da sempre affascinato dalle luci e dalle atmosfere urbane notturne, come dichiara lui stesso:.

Mi è sempre piaciuta la notte nelle città, sono attratto dall’illuminazione artificiale: dalle luci al sodio giallo/arancio e da tutte le utilizzazioni e sfumature del neon.

Mi piace l’arredo post-modern dei videobar e la tecnologia creativa delle discoteche che cercano sempre di trasformarsi per adeguarsi ai nuovi bisogni della fauna notturna”.

Pertanto, non può non essere mosso dalla curiosità verso i frequentatori della notte. Inizia ad andare negli stessi luoghi di ritrovo, locali e discoteche, dalla vineria Fidelio di Trastevere alle discoteche allora più in voga: Piper, Black Out, Uonna Club, Olimpo, Supersonic, Angelo Azzurro, X Club, Venice.

immagine per Una parte del suggestivo allestimento della mostra
Una parte del suggestivo allestimento della mostra

Allestisce ovunque il suo piccolo set: fondale nero, macchina sul cavalletto, un flash. Una foto e via, un solo scatto per ognuno prima che tornino a bere o a ballare.

Ne scaturisce un corpo di 500 fotografie, di cui le 200 circa (bianco/nero e colori) acquisite dal Museo in quanto vincitrici del bando 2022-2023 del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea e in massima parte facenti parte di questa mostra.

Una seconda parte della mostra – non meno importante e significativa del suo stile di lavoro – contiene un altro dei progetti del fotografo: i poeti e gli scrittori.

È stato finalmente ricordato, durante la presentazione dell’esposizione, un evento entrato per alterne vicende nella storia romana: il festival internazionale di poesia, svoltosi sulla spiaggia di Castelporziano dal 28 al 30 giugno del 1979. Siamo in piena epoca di Nicolini e dell’Estate Romana.

Il festival assume presto i contorni di evento imprevedibile, incontrollato ed incontrollabile, contestato, contrastato, turbolento.

Un vero e proprio happening in cui non mancano strappi di microfoni dalle mani degli oratori, interruzioni, fischi, lanci di oggetti, risse e popolato, oltre che dei più importanti nomi della poesia italiana, americana e russa, di personaggi anonimi ma rimasti famosi come meme ante-litteram: la ragazza “cioè”, uomini che si aggirano nudi etc., fino alla conclusione, anch’essa degna di un surreale happening, con il crollo del palco.

A tutto questo bailamme Dino Ignani assiste, come tanti, da semplice spettatore. Ha però l’idea di immortalare i poeti che, da quel palco, hanno tentato – spesso vanamente – di fare le loro letture.

Li fotografa, questa volta, in maniera del tutto differente rispetto ai ritratti dei giovani dark, ovvero andandoli a trovare nelle loro case romane e stringendo con loro rapporti divenuti spesso di vera, sincera e duratura amicizia.

immagine per Dino Ignani posa davanti ai suoi poeti
Dino Ignani posa davanti ai suoi poeti

Nei loro appartamenti in centro o in case fatiscenti di borgata, Dario Bellezza, Valentino Zeichen, Amelia Rosselli, Patrizia Cavalli, Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani ed altri vengono così a far parte di questa secondo settore dell’archivio di immagini di Dino Ignani.

Non più un solo scatto, questa volta, ma rulli interi, provini attentamente visionati, sessione di scatto che spesso richiedono forme di messa in scena, con ambientazioni e sfondi accuratamente valutati, piccoli spostamenti di arredi, ecc…

Spesso la cosa si trasforma in vere e proprie performance, come nel caso di Valentino Zeichen che gioca davanti all’obiettivo disponendo in forme regolari alcune mele sul suo tavolo.

Presentato per la prima volta da Enzo Siciliano nel 1984 sulle pagine della rivista «Nuovi Argomenti», esposto e pubblicato in più occasioni in Italia e all’estero col titolo “Intimi ritratti”, questo progetto è entrato nelle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma.

Quanto ai ritratti dei dark, invece, dopo essere rimasti per qualche anno sotterranei come i suoi protagonisti, sono stati esposti per la prima volta a Palazzo Braschi nel 1985, andando poi qualche mese dopo ad illustrare un articolo di Roberto D’Agostino per il mensile “Rockstar” e intitolato Gente di notte.

Alcuni dei ragazzi ritratti da Ignani erano presenti all’inaugurazione della mostra. Con vite totalmente diverse da quelle di allora, ricordano però ancora, con simpatia, quegli anni.

Alcuni di essi hanno acquisito, negli anni, ben altra fama nel loro campo. È il caso, tra gli altri, di Pino Strabioli, del quale un suo ritratto dell’epoca dark è visibile tra le sale dell’esposizione.

Info mostra Dino Ignani. 80’s Dark Rome

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Fotografo, giornalista, scrittore. Ha collaborato per molti anni, scrivendo e fotografando, per le maggiori testate italiane, cartacee e web, specializzate in arte, cultura, ambiente, viaggi nei territori di montagna di tutto il mondo. E’ stato autore di guide di viaggi ed escursioni.
Negli ultimi anni i suoi interessi prevalenti si sono spostati verso la letteratura e le arti visive, con un’attenzione particolare rivolta verso la grande fotografia italiana ed internazionale, di cui segue le vicende, i festival e le mostre.

Una risposta

  1. Mostra interessantissima di ritratti di personaggi di un’epoca di fermenti culturali molto vivi. Il Maestro coglie perfettamente lo spirito del tempo e lo ripropone fedelmente in quest’epoca piuttosto buia.

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