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In mostra a Roma l’opera del fotografo Đuro Janeković. L’artista ritrovato

Đuro Janeković, Poster
Đuro Janeković, Poster

Đuro Janeković. Fotografo croato, artista europeo, presso la Sala del Refettorio di Palazzo Venezia a Roma, rimarrà aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2014.

Le immagini che sono state selezionate per questa esposizione risalgono ai primi anni Trenta (1932-1935) e vanno a colmare le lacune del panorama stilistico croato di quel periodo. Il lavoro dell’artista, infatti, è rimasto sconosciuto fino a pochi anni fa (2009), dimenticato dalla Croazia quanto dall’Europa.

Đuro Janeković (1912-1989), professore universitario di pedagogia migliorativa e pioniere dell’agroecologia in Croazia (oltre che ottimo atleta), fu uno dei primi fotografi del suo Paese. Nel 1935, da maggio a ottobre, lavorò a tempo pieno come reporter per la Jugoslavenska štampa (Zagabria). Si trovò, poi, a stretto contatto con il fotografo croato Tošo Dabac (1907-1970) e partecipò a diverse mostre fotografiche nelle principali capitali europee (Vienna, Stoccolma, Londra, Amsterdam solo per citarne alcune) ma i suoi scatti arrivarono financo a Buenos Aires. Oltre a ciò, ricevette numerosi premi e fu tra i primi a fotografare a colori. Un personaggio poliedrico, quindi, e profondamente innovatore tanto da essere considerato un pioniere del fotoreportage in Croazia.

Con la sua fotografia, ci racconta la genesi della Zagabria urbana e, insieme, il nuovo modo di fare fotografia divenendo egli stesso un cronista del suo tempo e della sua città. Provando a comporre un sunto storico, ricordiamo che negli anni Venti tutta l’Europa fu colta dalla necessità di dare alla fotografia la sua dimensione. Fu colta altresì da una forte spinta innovativa che portò a grandi esempi di sperimentazione e all’affermazione di un radicato bisogno di realismo, di narrare la quotidianità per come era. Si consolida così la figura del cronista, del fotoreporter.

Janeković, dal canto suo, tra gli anni Venti e Trenta, si muove alla scoperta della capitale croata, «testimoniando la nascita di una Zagabria moderna, con un tessuto urbano specifico, con una vita urbana dinamica che recepisce a pieno respiro l’ondata del modernismo europeo» (prof. Damir Grubiša, ambasciatore della Croazia in Italia). Nei suoi scatti scopriamo le abitutini locali, i personaggi di rilievo dell’epoca, donne borghesi e contadine. Scopriamo il dettaglio di un faro d’automobile, la panoramica di una folla, il silenzio della città di notte. La vita di periferia quanto quella in pieno centro. Lo sport. La normalità di una bambina col mal di denti.

L’artista, in quanto cittadino innamorato, raccoglie i respiri, i fermenti, le attese, gli sguardi di Zagabria. Ne immortala lo spirito, per sempre. E a volte è misterioso nel suo narrare: ci restituisce, ad esempio, una madre e una figlia che guardano rapite fuori dal finestrino di un tram, ma ci esclude dal poter ricordare cosa quei quattro occhi abbiano visto. È, anche, un cronista curioso e attento. Sensibile. In grado di capire la bellezza tanto da riuscire a raccontarla.

Un altro aspetto importante della fotografia di Janeković è quello legato allo Sport. Atleta lui per primo (fu corridore cross-country a Hašk, pattinatore e scalatore), durante le competizioni agonistiche a cui partecipava non perdeva l’occasione per immortalare i suoi colleghi all’opera: ecco così che il muscolo scattante di un corridore, la legiadra forza di una tuffatrice o il braccio caricato a molla di una lanciatrice di giavellotto spaccano l’obiettivo, oltrepassano a razzo ottant’anni di storia della fotografia e, in un batter di ciglia, arrivano a noi come immagini modernissime.

Non è difficile immaginare Janeković a passeggio per Zagabria e questa mostra – da non perdere per chi volesse scoprire questa parte vitale della cultura croata, che racconta benissimo tanto del nostro modo odierno di narrare per immagini – ha il potere di portarci a passeggio con lui, con la neve e col sole, alla scoperta di una città e di un mondo perduti e di un grande artista ritrovato, che il pubblico italiano non potrà non apprezzare per la sua sincerità espressiva.

Info mostra

  • Đuro Janecović. Fotografo croato, artista europeo
  • 17 dicembre 2013 – 12 gennaio 2014
  • Roma – Palazzo di Venezia, Sala del Refettorio (via del Plebiscito, 118)
  • Ingresso libero
  • Da martedì a domenica: 09.00–19.00. Lunedì chiusura settimanale
  • Edizione Italiana a cura di: Alessandro Boscarino, Marco Miglio
  • Coordinamento scientifico: Marija Tonkovic, MUO Zagabria

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