Oro Colato: il Re (Mida) è nudo

 

Oro Colato
Enrico Castellani, Carlo Presotto, Valeria Raimondi, Marta e Diego Dalla Via

La fine del sogno americano del Nord Est è il doloroso punto di partenza di Oro colato, dissacrante pièce teatrale frutto della collaborazione tra Babilonia Teatri, Fratelli Dalla Via e La Piccionaia per “Conversazioni 2018”, 71° edizione del Ciclo di Spettacoli Classici del Teatro Olimpico di Vicenza. Non è però lo storico teatro palladiano la location scelta per lo spettacolo, che inizia sul piazzale esterno del moderno Teatro Astra e prosegue poi all’interno della sala.

Il pubblico nel foyer è chiamato quindi a spostarsi all’esterno ed attendere l’inizio della messa in scena, che coincide con l’arrivo di una limousine dalla quale scendono, assediati dai fotografi, i protagonisti scintillanti del jet set di oggi. La scena si sposta a questo punto all’interno del teatro, dove, mentre gli spettatori prendono posto tra luci e musica da discoteca, viene messo in palio il grande salame – la soppressa, uno dei simboli gastronomici e produttivi del territorio – appeso al centro del palco, che realmente una spettatrice si aggiudica indovinando il suo peso.

Il testo originale di Oro colato è fortemente legato allo scenario storico-economico del Nord Est ed in particolare della città di Vicenza, segnata dal crack della Banca Popolare e dalle terribili conseguenze sulle vite di migliaia di persone, dai suicidi e dalla disperazione di chi ha sempre creduto nella ricchezza e nella solidità di un sistema produttivo capace di trainare il Paese, sbriciolatosi dal giorno alla notte.

Le banche, le sacre custodi dell’oro dei risparmiatori, si sono trasformate da madri in matrigne: provate a chiedere domani mattina, tutti contemporaneamente, di ritirare tutti i vostri soldi e sapete quanto potreste avere in tasca? Briciole. Per chi è cresciuto con il culto del salvadanaio da riempire, del porcellino da ingrassare monetina dopo monetina è una follia che qualcuno possa toglierti i tuoi dindini, scoprire che il salvadanaio è stato svuotato a tua insaputa.

La riflessione, su una scena assolutamente spoglia, si sposta sulle nuove chimere delle monete virtuali e sull’arrivo dei nuovi padroni dall’Oriente, che comprano anche il calcio e trasformano il volto di città e di comunità. Da domani l’euro non varrà più nulla, consegnateci tutti i vostri soldi o li preleveremo con la forza, è il proclama degli attori che passano in mezzo al pubblico per battere cassa.

I toni, le scelte drammaturgiche e recitative aprono a un dibattito sul modo di fare teatro fuori dai teatri tradizionali, c’è una ricerca significativa e pregnante di un gruppo che proviene da esperienze diverse e si propone in una inedita compagine creativa.

La chiave ironica conquista decisamente il pubblico, lasciando la speranza che ci si spinga oltre e si arrivi più in profondità, che si colga l’opportunità di una messa in scena partecipativa e si affronti senza vergogna il dibattito pubblico e privato sull’oggi, le sue miserie, i suoi fallimenti e le contraddizioni, in un momento in cui il teatro rischia di perdere la dimensione politica e di implodere nell’angusto spazio dell’intrattenimento.

immagine per Oro ColatoUn centro di produzione teatrale, crocevia di idee e azioni, percorso di riscoperta e di novità, è una possibilità di mettersi in discussione da cogliere e coltivare, per il territorio e per la scena nazionale.

ORO COLATO

  • di e con Enrico Castellani, Carlo Presotto, Valeria Raimondi, Marta e Diego Dalla Via
  • un progetto ideato e prodotto da La Piccionaia
Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela nasce 29 anni fa a Siracusa, laddove un’antica cavea è lambita dal mare, tanto che le sarà per tutta la vita impossibile liberarsi del teatro e di quel mare, ora lontano. Era sedicenne quando il cinema è arrivato a completare l’opera, mentre pagine su pagine rivelavano indomabili la dipendenza dall’inchiostro. E’ diventata così giornalista passando per il carcere, dove ha riscoperto la ragione del teatro, e per una Laurea in Scienze della Comunicazione e una specializzazione in Discipline dello Spettacolo all’Università La Sapienza. Continua ancora a scrivere di quello che vede e che ama, investita di striscio da un nuovo e amato percorso di autrice televisiva a servizio della verità.

Commenta

clicca qui per inviare un commento