La parola al teatro #5. Giocando con Orlando – Assolo. Stefano Accorsi canta i cavalieri e l’amore dell’Ariosto di Baliani

Un pubblico nutritissimo ed entusiasta accoglie a Vicenza Stefano Accorsi, protagonista unico di Giocando con Orlando – Assolo, con la regia di Marco Baliani, in scena per la stagione di prosa del Teatro Comunale. Il monologo ha come sottotitolo Tracce, memorie, letture da Orlando furioso di Ludovico Ariosto secondo Marco Baliani, dal momento che prende le mosse dallo spettacolo Giocando con Orlando, che negli anni scorsi ha visto impegnati lo stesso Accorsi insieme al regista Marco Baliani, narratore ironico e disincantato del celeberrimo poema ariostesco.

Giocando con Orlando, Assolo

Lavorare su un testo letterario di simile portata non è di certo impresa facile, “un’impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti”, sottolinea il regista che ha lavorato sull’adattamento drammaturgico della monumentale opera in versi. Rimane sin da queste premesse la curiosità del confronto con l’originario lavoro scenico e su quanto sia rimasto o sia invece cambiato nella relazione con il testo nel passaggio alla forma del monologo. Un monologo tra l’altro abitato da una pluralità di personaggi che escono dalle pagine dell’Ariosto per rivivere nel racconto di Accorsi e nell’immaginazione del pubblico.

Orlando e la bella Angelica, il rivale in amore Medoro ma anche la guerriera cristiana Bradamante, Sacripante, Ruggiero, Astolfo, ed ancora Atlante, Alcina, il nano Brunello attraversano lo spazio del palcoscenico attraverso il corpo e la voce ma non interagiscono con altri elementi scenografici, conferendo un’assoluta centralità al testo. La bella scenografia di Mimmo Paladino si staglia scultorea e maestosa rileggendo con plastica contemporaneità il tema cavalleresco, ma l’uso dello spazio da parte del protagonista non la coinvolge perdendo forse un’affascinante opportunità di renderla parte dell’azione. A dialogare efficacemente con l’attore è invece il disegno luci di Luca Barbati al quale la regia assegna un ruolo di primo piano.

Per raccontare al pubblico contemporaneo un dramma cinquecentesco in versi, mantenendo la sua struttura originale, Accorsi nell’impianto registico di Baliani lavora sul registro dell’ironia trascinando gli spettatori e si concede alcuni momenti di pathos epico.

È soprattutto la dimensione amorosa ad essere messa in luce negli intrecci tra i cavalieri cristiani e pagani che dimostrano coraggio e valore in battaglia ma poi in un attimo vengono rapiti dalla bellezza femminile, inseguendo il desiderio di soddisfare quell’istinto che fa perdere loro la ragione.

Un uso della parola per suscitare stupore – la meraviglia di rinascimentale memoria – proprio come in una corte in cui l’immagine nasce dalla fantasia di chi ascolta l’abile e sicuro incedere galoppante del narratore Accorsi, a confronto con un testo non facile sia nella forma che nei contenuti, ma in grado di portare a termine l’impresa, nel solco della tradizione del teatro di narrazione che in questa versione della messa in scena comunque non può non dirsi orfana dell’ottimo narrare di Baliani.

Stefano Accorsi Giocando con Orlando, Assolo. photo di Alessandro Moggi

Giocando con Orlando – Assolo

  • con Stefano Accorsi
  • adattamento e regia di Marco Baliani
  • scene di Mimmo Paladino
  • impianto scenico di Daniele Spisa
  • costumi di Alessandro Lai
  • luci di Luca Barbati
  • una produzione Nuovo Teatro
Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela

Elisabetta La Micela nasce 29 anni fa a Siracusa, laddove un’antica cavea è lambita dal mare, tanto che le sarà per tutta la vita impossibile liberarsi del teatro e di quel mare, ora lontano. Era sedicenne quando il cinema è arrivato a completare l’opera, mentre pagine su pagine rivelavano indomabili la dipendenza dall’inchiostro. E’ diventata così giornalista passando per il carcere, dove ha riscoperto la ragione del teatro, e per una Laurea in Scienze della Comunicazione e una specializzazione in Discipline dello Spettacolo all’Università La Sapienza. Continua ancora a scrivere di quello che vede e che ama, investita di striscio da un nuovo e amato percorso di autrice televisiva a servizio della verità.

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