Libri come #2. Torna “Registro di classe” di Sandro Onofri, con la complicità di MinimumFax, ed è subito Letteratura

Registro di classe di Sandro Onofri è per me un libro particolare. Lo acquistai anni fa, probabilmente poco dopo la sua pubblicazione, perché ne avevo sentito parlare e mi aveva incuriosita, ma non riuscii mai a leggerlo.

Credo di averlo smarrito fra un trasloco e l’altro e poi di averlo smarrito anche dalla memoria, che la vita mi portò per altre strade diverse da quella dell’insegnamento. Scorrendo la lista degli eventi di Libri Come ho scoperto che Minimum Fax ha deciso di ripubblicarlo con una postfazione della storica Vanessa Roghi e con l’aggiunta di tre articoli che Onofri ha scritto per L’Unità e per Diario della settimana e che il libro sarebbe stato presentato durante la manifestazione con la partecipazione di Luca Briasco in rappresentanza dell’editore, la stessa Roghi e Gaja Cenciarelli.

Non potevo mancare.

Questo diario lungo un anno ci racconta senza filtri, in modo diretto, il rapporto, la relazione che l’insegnante Onofri aveva con i suoi studenti. Studenti di periferia, quella periferia del muretto – insegnava a Pomezia – dove la città era e forse è ancora vista come il luogo dove fare acquisti.

Ma questo libro è anche il racconto di una crisi continua con la quale Onofri si confrontava costantemente, che ha a che fare con un modello di scuola in cui si mettevano in atto riforme, moduli, didattica perdendo di vista l’obbiettivo pedagogico più importante: i ragazzi.

Ragazzi spesso difficili, ragazzi a rischio con un destino facilmente legato all’illegalità, ragazzi nei quali Onofri si riconosceva – era cresciuto alla Magliana – e ai quali sentiva di dover dare quelle stesse chances che aveva avuto lui di uscire da un circolo vizioso. Ragazzi le cui famiglie non capivano perché si dovessero spendere soldi per acquistare altri libri, che di soldi non ce n’erano, oppure che non dialogavano con i propri figli perché non avevano niente da dirgli.

In fondo questa è la periferia, non solo geografica, della società, questo essere ai bordi, abbandonati a sé stessi, facili prede di situazioni poco chiare che ai ragazzi sembrano le uniche vie d’uscita dal nulla assoluto.

Onofri sentiva forte la responsabilità di strappare i suoi studenti da quella “disperazione” che leggeva sui loro volti appena mettevano piede a scuola, voleva vederli entrare con quello stesso sorriso che avevano appena suonava la campanella dell’uscita. Ma per fare questo, per riuscirci, bisogna essere buoni insegnanti.

“[…] I quali, comunque, stanno lì, in mezzo ai ragazzi, e se sono bravi, se hanno qualcosa da dire, se hanno vissuto abbastanza e abbastanza intensamente, avranno ognuno un libro grande e diverso da insegnare ai propri studenti. E se invece non lo sono, se si trovano lì per caso, perché tanto un lavoro vale l’altro, perché mezza giornata libera è assicurata e i contributi vanno avanti lo stesso, allora non c’è schedina standard né test che possano compiere il miracolo dell’insegnamento.”

Questo brano lo ha letto Gaja Cenciarelli, e chi meglio di lei poteva rendere vera e credibile una simile asserzione. Anche lei insegnante di periferia, e scrittrice e traduttrice straordinaria, anche lei innamorata del suo lavoro, che non è un lavoro che ti capita, ma una missione che scegli. Sei insegnante ventiquattr’ore su ventiquattro, non puoi semplicemente tornare a casa e buttarti tutto alle spalle. Come i medici.

Ci sarebbe tanto altro da dire su una presentazione che più e più volte mi ha emozionata, più e più volte mi ha fatto luccicare gli occhi. Preferisco invece suggerirvi di fare quello che ho fatto io: andate a comprare il libro e leggetelo d’un fiato.

Anche se non siete insegnanti.

Cetta De Luca

Cetta De Luca

Cetta De Luca, scrittrice, editor e blogger vive a Roma. Ha al suo attivo sei pubblicazioni tra romanzi e raccolte poetiche. Lavora nel campo dell'editing come free lance per la narrativa e collabora alla revisione di pubblicazioni di didattica nell'ambito letterario. Cura un blog personale http://www.cettadeluca.wordpress.com e spesso è ospite dei blog Inoltre e Svolgimento.
Nel poco tempo libero che le rimane tra lavoro e figli si impegna nell'organizzazione di eventi per il mondo letterario e, nello specifico, per gli scrittori.

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