Libri come. James Ellroy: un sospiro, una perfidia…

Colpisce al cuore, come un proiettile, la tenerezza di James Ellroy. So confidential. Nascosta tra battute sagaci e provocazioni. Ha notevole sense of humour e un animo curioso e disponibile, quello che tra i contemporanei, è ritenuto il più grande scrittore di noir al mondo. Traspare nell’uomo Ellroy, una sensibilità ferina, e il dolore di chi ha subito, al di là della propria volontà, l’ineluttabile.Con una possibilità di riscatto. La scrittura è la sua redenzione, il suo rifugio. La sua maniacale ossessione. “Lavoro fino a dieci ore al giorno, anzi, siccome sono un genio, lavoro quaranta ore”. E ride di questa affermazione. Nonostante dica di essere del tutto immerso nel passato, nel 1941, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, oggetto della sua nuova fatica, nulla sfugge al suo occhio lucido e critico, di questi nostri anni.
Fulminanti, le parole che riserva alle produzioni hollywoodiane, che più volte hanno attinto alle sue storie per farne dei film (L.A. Confidential, The Black Dahlia, Street Kings), troppo politically correct. A suo dire, distruggono l’arte, l’autenticità, l’immaginazione. Presenta a Roma, presso l’Auditorium, nel corso della manifestazione Libri come, il suo nuovo libro, Perfidia, che apre una nuova, attesissima tetralogia, dopo la prima,  La tetralogia di Los Angeles, composta dai best sellers Dalia Nera, Il Grande Nulla, L.A. Confidential, e White Jazz. Ellroy conquista del tutto chi lo ascolta, mentre risponde alle domande di  Antonio Monda, che lo intervista  nella Sala Petrassi, davanti a un pubblico impazzito di entusiasmo.
And now I know my love was not for you/ And so I take it back with a sigh, perfidious one,/ Goodbye… E ora so che il mio amore non era per te/E così lo riprendo, con un sospiro, una perfidia./Addio…”. Il  pezzo suonato da Glenn Miller e la sua Orchestra nel ‘41 ha lo stesso titolo del suo romanzo, e parla di tradimento. Nella lingua spagnola, la parola Perfidia, significa anche, tradimento. In  questo nuovo romanzo, puntualizza Ellroy, definendolo non noir  ma storico, ci sono vari tradimenti. Tradimenti su diversi piani, sentimentali, sessuali. Tradimenti individuali e collettivi. Morali, di un intero popolo. Ellroy ricostruisce la Storia. Dopo Pearl Harbor, in America, per paura o ostilità, ci fu la messa al bando dei cittadini nippo-americani o immigrati giapponesi: furono internati in centoventimila.
La vicenda si svolge tutta nel 1941 a Los Angeles, racconta i ventitré giorni che seguirono l’attacco alle forze armate americane di Pearl Harbor da parte di quelle giapponesi. È scritta parzialmente in forma di diario, personaggi realmente esistiti e personaggi immaginari si fondono in una seduzione senza fine, per il lettore. Alcuni di loro tornano dai romanzi precedenti. Ci sono Bette Davis Clark Gable. Torna William H. Parker, poliziotto alcolizzato che ascolta bebop. Torna Kay Lake, la Dalia Nera, “il personaggio meglio riuscito di tutti quelli che ho creato sulla pagina scritta”, qui ringiovanita di anni, di cui Ellroy si confessa perdutamente innamorato. Forse perché in fondo la ritiene più pura degli altri. Kay gli sta nella testa grandiosamente, come una Sinfonia di Mahler.  Guizzo imprescindibile per il suo “affresco corale”. Questo personaggio è “ incarnazione della vita, del fuoco, del coraggio dell’intero popolo americano in quegli anni”.
Perfidia
lo ha scritto per presentare la Storia come “una specie di stato nostalgico, un anelito romantico, perfino sessuale”. “Perché in tempo di guerra tutti desiderano qualcosa, anche un amore con la A maiuscola”. Il desiderio di  qualcosa che non si può avere, questo anelito e questa  nostalgia perenni, sono fonti di ispirazione per un Ellroy che si autodefinisce romantico. Ci tiene a questa nuova storia, “la migliore tra quelle scritte”, tutte rigorosamente a penna, blu, per l’esattezza. È il suo modo di scrivere, di buttare giù scalette di infinite pagine. Dice a Monda di  disdegnare l’uso del computer e di avere spedito una sola volta una mail, con l’aiuto di un amico. La passione per la letteratura risale a quando era bambino, ci parla delle sue letture di notte, ad otto anni, con la lucina accesa sul comodino, del suo amore per la scrittura, per il romanzo che è una forma di arte eccelsa, dal momento che può mettere a nudo, restituire totalmente un’anima. Le anime raccontate  in Perfidia sono molte, come in tutti gli scritti di Ellroy, raccontate con crudo realismo, senza edulcorazioni, il Male è ovunque, ma chi scrive del Male sa che c’è un contrappunto. L’ombra sola evidenzia la luce. Los Angeles è la città nelle cui pieghe il nostro scava, e  proprio nelle sue contraddizioni, trova uno splendore.
Perfidia è  uno spaccato storico vertiginoso, malinconico, duro, fatto di violenza, morte, ma anche di amore, stordimento, che Ellroy racconta con acume e perizia straordinari, in una lingua pop, fatta di espressioni brevi, slang, adattate alle vite dei vari personaggi. Energie trascinanti nella Storia, forti come le note di Beethoven, di cui Ellroy è appassionato. Monda gli rammenta di una visita fattagli anni fa, in Connecticut, in una casa in cui aveva ammirato un busto del musicista. Lui risponde sornione che nel frattempo, è arrivato a possederne ventotto…

 

Tullia Ranieri

Tullia Ranieri

Tullia Ranieri ha al suo attivo numerose esperienze artistiche. Scrittrice e attrice, collabora con varie Associazioni culturali. Suoi testi sono pubblicati in Antologie varie e su siti Internet. Si è dedicata a progetti sperimentali di diffusione della poesia nelle scuole e alla scrittura e regia di spettacoli e percorsi poetici. Fa parte del gruppo di Scrittura Collettiva di Fefé Editore. Adora Adonis.

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