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Indipendentemente #115. Prima la voce. Maddalena Mantovani arriva in libreria con un giallo a tinte rosa

di Maria Rosaria Grifone

Emma è una ragazza veronese, intraprendente e curiosa. In viaggio a Roma per raccogliere informazioni per la sua tesi di laurea sull’arte pittorica del Caravaggio, visita Palazzo Doschi per osservare da vicino due dipinti del celebre pittore e ha l’opportunità di ascoltare tutte le descrizioni attraverso un’audioguida.

La ragazza da subito viene attratta dalla voce del narratore, pacata, calda, avvolgente: è quella di Jacopo che è anche l’ultimo discendente della famiglia Doschi.

“Ci si innamora di un viso, sedotti dal profilo di una bocca, dell’espressione intensa di uno sguardo, quando gli occhi ti parlano, animati da una luce morbida, di mani, grandi e forti, di un corpo statuario, retto su gambe muscolose e contornato da spalle ampie e forti.  Dunque, perché non ci si potrebbe invaghire di una voce? Di un suono che ti avvolge come un abbraccio, che si espande nelle orecchie come una sinfonia o che ti delizia come la carezza della seta?” domanda l’autrice.

immagine per Prima la Voce di Maddalena MantovaniNel giro di pochi mesi Emma si ritroverà innamorata di Jacopo Doschi e, in attesa di un figlio, vivrà ore d’angoscia per lui, coinvolto nelle indagini sull’omicidio di Caterina Leonardi, la sua ex moglie.

Con Prima la voce (Parallelo45edizioni) Maddalena Mantovani fa immergere il lettore in un continuo viaggio nel tempo per ricostruire gli attimi precedenti all’omicidio di Caterina Leonardi spargendo indizi che, di volta in volta, fanno propendere per uno o per un altro responsabile del delitto.

L’intera storia, incentrata sulle indagini della dottoressa Damiani, eccentrica commissaria di polizia, si svolge nell’arco di una giornata. Meticolosa e tenace, passerà al vaglio tutti gli appartenenti alla cerchia ristretta della vittima.

Nel corso dei colloqui con la dottoressa Damiani, Emma ripercorre gli ultimi mesi vissuti con l’uomo del quale si è innamorata, mentre nel suo animo affiorano dubbi e angosciosi timori.

Con abili flashback, l’autrice ripercorre gli ultimi sei mesi dei vari personaggi, ne disegna i contorni e i caratteri e getta le basi per trovare in ognuno di loro un possibile movente per l’omicidio. Immancabile il colpo di scena finale, ben costruito e nascosto tra le pagine del romanzo.

La scrittura di Maddalena Mantovani è fluida, impeccabile e riesce a tenere il lettore sulla corda fino all’ultima pagina.

Lo stile dell’autrice, scorrevole e incalzante, invoglia infatti a non staccare gli occhi dalle pagine. Il flusso narrativo procede a ritroso in un flashback che porta il lettore da sei mesi prima dell’omicidio della ex moglie di Jacopo fino ad avvicinarsi sempre di più al momento finale.

Quello di Maddalena Mantovani non è semplicemente un giallo, ma un bel romanzo da leggere tutto d’un fiato.

 

immagine per maria rosaria grifone
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Giornalista, il diritto d'autore è il leitmotiv della sua vita professionale. Molisana doc, da decenni è trapiantata nella capitale. Legge molto, ama il cinema e il teatro. L'attualità è la sua passione.

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