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Disobbedire e ascoltarsi grazie al potere della letteratura al femminile

di Maria Rosaria Grifone

In un mondo in cui la letteratura ha spesso relegato le figure femminili a ruoli secondari, nel suo nuovo libro Maestre, Carolina Capria (HarperCollins Italia) si propone di smontare l’idea radicata che le donne debbano limitarsi a essere spettatrici delle gesta eroiche degli uomini.

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Maestre, di Carolina Capria

La scrittrice milanese, che si è affermata come una voce importante nella letteratura contemporanea per il suo impegno contro i pregiudizi di genere, ci guida in un viaggio illuminante tra le pagine di opere letterarie fondamentali, scrivendo non solo di autrici celebri, ma anche di eroine nate dalla loro penna.

Attraverso l’analisi di Persuasione di Jane Austen, Jane Eyre di Charlotte Brontë, Via col vento di Margaret Mitchell, Amatissima di Toni Morrison e L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, l’autrice ci invita dunque a riscoprire storie che celebrano l’audacia e la forza al femminile.

La sua prosa riesce a coniugare l’analisi letteraria con una narrazione che incoraggia le donne a mettere sé stesse al centro della propria vita e a perseguire i propri desideri senza remore. Il libro di Carolina Capria vuole dare un segnale preciso sin dalla scelta del titolo.

Spiega l’autrice:

«Mentre siamo abituati a sentir parlare di sommi maestri, quindi di uomini capaci di ispirare con la loro opera e il loro ingegno intere generazioni, difficilmente utilizziamo il termine maestre con la medesima accezione.

È il vocabolario a ricordarci che “maestra” è colei che insegna alle scuole elementari, mentre il termine “maestro” ha anche un altro significato e indica chi eccelle in un’arte. La storia invece è piena di somme maestre, e dobbiamo cominciare a dare loro il ruolo a cui hanno diritto».

Ma qual è l’aspetto principale che accomuna le figure femminili al centro del libro?

«Sono tutte autrici che hanno raccontato le mille sfaccettature dell’esperienza femminile e si sono fatte carico della formazione di ragazze e donne indicando loro delle strade alternative rispetto a quelle che la società invitava a percorrere.

Le personagge a cui hanno dato vita fanno parte dell’immaginario con cui molte ragazze sono cresciute e ancora oggi sono in grado di ispirare, divertire, e porre l’attenzione su questioni che continuano a essere cruciali per le donne: l’autodeterminazione, l’indipendenza, il rapporto con l’altra, la costruzione della propria identità.

Ma sono anche donne che hanno dato valore alla propria voce e hanno creduto nel proprio talento quando nessuno lo faceva, sfidando la società e le convenzioni pur di prendere lo spazio a cui avevano diritto»

risponde la scrittrice milanese che dal 2018 gestisce il progetto social “L’ha scritto una femmina”, un’iniziativa che promuove la letteratura femminile e si oppone ai pregiudizi di genere.

L’anno seguente ha fondato un bookclub che si è rapidamente trasformato in un’iniziativa diffusa a livello nazionale, offrendo a lettori e lettrici l’opportunità di condividere e approfondire la loro passione letteraria. In occasione dell’uscita del suo nuovo libro, Carolina Capria ha proposto di ampliare il raggio d’azione:

«Quest’anno il bookclub che porto avanti da molti anni nella città in cui vivo, Milano, ha preso vita in tantissime librerie e biblioteche sparse per l’Italia (e non solo) che hanno deciso di accettare il mio invito e adottare il programma di lettura che proponevo, e quindi leggere i cinque classici di cui parlo in Maestre.

I gruppi di lettura sono un’occasione preziosa di confronto e condivisione, e quelli nati da questa iniziativa andranno avanti per tutto il 2025, offrendo a chiunque vorrà partecipare la possibilità di uno spazio sicuro nel quale discutere di grandi scrittrici e delle loro opere. Scoprendo o riscoprendo non solo dei magnifici libri, ma soprattutto il piacere di chiacchierare e creare una comunità».

Un modo per affermare, ancora una volta, la forza immortale della letteratura e la sua capacità di portare coraggio e libertà anche nell’universo femminile.

immagine per maria rosaria grifone
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Giornalista, il diritto d'autore è il leitmotiv della sua vita professionale. Molisana doc, da decenni è trapiantata nella capitale. Legge molto, ama il cinema e il teatro. L'attualità è la sua passione.

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