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Indipendentemente #173. Una famiglia normale. Anna Maria Lella racconta la storia di una catastrofe morale

di Maria Rosaria Grifone

Il romanzo Una famiglia normale di Anna Maria Lella (PAB Editore) è ispirato a una storia realmente accaduta: un evento tragico che ha segnato il Nord Italia nei primi anni Duemila.
I nomi e i luoghi sono stati opportunamente cambiati dall’autrice, ma la tensione e la catastrofe morale che pervadono il racconto si sentono in ogni pagina. Elisa, la protagonista non aspira al perdono né alla redenzione ma vuole raccontare la propria verità.

immagine per Una famiglia normale Anna Maria Lella
Una famiglia normale, Anna Maria Lella

“Il mio nome è Elisa D’Agostino. Di me si è tanto parlato nei giornali e nelle riviste e ancora si parla durante le vostre cene di lavoro e ai cocktail party, la famigerata e leggendaria Elisa D’Agostino. I pettegolezzi, le dicerie, i miti e le storie sensazionali che mi hanno caratterizzato per lungo tempo non sono veicoli adatti a comunicare i mille aspetti della verità, quelle sottili sfumature di tono che spesso costituiscono gli elementi veramente decisivi in una serie di cause.

Credo sia dunque tempo che mi difenda, che mi dedichi a una lunga opera di smitizzazione. Ma non mi scuserò. Non si può chiedere scusa per un mistero. Sono diventata la persona che sono oggi all’età di sedici anni, in una gelida giornata invernale del 2002. Ora ho trentasette anni e un passato da dimenticare. Vi racconterò la mia storia.

Spero che la memoria non mi inganni e spero di rimanere il più possibile fedele alla verità. Avevo un fratello piccolo, Gabriele, che aveva da poco compiuto undici anni. La donna che mi ha concepito, Sonia Cairoli, e mio padre, Federico D’Agostino, non avevano occhi che per lui. Gabriele era bravo a scuola, mica come me che creavo problemi e meritavo solo rimproveri”.

La metamorfosi di Elisa è rappresentata con straordinaria abilità nelle pagine del romanzo di Anna Maria Lella, evocando il tormento psicologico che la accompagnerà fino all’inevitabile epilogo. Il racconto si sviluppa con un ritmo che invita il lettore a riflettere sulle cause e sulle conseguenze di un atto tanto atroce.

Anna Maria Lella dimostra una padronanza notevole della lingua e una profonda comprensione della psicologia umana. La sua capacità di evocare stati d’animo e situazioni drammatiche è evidente e contribuisce a mantenere alta l’attenzione del lettore rendendolo partecipe sul piano emotivo delle scelte dei personaggi.

L’autrice riesce  infatti a mettere in luce come la banalità e la normalità possono nascondere livelli inaspettati di violenza. Le sue descrizioni e il suo stile permettono al lettore di entrare nell’intimità dei personaggi, di esplorare le loro motivazioni e, in ultima analisi, di confrontarsi con loro.

 
immagine per maria rosaria grifone
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Giornalista, il diritto d'autore è il leitmotiv della sua vita professionale. Molisana doc, da decenni è trapiantata nella capitale. Legge molto, ama il cinema e il teatro. L'attualità è la sua passione.

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