Alla Shazar Gallery di Napoli è in corso Evocations: a nomadic project, a cura di Lóránd Hegyi, con 11 artisti in mostra: Aron Gabòr (Ungheria), Lello Lopez (Italia), Danica Lehocká (Slovakia), Christoph Mayer (Austria), Anya Belyat-Giunta (Russia/Francia), Fabien Verscheaere (Francia), Marine Joatton (Francia), Ruth Barabash (Israele/Francia), Allison Hawkins (USA), Elzevir (Francia), Ugo Giletta (Italia).
Quando si sceglie di sottrarsi ai riflettori del sistema omologante, la volontà trova linfa nella seria inquietudine che avvolge l’umanità.
Piccoli affreschi rompono le righe di codici modaioli, vibrando irriverenti sensazioni sui muri napoletani della Shazar Gallery.
Come tammorre di passione, la grafite, le chine e carte battono il tempo della realtà confusa, di certezze che l’arte vede naufragare in angosce di futuri vacillanti.
In connessione, undici voci di irresistibile instabilità abbracciano stati d’animo di quello stare al mondo fragili, col carico dei complessi rapporti spazio/tempo, in un viaggio di profondità che non smette di sublimare la vulnerabile linea liberatrice degli aspetti dell’esistenza.
Trovarsi a cospetto di potenti turbamenti, merito dalla sincera cultura di Lóránd Hegyi, del suo progetto itinerante, apre gli occhi e il cuore, porta a recuperare fiducia, ove l’antica trama di un disegno, diventa racconto incerto del mondo che verrà, tra dubbi e insicurezze, sussurra contemporaneamente al pensiero di nutrirsi, alla mente di volare.
Info mostra Evocations: a nomadic project
- Aron Gabòr (Ungheria), Lello Lopez (Italia), Danica Lehocká (Slovakia), Christoph Mayer (Austria), Anya Belyat-Giunta (Russia/Francia), Fabien Verscheaere (Francia), Marine Joatton (Francia), Ruth Barabash (Israele/Francia), Allison Hawkins (Usa), Elzevir (Francia), Ugo Giletta (Italia)
- A cura di Lóránd Hegyi
- 22 settembre – 31 ottobre 2023
- Shazar Gallery, Via Pasquale Scura, 8 Napoli
- Tel: 081 1812 6773
Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.



























