Libero De Cunzo, Tess è la personale a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise in corso alla Fondazione Morra – museo Hermann Nitsch di Napoli.
Libero di nome e di fatto, spazia consapevole, con sguardo attento, ogni forma di vita ed ogni istante prezioso.
Nulla è scontato o banale, ogni frammento visivo arriva come una lancia luminosa ad irradiare richiami di storia, consumazione di oggetti, persone, quadri, abitudini, luci ed orizzonti, inquiete rassicuranti immagini di ombre, nuvole, cieli. Necessita calma per guardare veramente.
Focalizza il perno dell’essenza che vibra le cose create, poi trasformate, abbandonate, ignorate, perdute. Tutte hanno scopo, insieme danno l’immagine di tasselli intrecciati, apparentemente scollegati tra loro ma con la necessità di essere uniti per capirne materia, funzione e spirito.
Vita a pezzi ricostruita nella preziosa collana che pone lusso al filo della consapevolezza. Rallentare e scrutare oltre il gesto d’autore, per possibilità infinite di sane letture di esistenza.
Si vive accelerati, si dimentica presto, si sostituisce troppo. Libero De Cunzo, pur essendo un sapiente veterano fotografo, si esprime anche con stampe a contatto su tela e scatti di estemporanea immediatezza col suo cellulare, a volte lontano da camere professionali e carte pregiate per la fotografia.
Egli va oltre, dando valore alla coscienza degli eventi passati e futuri, consente libertà di leggere, pensare, organizzare ed invertire immagini, lo fa col linguaggio della gente comune, in quel gesto ove la tecnica è relegata a un dettaglio rispetto alla potenzialità della condivisione animistica in cui prevale antropologicamente la qualità dei fatti, degli oggetti, degli esseri viventi, dei luoghi, di tutte le cose che sapientemente, con un click contemporaneo, rende importanti, divini, immortali.
Info mostra Libero De Cunzo, Tess
- a cura di Raffaella Morra e Loredana Troise
- fino al 22 febbraio 2025
- Museo Hermann Nitsch vico Lungo Pontecorvo 29d Napoli
Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.


















