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Tanz Auf Dem Vulkan. Collezione Morra Greco

di Enza Monetti

Come una danza mantrica metropolitana, agitata sul fulcro del tutto sbagliato, a muovere onde telluriche di società avariate, sfila tagliente, tra affreschi e stucchi antichi, a Palazzo Caracciolo d’Avellino, la preoccupazione del declino della collettività.

Dalle tendenze alla devozione consumistica connessa con la rete pro globalizzazione, all’assuefazione al sistema e al suo potere, tutti assunti nei finti processi evolutivi, previo l’emarginazione.

Carismatici simboli di ribellione, fatti di materie povere, assediati da metafore di sgretolati modelli in fuga accolti tra le rovine di turbolenza del Vulcano, avanzano sui tre piani della nobile architettura, nella diversità, coraggiosi e imperfetti, mai omologanti.

Modelli irregolari di chi esiste e lotta, produce e destruttura sangue e morale, racconta dubbio, annulla muri dell’incomunicabilità.

Arte politica e sociale che riflette su cambiamenti, affonda in ferite e abissi profondali, arte di una generazione di soldati arruolati per la battaglia dell’umanità perduta, a rincorrere commozione e rinascita senza continuità.

In un mondo impoverito, Maurizio Morra Greco compone la sua collezione di anti eroi prescelti al collettivo esistenziale, responsabile di equità urlata dal fondo dell’esistenza umana, diretta a un migliore orientamento sociale, a frugare senza tregua, nella solenne, dilatata precarietà.

Info mostra Tanz Auf Dem Vulkan

  • i 18 artisti: Candice Breitz, Adriano Costa, Lothar Hempel, Evan Holloway, Judith Hopf, Jonathan Horowitz, Jim Lambie, Miltos Manetas, Win McCarthy, Ryan Mendoza, Helen Mirra, Henrik Plenge Jakobsen, Daniel Pflumm, Hannah Starkey, Simon Starling, John Pilson, Tim Rollins & K.O.S., Hiroshi Sugito
  • fino al 16 dicembre 2023
  • Fondazione Maurizio Morra Greco
  • Palazzo Caracciolo di Avellino, Largo Proprio di Avellino, Napoli
immagine per enza monetti
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Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.

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