La parola chiave per la regia del docudramma mosso sul set della nevrotica serialità e l’infaticabile ripetizione delle scene è CAOS.
In Panic Rooms di Gianluca Capozzi (Avellino, 1973) alla Dino Morra Gallery, corpi umani e mobilio si intrecciano in ambienti claustrofobici, capovolgendosi in un’orgia di rumorosa confusione.
Senza inizio e senza fine, il motore del subbuglio confonde gli occhi e scompiglia il pensiero. Nel fracasso irreale delle pennellate, planano solitudine, tenerezza e necessità di fuga da labirintiche frustrazioni e asfissianti prigioni sociali.
Nel sobbalzo di poltrone e quadri, ruotano corpi e colori, foglie e piante in equilibrio con le loro dipendenze relazionali, muovendo la psiche a trovare finalmente un motivo per procedere.
Le stanze, luoghi di ricovero e verifica, diventano silenzioso regno per riflettere una dimensione introspettiva a stabilire coscienza e possibilità di esistere veramente.
Info mostra Gianluca Capozzi – Panic Rooms
- A cura di Adriana Rispoli
- Fino al
- Dino Morra gallery -Via Alabardieri 1, Napoli
- www.dinomorragallery.it
Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.


















