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Mario Capasso – Who am Artificial Intelligence

di Enza Monetti

L’intelligenza artificiale può competere con l’intuizione umana, sarà sempre limitata da una logica formale, fino a che punto potrà sostituirci?

Credenze popolari, religioni, tradizioni, miti e trascorsi di secoli di storia dell’umanità, sono accumulati in sacche virtuali di infiniti miliardi di miliardi di dati trasformati in procedimenti sistemici di calcolo. Dal battito cardiaco, centralità dell’uomo, allo sviluppo dei dati numerici capitalizzati in luoghi invisibili e rapidi, si compie il cambiamento in entità codificate.

Nell’evento A.I. design, prorogato per interesse collettivo al 31 maggio 2025, con la direzione artistica dell’Arch. Anna Fresa, presso la Fondazione Plart di Maria Pia Incutti, doppia personale: Sedimenti dell’Arch. Mario Coppola a cura del Prof. Luigi Nicolais, che presenta interessanti oggetti di design realizzati col linguaggio 3D sull’incedere tra uomo e biosfera per la possibile coesistenza degli opposti, e l’installazione multimediale immersiva dal titolo Who am A.I.? di Mario Capasso, direttore creativo di Capware Lab e Plart Vision, autore e conoscitore di linguaggi digitali e messa in atto di intelligenza artificiale.

immagine per Mario Capasso - Who am A.I.
Who am A.I. ph di Mario Capasso

La visione di Mario Capasso conduce all’estetica di data painting, sviluppatori di forme anticonvenzionali e complesse, procurate e trasformate da cifre in quantitative, magiche strategie d’emozioni.

È il dialogo tra i dati e gli algoritmi, tradotti dall’intelligenza artificiale in commutazione di immagini d’arte generativa/visiva che rilascia bellezza per interrogare.
Bastano 100 domande in 15 minuti di multimedialità?

Lontano da semplici tessiture linguistiche convenzionali, l’incontro diventa un gioco complesso di riflessi pronti ad avviare un viaggio condotto dall’elegante bagaglio di meriti del passato alla consapevolezza di cosa siamo oggi. Il mondo contemporaneo ambisce ad affrontare le sfide del presente ed il cambiamento in atto ne accoglie la visione reale inclusa di enigma.

Nel passaggio smaterializzato da codici e silicio, si coniuga la generazione di emozioni prodotte da linee di comando dell’uomo che danno origine ad algoritmi di magnificente ebbrezza e inquietante precisione ai confini delle umane certezze di sé stesso.

Who am A.I.? propone lo specchio indagatore d’invito alla conoscenza di altro, alla versione programmata dell’immagine di noi che ancora non conosciamo, nel non luogo che non appartiene a nessuno ma dove tutto appare possibile.

La perfetta versione ampliata di ciò cui l’uomo è destinato avvia il quesito intelligente a farsi domande. Senza abbandonare l’idea di un rapporto armonico responsabile tra uomo e tecnologia, custodendo valori umani nel processo di innovazione, val la pena chiedersi come plasmare più sostenibilità per il futuro del pianeta.

Il confine incerto crea un nuovo universo da esplorare, un labirinto evoluto di perfezione che smarrisce, di cui l’uomo è parte, quel confine ove la volontà di superarsi fino a replicarsi, lo autorizza al sogno di futuro possibile, ricerca e progresso, con la costante generatrice del suo essere superiore alla tecnologia da lui creata: un milione circa di anni fa capì che la scintilla realizzava il fuoco da cui tutto ha avuto inizio.

Cosa sarà  e come semmai anche con la digitalizzazione di coscienze senza l’errore umano? Lo vedremo vivendo… e la storia continua.

Info mostra Mario Capasso – Who am A.I.?

  • Mostra prorogata sino al 31 maggio 2025
  • Plart – Via G. Martucci 48, 80121 Napoli
  • info orari: >>> qui
immagine per enza monetti
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Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.

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