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Le carte dei sogni. Il fare prezioso di Clara Garesio ed Ellen G. a Napoli

di Enza Monetti

Nastri di collegamento le due rette organizzate verso la congiunzione a sostenere carte artistiche nel luogo di passaggio di una caffetteria che unisce il vecchio vicolo del centro storico al chiostro antico di San Domenico Maggiore, a Napoli. Semplicemente esposte.

Nessuna prevaricazione al movimento di tazze, tisane, cioccolate calde, torte e crostate. Il menù è ricco nel confortevole caffè letterario DOM Santi Bevitori che ospita le artiste con le loro differenti idee. Tranquillamente dolci, le signore strizzano l’occhio al loro fare prezioso, radicato nella storia lunga di congiunte, accomunate da un’operosità manuale tutta fantastica.

Francesca, figlia, cambia nome, diventa Ellen G. e con mamma Clara Gerasio, ceramista nell’incontro delle linee, e insieme, sotto lo stesso lessico familiare dello scultore Pirozzi padre, donano cromie ai fogli leggermente appoggiati nella catena del dna, a fare arte.

Tra flussi onirici, per lo più surreali, con netti riferimenti storici, conditi di profumi accademici, virati alla spiccata libertà creativa, travasano amore al fortunato pubblico che varca la soglia della sala.

Bella storia, si respira aria serena, sicurezza e determinazione, nel luogo poco eletto all’ufficialità ma che fa di questa aggregazione sincera, posto di conoscenza e intelletto soave. Emerge, oltre alle composizioni, l’unione e la solidità che fa emblema ‘una famiglia’, pilastro demografico, legame indissolubile, vera opera d’arte della società.

 Le carte dei sogni. Clara Garesio ed Ellen G. | bi-personale

  • a cura di Carmine Maturo
  • Fino al 6 gennaio 2024
  • Napoli, DOM Santi Bevitori; Napoli, complesso Monumentale di San Domenico Maggiore
  • patrocinata dal Comune di Napoli e realizzata in collaborazione con Gentle Green Events e con l’Associazione Napoletana Beni Culturali
immagine per enza monetti
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Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.

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