Cattedrale Ipogea:
Ecomuseo delle Cave e dell’Ambiente Marino di Favignana – arcipelago isole Egadi, Sicilia.
I musei conservano memoria e bellezza in collezioni di infiniti patrimoni culturali. Alle coordinate 37°55′34″N 12°19′16″E, con 33 chilometri di costa a disegnare la forma di una farfalla il cui battito d’ali rilascia energia pura in assenza delle patologie croniche connesse all’industrializzazione, esiste nell’arcipelago delle Egadi l’isola di Favignana.
Il perenne riprodursi delle onde abbraccia con venti d’amore, lontana da insegne luminose e frenesie metropolitane, al largo fra Trapani e Marsala, l’isola bassa ciclabile abitata già nel Paleolitico da insediamenti umani. Col susseguirsi di dominazioni romane, normanne, saracene, dai Borbone l’isola divenne sede estrattiva di calcarenite, roccia sedimentaria composta prevalentemente da sabbia e gusci fossili.
La pietra cavata, tagliata e nobilitata manualmente, è utilizzata nell’edilizia da secoli costituendo fonte d’economia per gli isolani e dando origine nel tempo a vere e proprie opere d’arte, architetture di straordinarie caverne e colonne simili a cattedrali arabeggianti.
Chi ha il mare dentro, senza il mare non può stare e al mare intende ritornare per ricominciare! Tore Ferrante, palermitano colpito dall’incendio che ha devastato la sua città lo scorso agosto, ha perso casa e lavoro tra fiamme divoratrici e insaziabili fumi neri impegnati a cancellare tutto senza restituzione, a Favignana ha trovato la forza e il coraggio per recuperare il suo essere siciliano ricco di sapienza del vivere.
Lo ha fatto partendo dal basso, da forre e fossati, da immersioni in quelle cave, in fori di un territorio arcaico, in luoghi lavorati a mani nude sudate di sangue dei cavatori favignanesi che con strumenti rudimentali simili a quelli usati per zappare la terra e la sola forza delle braccia estraevano ingenti cubature di pesante pietra grezza, per pochi piccioli destinati ai figli da sfamare, in quella Sicilia di sole e solitudine.
Tore lo ha fatto con colei che è la memoria storica dell’isola, la studiosa Maria Guccione, promotrice e sostenitrice del progetto, lo ha fatto con la sua compagna di vita Rosi, con la figlia Ester, l’amico Corrado e con il sostegno morale ed il patrocinio del Comune di Favignana.
Vivere il presente preservando il passato attraversando gallerie sotterranee, nell’apnea di ricordi e suggestioni posti a cospetto dell’anima delle cose, nell’equilibrio di immersioni tra caverne e mare, nella rivalutazione di gesti e sacrifici di spaccapietre e pescatori emersi entrambi da echi di profondità antiche a redimere il presente.
Giochi di luci e archeologia, multimedialità e massi accolgono visitatori e studiosi nel percorso di ripresa di gesta, visioni, immaginazioni per apprendimento e studio, scoperta e meraviglia, lezione volta a una società ove sognare è diventato un lusso.
La fatica dell’uomo al centro della ricerca di avvistamenti e recuperi, in un’avventura che risale il corso della storia a suggerire intesa e accordo con la buona tecnologia.
La proposta è seria, attraversa secoli fatti di lavoro duro, per confluire nel lavoro contemporaneo, a preservare pensiero collettivo, nell’arte della continuità.
Le braccia dell’uomo impastano silenzioso sacrificio alle necessità, con costanza e salsedine, lontano da informazioni web e culture tik tok, sostenendo valore aggiunto e creando differenza nell’impatto tra intelligenze primordiali e artificiali.
Presso la località Quattro Vanelle, il percorso immersivo nella cultura di Favignana pone il sotterraneo museo innovativo tra tecnologie all’avanguardia e scoperta di storia millenaria, dalla tecnica di estrazione utilizzata dai cavatori locali detti pirriaturi, all’ascolto di leggende marinare attraverso la navigazione virtuale nei fondali incontaminati dell’area marina protetta delle Egadi e videomapping portati nelle fore, telecamere subacquee per esplorare i fondali marini in diretta, wall screen e acquari con specie marine autoctone e aliene da osservare da vicino.
La Cattedrale Ipogea Ecomuseo delle Cave e dell’Ambiente Marino di Favignana è attiva dal mese di agosto 2024, nell’area all’aperto un grazioso ritrovo per drink e rinfresco accoglie i visitatori, per saperne di più: cattedraleipogea.com
Enza Monetti è una artista italiana, vive a Napoli, scrive di mostre per un’indagine approfondita che ritiene completi il suo fare arte e che propone al pubblico nello specifico sviluppo civile della relazione tra creatività, pensiero, psiche.
Convinta che l’arte sia la visionaria ricerca di umana autenticità che aiuti ad uscire dalla zona di rassegnazione e abitudine, con un suo sguardo trasversale, guidata dall’emozione per i lavori dei suoi colleghi, noti o meno, propone l’esperienza personale, nutrita di valore poetico ed empatico, come esercizio di riflessione per se stessa, e proposta di lettura altra, per coloro interessati al contemporaneo.




















Una risposta
Un articolo meraviglioso che affronta il.tema “cave” a 360 gradi,ma che ha il suo compendio nella frase “vivere il presente preservando il passato”. È quello che pochi imprenditori illuminati fanno, ma che vorremmo facessero tutti. Non si poteva scrivere di più.